Camerino, sfida natalizia a Cremona
per un torrone che profuma di storia

Camerino, sfida natalizia
a Cremona ​per un torrone
che profuma di storia
di Giulia Sancricca
Un dolce duro e schivo al primo impatto, ma che poi si lascia sciogliere tra i denti. Sono le caratteristiche del torrone di Camerino, ma potrebbero essere i tratti della gente di montagna come se quel dolce, noto in tutta Italia e realizzato nelle vallate dell’Alto Maceratese, avesse ripreso le caratteristiche di chi lo produce. Anche se quando si dice torrone si pensa a Cremona, Camerino può essere annoverata tra le città che hanno dato i natali a questo dolce prettamente natalizio tanto che quello realizzato dal pasticcere camerte, Paolo Attili, di “Casa Francucci” detiene il primato di essere il più lungo al mondo.
 


La contesa dei produttori
La pasticceria di Paolo Attili porta il nome dalla famiglia Francucci, da sempre “stirpe” di fornai e pasticceri: Romolo, Gervasio, Severino e Remo fino ad Ester. Titolari del bar del teatro e, dal 1955 al 1973, di quello di piazza Sant’Angelo, hanno continuato a produrre torrone fino al 1983, quando Paolo Attili ha rilevato l’attività. Ma la storia di “Casa Francucci” risale a molto tempo prima, quando Severino aveva il suo laboratorio al numero 8 di via Massei della città ducale ed era concorrente del pasticcere dirimpettaio, Alberto Bettacchi, dopo l’unità d’Italia. Ognuno di loro era convinto che il proprio torrone fosse insuperabile. Bettacchi, ditta attiva dal 1865, vantava tra i suoi estimatori la regina Margherita, era stato premiato a Marsiglia nel 1898 e a Parigi quattro anni dopo. Nel 1912, invece, a Francucci venne attribuita la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Barcellona e nel 1946 il principe del Piemonte concedeva al cavalier Severino Francucci lo stemma reale con la legenda “Brevetto della Real Casa”. Oggi è Paolo Attili, insieme alla sua famiglia, a custodire i segreti di quel magico dolce di cui per anni i due pasticceri si sono contesi la paternità.



I segreti
«Ho continue proposte per crescere - dice Paolo Attili - ma dovrei assumere qualcuno e gli operai potrebbero rubarti i segreti del mestiere, portar via tutto il lavoro delle notti passate a vegliare la caldaia per trovare il tempo giusto di ogni fase». Sono il tempo e l’esperienza a rendere il torrone di Camerino un prodotto artigianale ma conosciuto in tutto il mondo. Ai tempi di Severino il composto di miele locale, zucchero e aromi veniva girato per sette ore, con la pala di quercia nel caldaio di rame. Servivano quattro uomini di fatica per smuovere con forza l’amalgama che tendeva infine a compattarsi, accogliendo le mandorle tostate di prima scelta arrivate da Bari. Era a quel punto che il Cavalier Severino tirava fuori una boccetta scura e ne versava il contenuto nella caldaia. Un momento che tutti fissavano affascinati, senza sapere di cosa si trattasse. Poi veniva posto sugli stampi di legno, compresso con morsetti a vite e pressato a mano con rulli di metallo. Infine, la base veniva spalmata di albume d’uovo montato a neve, sopra e sui lati, invece, pennellato di glassa al cioccolato. Oggi il torrone mandorlato di Attili mantiene la stessa procedura e gli stessi ingredienti e, per migliorare la qualità, viene ricoperto di cioccolato fondente Van – Houten Callebaut al posto della glassa di cacao.
 
La manifestazione
Da anni quello di Paolo Attili è il torrone più lungo del mondo con i suoi 713 metri di bontà. Anche quest’anno la manifestazione che lo vede protagonista si svolgerà a Camerino il giorno dell’Epifania. «L’appuntamento è alle 17 - dice Renzo Riccioni, presidente della Pro Loco - . Ci sarà la misurazione ufficiale del torrone da parte di Paolo Attili, dei vigili urbani e del segretario comunale. Poi lo taglieremo per chiudere bene le festività natalizie».
 

 
Un tripudio di bontà in tutte le Marche
Se Camerino vanta il torrone più lungo del mondo, anche le altre province della regione non sono da meno per la bontà di questo dolce natalizio. Spostandosi di pochi chilometri, infatti, si arriva a Tolentino dove non si può non assaggiare il torrone della pasticceria Cappelletti. «Una ricetta antica - dice Yuri Pesaresi, titolare insieme al socio Massimo Moretti - . Conoscono il nostro torrone anche fuori regione, in alcuni casi lo spediamo per posta». Nel fermano, invece, c’è il torrone che nasce a due passi dal mare, alla pasticceria Mazzaferro di Porto San Giorgio, nota sia per il panettone che il torrone artigianale, così come la pasticceria Cognigni della stessa città. In provincia di Ascoli Piceno la pasticceria Dorina, a Montefiore dell’Aso, vanta una lunga tradizione: «Quando il torrone era passato di moda - dice il titolare Fabrizio Lanciotti - noi lo abbiamo fatto apprezzare di nuovo. Utilizziamo prodotti del posto come il miele della Val d’Aso e i nostri clienti vengono anche da fuori città per assaggiarlo». Immancabile poi, la storica pasticceria Picchio di Loreto dove, tra le altre prelibatezze, si può assaggiare un ottimo torrone artigianale.
 
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Sabato 23 Dicembre 2017, 12:42 - Ultimo aggiornamento: 23-12-2017 12:42

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