Non solo Islam: le grandi firme
riscoprono veli, foulard e turbanti

Non solo Islam: le grandi
firme riscoprono
veli, foulard e turbanti
di Massimiliano Viti
Semplice estro dello stilista o mossa strategica delle maison per accaparrarsi la clientela di fede musulmana? Forse una risposta netta non c’è ma sta di fatto che nelle ultime sfilate abbiamo visto molte modelle indossare foulard e veli e uomini con i turbanti, come fossero tutti Jonathan Kashanian che indossa spesso il turbante. Se d’inverno coprirsi la testa è una necessità, d’estate è spesso un vezzo tranne nei luoghi ventosi e nelle serate più fresche. Ricordate il foulard amatissimo da Grace Kelly e dalla regina Elisabetta? Oggi non c’è solo quello per accessoriare il look.



Turbanti e non solo
Il turbante, ad esempio, è l’accessorio più in di Hollywood. L’ingresso del turbante nel mondo della moda risale agli inizi del ‘900 e a Paul Poiret. Nel 1934 lo sfoggiava Greta Garbo nel film “Il velo dipinto” e oggi è un copricapo molto amato da modelle e it girl. Lo hanno fatto sfilare sulle passerelle Gucci (dorato e luminoso), Missoni (con la stampa della aison), Marc Jacobs (in seta e pieno di spille), Jennifer Behr e perfino nelle proposte più economiche di asos. Anche il foulard, da semplice accessorio vezzoso che veniva legato alla borsa, nella primavera-estate 2018 diventa must-have da indossare in varie soluzioni, come copricapo, legato al collo, sulle spalle o sotto la giacca. Ce ne sono di tutti i colori, materiali e stampe. Per Gucci è pieno di paillettes, per Marc Jacobs è un turbante da ornare con spille, per Versace è stampato vintage, mentre Balenciaga lo trasforma in una lunga sciarpa. Etro gioca sui contrasti di colore, per Ralph Lauren è un capo da mare per DSquared2 diventa western.

Stile animalier
Sulle passerelle non sono mancati i balaclava di Gucci o i cappucci animalier proposti da Calvin Klein. Gli stilisti hanno ripescato questi accessori che sembravano demodé, li hanno rivisitati e reinterpretati, introducendoli di nuovo nel guardaroba. Di pari passo le passerelle sono state finalmente sdoganate anche alle modelle di fede islamica. Un esempio è la top model Halima Aden, originaria della Somalia, che abbiamo visto l’anno scorso da Alberta Ferretti e Max Mara sfilare indossando il tradizionale velo islamico hijab. Halima sfila e posa senza mai togliersi il velo. Un altro esempio è la modella Ikram Abdi Omar che si è fatta largo indossando sempre il velo. La fede islamica non è più un ostacolo per il lavoro e la carriera da modella. Gli esperti del fashion interpretano queste mosse come un passo per attirare le simpatie dei consumatori della modest fashion, o moda halal, quel settore dedicato alle donne che si vestono alla moda pur seguendo i precetti del Corano. I veli non servono solo per coprire la testa e il viso ma, specie d’estate, vengono utilizzati per realizzare sensuali copricostumi, caftani e parei.

Brand marchigiani
Il brand Cotton Club ha realizzato un poncho in rete e frange contenuto all’interno della serie Optical, ispirata alla nostalgia degli anni ‘60 e alle interminabili serate della “Capannina” di Forte Dei Marmi. All’interno dei questa linea troviamo capi black & white, semplicemente intramontabili. Altri capi “velati” come una gonna e un caftano realizzati in mussola di cotone e pizzo macramè in cotone appartengono alla serie Portofino che riassume in se’ tutta l’atmosfera esclusiva ed elitaria del piccolo borgo ligure, sinonimo di sofisticata eleganza e minimalismo chic. Il brand Envidiame ha in collezione “Zuna” un abito lungo in cotone adatto sia per il mare che per party in spiaggia che nella campagna pubblicitaria dell’azienda viene indossato dalla modella brasiliana Camila Tavares. Zuna fa parte della summer collection 2018 caratterizzata da stampe floreali ed etniche.
Un universo di colori che sembrano esplodere in un mondo surreale. Il luogo scelto è il messaggio subliminale a cui l’azienda si è ispirata. Nomade, ribelle, avventuriera. Un viaggio alla scoperta di terre lontane baciate dal sole. E’ il respiro di un mondo lontano, un brivido di libertà, il desiderio più profondo di universi remoti e grafiche minimal.



Versioni e colori
Nella collezione del brand L’Autre Chose troviamo un foulard color in seta stampata con motivo ‘cherry & dog’ (60 euro). Sono disponibili tre versioni colore, in bianco, cielo e verde. La stilista Marta Jane Alesiani propone lunghissimi foulard colorati, come accessori da indossare, insieme a giacche sportive oversize, per valorizzare il tubino. Un capo must have nell’armadio di ogni donna. “Per renderlo attuale, verrà sfoggiato con stampe coloratissime o con un fresco total white con effetto sorpresa. Diventerà un must di tutta la bella stagione” ci dice Alesiani.

Direttamente da Parigi
Già per la scorsa estate la modista di origine fermana Veronica Marucci, che da tempo gestisce a Parigi un atelier di copricapi da lei disegnati, ci aveva segnalato la tendenza del turbante, come articolo molto richiesto dalla clientela femminile, che la stessa stilista reinterpretava per soddisfare le esigenze e le richieste della committenza. Una tendenza moda che si è rafforzata in questi ultimi anni ed è passata dalla donna all’uomo. Il turbante è un capo unisex e risponde al meglio alla tendenza genderless che oggi piace tanto al pubblico fashion e che molti stilisti hanno sposato, presentando nelle passerelle capi identici indossati sia da modelle che da modelli.

Unisex
Tendenza unisex che troviamo anche nel denim, con la donna che indossa jeans maschili che sembrano rubati dal guardaroba del proprio lui, fino ad arrivare ad un simbolo dell’unisex che sono le sneaker. L’acquisto di scarpe maschili da parte della clientela femminile è aumentato. Per questa estate prepariamoci a vedere donne che indossano sneaker e veli (magari un foulard o un pareo) e, in località più fashion anche uomini con le stesse sneaker e con un turbante in testa per ripararsi dal sole. Così è se vi piace.
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Giovedì 26 Aprile 2018, 13:06 - Ultimo aggiornamento: 26-04-2018 13:06

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