Crescono gli interventi e calano
i decessi: batte forte il cuore di Torrette

Crescono gli interventi
e calano i decessi: batte
forte il cuore di Torrette
di Michele Rocchetti
ANCONA - Più interventi, meno decessi. A un anno dall’insediamento del nuovo direttore Marco Di Eusanio, il reparto di Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona presenta risultati lusinghieri, che per volumi ed esiti lo collocano tra le prime tre realtà di questo genere nell’ambito della sanità pubblica italiana.



I numeri
Per l’esattezza sono 1.190 gli interventi cardiochirurgici maggiori effettuati negli ultimi 12 mesi, con un incremento del 32% rispetto ai due anni precedenti. In pratica vengono effettuati in media 100 interventi al mese, quando in strutture analoghe solitamente non si superano i 38. Quantità, dunque, ma anche qualità. La mortalità intra-ospedaliera complessiva è infatti scesa all’1,7% dal 3,4% dei cinque anni precedenti, con percentuali addirittura pari a zero per quanto riguarda la chirurgia valvolare aortica, la valvolare mitralica e la valvolare mini-inasiva. «Questo è stato ottenuto in primo luogo grazie al lavoro di squadra», sostiene Di Eusanio.
Poi ci sono state le innovazioni dal punto di vista tecnico, con il lancio definitivo della chirurgia mini-invasiva che supera il concetto di ridotte incisioni, con la miniaturizzazione della circolazione extracorporea che riduce il pericolo di complicazioni, con le moderne protesi a rapido rilascio che consentono di risvegliare il paziente già in sala operatoria. «Infine – continua Di Eusanio – abbiamo lavorato molto sugli aspetti organizzativi e in particolare sul concetto di rete». In pratica si è puntato a fare della Cardiochirurgia di Ancona un Hub regionale disponibile e responsabile. Questo vuol dire gestione di casi ad alta complessità, rapidità nella presa in carico del paziente dai reparti di Cardiologia regionali ed extraregionali, potenziamento dell’ambulatorio divisionale, trasparenza su tutta l’attività.

La rete
«I marchigiani non hanno più motivo di cercare risposte fuori regione – è il commento del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli -, dal momento che hanno in casa una delle migliori Cardiochirurgie a livello nazionale. E questo anche grazie al fatto che, invece di dare retta a chi voleva una moltiplicazione delle strutture, abbiamo optato per il mantenimento di pochi centri, ma di alta qualità e fortemente connessi tra loro. In tal modo, non soltanto non c’è stata la fuga dall’ospedale di Torrette, come sosteneva tempo fa qualcuno, ma al contrario sono aumentate le persone di fuori regione che vengono a curarsi qui».

La mobilità
In effetti nell’ultimo anno la mobilità attiva è aumentata del 34% in Cardiochirurgia e dell’8% nell’intero ospedale. «Ciò non vuol dire che togliamo spazio ai marchigiani per accogliere gente da fuori – chiarisce il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi -. Al contrario il nostro primo obiettivo è pareggiare la domanda interna con l’offerta, e a Cardiochirurgia ci siamo quasi». Un salto di qualità per il quale potrebbe essere determinante la creazione di due sale ibride nelle quali far lavorare insieme diversi specialisti. «Ma è tutto il dipartimento di chirurgia che sta vivendo un momento eccezionale – continua Caporossi - Ci piacerebbe perciò creare un brand riconoscibile, però non basato sul puro marketing, ma sulla sicurezza che dietro la storia c’è anche la qualità».
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Marted├Č 19 Settembre 2017, 15:39 - Ultimo aggiornamento: 19-09-2017 15:39

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