In alto i calici, il Rosso Piceno
festeggia i 50 anni della Dop

In alto i calici, il Rosso
Piceno festeggia
i 50 anni della Dop
di Laura Ripani
Per un compleanno così si può brindare solo con un bel calice di rosso. Piceno, ovviamente, ché nel 2018 il Consorzio ne tutela festeggia i 50 anni del riconoscimento del disciplinare della Denominazione di origine controllata . Ovviamente la storia di questo vitigno affonda le proprie radici già nell’Ottocento ma è soltanto nei primi anni del secolo scorso - dopo un’epidemia di filossera - che i produttori si resero conto della necessità di un profondo mutamento agronomico degli impianti a partire dalla costituzione di vigneti specializzati.



La biodiversità
Successivamente però si continuò a privilegiare la coltivazione promiscua lungo lo stesso filare, anche con l’adozione di qualche vitigno “migliorativo” di origine extra regionale: praticamente una manna perché ha consentito di conservare un’elevata biodiversità varietale antica nelle aziende agricole e i viticoltori sono stati i custodi di questa variabilità. Nasce da questa storia così ricca la necessità di tutelare un prodotto che interessa ben quattro province: Ascoli Piceno, Macerata, Ancona e Fermo; un Rosso, proposto anche nelle versioni Superiore e Novello, che hanno come composizioni varietali le uve del Montepulciano in una percentuale dal 35% all’85%, cui si sommano quelle del Sangiovese, da un minimo del 15% a un massimo del 50%, mentre a saldo possono concorrere fino a un massimo del 15% le uve di altri vitigni autorizzati.

Il Superiore
Il Rosso Piceno Doc Superiore, nelle sue migliori espressioni e nelle annate in cui il Montepulciano ha fatto una curva di maturazione equilibrata, si propone con un bel colore rosso rubino dai riflessi violacei, mentre all’olfatto si apre a percezioni di frutta rossa come ciliegie, amarene e lamponi che, via via, lasciano spazio a note di tamarindo, cacao amaro e liquirizia con un finale che ricorda il fondo del caffè. In bocca ha un’entrata fresca, con una fibra tannica ben evidente che comunque non infastidisce; anzi, se abbinata a una piacevole sensazione di liquirizia lo rende piacevole, accompagnandolo nel suo percorso evolutivo che lo rende caldo, lungo e persistente. Vino che non può essere immerso al consumo in data anteriore al 1° novembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.



L’obiettivo
«Già nel nome - spiega il presidente del Consorzio Giorgio Savini - il nostro vino è un ambasciatore del territorio. È il rosso più esteso delle Marche anche se nel corso degli anni ha risentito del calo dei consumi a livello nazionale. Come Consorzio, quindi, abbiamo intenzione di far riapprezzare questo vino che, come abbiamo spiegato in un recente convegno, è tipico proprio della dorsale est dell’Italia. Ed è un vino speciale perché appunto non nasce da un monovitigno da un sapiente mix di Montepulciano e Sangiovese. È una tendenza, adesso, gli altri ci sono arrivati più tardi ma la sua caratteristica è la longevità. Anche dopo 5-6 anni è ancora ottimo e non è un caso che i nostri territori siano addirittura tra i più longevi del mondo. Siamo di una tempra “buona” così come i nostri vini». Chissà se è proprio degustando queste prelibatezze della terra che si campa così tanto nelle Marche. O, piuttosto, il contrario: nelle Marche tutto dura di più, anche il vino. Resta comunque il fatto che per festeggiare questo traguardo il Consorzio si è avvalso anche della collaborazione di un artista abruzzese Giuseppe Pantaleo, che ha realizzato un manifesto «un po’ dadaista - conviene il direttore del Consorzio Armando Falcioni - ma sicuramente d’impatto. Ha creato un’immagine dove si vede una colonna ionica che sta a significare la nostra storia: non siamo vignaioli dell’ultim’ora ma abbiamo 2500 anni di storia; e poi intorno ballano elfi e hobbit perché il vino è sinonimo di festa e tutti gli attori del territorio si divertono».



La squadra
«Il girotondo di questi personaggi - aggiunge Falcioni - rappresenta la nostra intenzione di fare squadra, gruppo e valorizzare il rosso più grande delle Marche. Sotto la colonna, infatti, c’è anche la campagna picena. Ci tengo poi a precisare che il nostro compito, come Consorzio, fin dall’anno 2002 quando siamo stati fondati, è proprio quello di valorizzare i nostri prodotti. Non si tratta di una semplice associazione ma abbiamo il compito preciso affidatoci dal ministero dell’agricoltura. Quindi abbiamo una grande responsabilità ma allo stesso tempo sentiamo un grande orgoglio». Ovviamente anche se quest’anno in particolare il festeggiato sarà il Rosso Piceno, il Consorzio non dimentica anche gli altri due vini, Pecorino e Passerina che negli anni, dopo la riscoperta, hanno fatto accendere i riflettori e catturato l’attenzione a livello nazionale e internazionale. Anche loro saranno protagonisti delle prossime fiere.
 
Con l’Imt per far crescere tutto il territorio
Il Consorzio Tutela Vini Piceni - del sud delle Marche e l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (regionale) - insieme per far crescere tutto il territorio regionale. «Abbiamo buoni rapporti con loro - dice il direttore Armando Falcioni - e faremo alcune iniziative congiunte considerato che loro quest’anno anche celebrano il cinquantesimo anniversario del Verdicchio. Inoltre crediamo che sia una questione di maturità fare iniziative insieme sul modello marchigiano e che questo sia assolutamente producente. Anche se le realtà vinicole - questo è importante sottolineare - sono distinte e hanno bisogno di una politica a parte, la collaborazione è essenziale. Infatti noi abbiamo anche il Pecorino e la Passerina Docg Offida che loro non hanno quindi le strade si incrociano ma non su tutto».
 
Ogni candelina una cena. Poi si parte per il Prowein
Al Vinitaly, ad aprile, sarà presentato il dossier delle ricerche sul gradimento del Rosso Piceno in campo nazionale ma una delle grandi campagne di comunicazione che si appresta a realizzare il Consorzio Vini Piceni è realizzare una cena per ognuna delle 50 candeline che il Rosso Piceno spegne quest’anno. Si tratta di coinvolgere molti ristoranti e chef delle due province di Ascoli e Fermo ma l’idea è già partita e si stanno definendo i dettagli. Un altro degli strumenti comunicativi dei quali si è dotato il Consorzio è stato il blitz a Sanremo dove le casse di Rosso Piceno hanno rallegrato gli artisti in gara e il manifesto, presentato in anteprima a Offida insieme all’anticipazione di Fritto Misto che sta facendo da ambasciatore della nuova campagna pubblicitaria. Sarà ovviamente portato a tutte le fiere alle quali i produttori piceni riunti parteciperanno tra le quali il prossimo Prowein di Dusseldorf (dal 18 al 20 marzo) e ed ogni altra iniziativa sulla quale il direttivo del Consorzio, come dice il presidente «sta lavorando».
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Sabato 10 Marzo 2018, 13:04 - Ultimo aggiornamento: 10-03-2018 13:04

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