Federica Bellesi dalle Marche a tutto
il mondo con il suo street fashion

Giovedì 24 Agosto 2017 di Massimiliano Viti
La ragazza che sussurra ai tessuti. Federica Bellesi realizza abiti senza disegnarli. Attende l’ispirazione chiusa in una stanza “ascoltando” i tessuti che ha scelto. Poi inizia a tagliarli, a cucirli et voilà, l’abito è pronto. Per questa sua peculiarità è stata avvicinata a Coco Chanel che “usava la matita solo per truccarsi e scrivere”. Federica ha 25 anni ma ha già vestito Bali Lawal, Sarah Maestri, Sabrina Ferilli, Valentina Bonariva e tante altre. Enzo Miccio è un suo estimatore già da qualche anno e la segue sempre. Una settimana fa è stata nominata direttrice creativa del brand Altalana, primo passo di una carriera che potrebbe riservarle grandi sorprese.

Federica, nel mese in cui tutto è fermo è arrivata una bella novità...
«Sì. Sono molto contenta e orgogliosa. Ringrazio Pacifico Paoli per la fiducia che ha riposto in me. Non mi aspettavo di essere scelta per un incarico così importante e mi auguro di riuscire ogni anno a stupire chi segue ed acquista le collezioni Altalana by Federica Bellesi. Ogni collezione è una sfida con me stessa».

Lei già collaborava con Altalana?
«Sì, da tre anni. Questa primavera ho inventato un abito scomponibile in 48 modi differenti e anche una giacca che si trasforma in un gilet».



Quando è nata la passione per la moda?
«Quando avevo 4-5 anni, mia mamma mi portava da una sua amica sarta. Tornavo a casa con una scatola piena di ritagli di stoffe. Con questi mi divertivo a vestire le Barbie e fotografavo i vari modelli come fosse una sfilata. Poi, verso i 18 anni mentre ho frequentato un corso serale di taglio e cucito. L’insegnante chiamò i miei genitori per far notare loro il mio talento. Accadde la stessa cosa pochi anni dopo, con una professoressa della Poliarte di Ancona. Disse che stavo sprecando i soldi e che potevo spenderli per avviare un’attività in proprio...».

E cosa fece?
«Lasciai la scuola, andai a Milano e fui selezionata in un concorso per giovani designer (23 scelti su 250 iscritti) e nell’aprile 2014 esposi al Fuorisalone. Fu un successone. Dieci giorni dopo ho aperto la mia boutique, anche questa tutta disegnata da me».

È stata la svolta.
«Decisamente sì. Di giorno mi occupavo del negozio e di notte producevo abiti. Un gavetta dura ma formativa. Il mio è un lavoro durissimo. Occorre grande forza di volontà ma, difficoltà a parte, ogni giorno è emozionante. Amo il mio lavoro più di qualsiasi altra cosa ».

Come produce le sue creazioni?
«Faccio una grande ricerca di tessuti. Poi mi chiudo in una stanza. Amo sentire tra le mani ciò che il tessuto mi trasmette e lascio che sia quest’ultimo a suggerirmi la linea che dovrà avere l’abito.Quando l’ispirazione arriva, taglio il tessuto e lo cucio direttamente. Il campione (taglia 40) passa direttamente alla modellista che ne ricava il cartamodello. Vengono eliminati anche i più piccoli difetti e si passa alla produzione delle taglie. Tutti i vestiti sono prodotti da me e sono 100% made in Marche. Creare per le donne è un’emozione e una responsabilità».

Ha un negozio, produce abiti, li vende, è a Milano, nelle Marche e ora Altalana: ma come fa?
«C’è chi mi definisce Wonder Woman e diciamo che tutti i torti non li ha. La stanchezza a fine giornata c’è sempre ma il sorriso, l’adrenalina e l’emozione hanno il sopravvento. Ogni sera posso dire: “Anche oggi ne è valsa la pena”».

Cosa ha creato per il prossimo inverno?
«Ho deciso di portare in passerella uno street fashion ispirato alla Pop art. Tutta la collezione è caratterizzata da un’impronta giocosa e divertente. E’ una collezione che esce fuori dai miei schemi “bon ton”. Ho osato cercando di accoppiare tessuti dalle diverse consistenze e pesantezze. I colori frizzanti (blu elettrico, giallo, fucsia, bianco) contrastano il solito e noioso nero e danno il tocco di ironia. Ci saranno cappotti in lana e eco pelliccia multicolor; abiti con paillettes opache. Velate trasparenze, eleganti scollature ed osati accostamenti di texture sono gli elementi che danno carattere a questa nuova collezione che verrà presentata il primo ottobre durante un evento Degrade Joelle all’Hotel Da Vinci di Milano».



A quali donne si rivolge?
«Dalle teenager di 16 anni fino alle donne adulte. La collezione è pensata per la donna di oggi, che voglio pensare libera di fare le sue scelte, senza alcuna costruzione sociale e senza la paura di essere giudicata. Ho immaginato donne indipendenti e sicure, intente a costruire la loro identità, libere di sperimentare nel loro stile. La donna che veste Federica Bellesi è una donna moderna, sognatrice, curiosa, una donna che inventa il suo stile seguendo l’emozione senza adeguarsi ai dogmi dettati dalla moda».  © RIPRODUZIONE RISERVATA