Carbone speciale e altre delizie
Ecco tutti i dolci della Befana

Carbone speciale
e tante altre delizie
Tutti i dolci della Befana
Tra sacro e profano, la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e regala doni e dolci. Si dice che si è pentita di non avere seguito i Re Magi per dare un suo omaggio al bambino Gesù ma le sue vesti logore ed il carbone sembrano essere un ricordo delle ceneri del suo fantoccio, simbolo dell’anno vecchio, bruciato nei riti pagani per il solstizio d’inverno ed auspicare un nuovo ciclo. Poi ci sono le leggende che raccontano che è la nonna di Erode a risarcisce l’umanità della strage degli innocenti; altre, la moglie di Pilato che espia le colpe del marito. Ed è per quello che il viaggio nei dolci marchigiani dell’Epifania parte dai Sibillini. Da quel monte Vettore sulla cui cima si nasconde il lago rosso del sangue di Pilato dove sarebbe seppellito.

A Visso non si scherza con la storia delle calze. È da giorni che si respira profumo di biscotti. Hanno tutte le forme anche se qui si preferisce quella degli animali: cani, gatti, gufi, colombe, asinelli. Nelle terre della Sibilla, intrise di leggende, e dove, tuttora, di notte non si lasciano i panni fuori temendo che fate dai piedi di capra le intreccino, rimane in memoria che all’alba dell’Epifania gli animali possono parlare. «Li chiamiamo i Befanini» spiegano Fabio Cerri e Lina Albani, proprietari del forno l’Albero del Pane e della Pasticceria Vissana. Il terremoto ha distrutto il loro laboratorio ma, anticipando i fondi, sono rimasti alle porte del centro storico, garantito lavoro a sette persone e non hanno mai smesso di rifornire di pane la martoriata valle Nera. Per loro i biscotti aromatizzati all’anice, alla vaniglia, al limone, all’arancia sono i mattoni della ricostruzione del paese. Producono anche Cavallucci fatti con mosto e frutta secca ed il Frostengo, un dolce d’inverno a base di farina, noci, nocciole, mandorle e mele (073795277).

Per rifornirsi di carbone, tappa a Loreto, alla Pasticceria Picchio. È l’unica marchigiana nella Guida Gambero Rosso 2018 targata “Tre Chicchi e Tre Tazzine”. Riconoscimento per il miglior caffè combinato ad un’accurata proposta gastronomica. Il suo punto forza è un esprit maison dove passione fa rima con curiosità ed estro. Elisabetta Marcozzi ha fondato la casa quaranta anni fa ed oggi, con suo fratello Claudio Marcozzi, maestro di pasticceria, ed i suoi figli fa proposte che intrecciano tradizioni ed innovazioni. Producono un carbone da dare anche ai bimbi buoni. Si fa bollire fino a 135 gradi 300 gr di acqua, sciogliere un chilo di zucchero ghiaccio e 20 gr di carbone vegetale, poi si aromatizza con arancia, limone o vaniglia (www.pasticceriapicchio.com).
Una strana patente
A Matelica, oggi le Befane vanno in bici per ottenere la “patente da Matu”. Faranno i soliti sette giri intorno alla fontana ma non prima della distribuzione ai piccoli di caramelle e paste. I tradizionali Favoriti offerti dai forni del paese. Un’iniziativa a cui partecipa “Pane di Gagliole” del pasticcere Vanni Valci. Nel 2015, ha sbaragliato milanesi e piemontesi vincendo a Breccia il titolo di panettone d’autore dell’anno. Ama lavorare materie prime genuine, italiane, che interpreta con creatività. Dall’unione tra il lievito madre, lo zafferano e la nuova tecnica della vasocottura crea meraviglie fragranti di albicocche e pistilli. 
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Sabato 6 Gennaio 2018, 17:19 - Ultimo aggiornamento: 06-01-2018 17:28

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