Pignatelli allo specchio, madre e figlia:
"Principesse? Influencer piuttosto"

Pignatelli allo specchio,
madre e figlia: ​"Principesse?
Influencer piuttosto"
di Laura Ripani
C’era una volta un castello dove vivevano le principesse. E c’è ancora da quando Giulia e Stefania Pignatelli hanno trasformato in resort Borgo Seghetti Panichi a Castel di Lama. Accolgono turisti da tutto il mondo, sono imprenditrici e ambasciatrici, aprono strade culturali sul territorio che hanno contribuito a lanciare. E ora lo piangono, sfregiato dal sisma. Giulia Panichi Pignatelli nasce a Roma da genitori di antiche famiglie del Piceno. Vive e risiede a Castel di Lama dal 1991. È presidente di “Le Marche Segrete”: associazione in rete di dimore e giardini storici privati aperti al pubblico “Progetto Pilota della Regione Marche”. Stefania, appassionata d’arte, ha studiato al College of Art and Design di Londra, poi all’Accademia di Brera ed esposto sue opere in Europa. Dal 2000 si dedica con la madre a Borgo Seghetti Panichi trasformato in impresa e ai progetti europei.

1. Cosa vi divide o piuttosto vi unisce?
Madre: Nulla ci divide, per carità! Ci confrontiamo sul lavoro chiedendo l’una all’altra cosa ne pensa. 
Figlia: Andiamo d’accordo. Ci chiediamo sempre dove poter investire nel bene, come poter fare del bene.

2. Cos’è la creatività? 
M: Quella che ci riconoscono, aver intuito 20 anni fa la vocazione del territorio: culturale, turistica ed enogastronomica. 
F: Promuovere le eccellenze, d esempio abbiamo inventato le Case d’artista con visite nelle abitazioni anche di quelli viventi.

3. Una grande sofferenza... 
M: Il terremoto: è stato un dramma umano in primo luogo e ha pure distrutto il turismo. La burocrazia poi...è lentissima! 
F: Ci sentiamo ancora sfollate ed è già trascorso un anno dal sisma. Mio figlio ancora si sveglia e dice “bum bum”.

4. ...e una speranza? 
M: Ripensare la nostra impresa costruita in 17 anni e che adesso per i danni funziona solo al 30%
F: Si ricostruisca subito. I nostri clienti esteri emotivamente ci sono vicini ma tra coloro che sono comunque tornati c’è chi è rimasto scioccato.

5. Tradizione o innovazione? 
M: Io sono una signora avanti negli anni e rappresento l’eredità culturale che va veicolata con le nuove tecnologie padroneggiate da mia figlia.
F: Senza tradizione non si sa dove andare e mia madre è preziosa. L’abbinamento con gli strumenti moderni è vincente.

6. Un rifugio perfetto? 
M: Nel nostro Giardino bioenergetico. Il professor Pietro Zampetti definì il nostro territorio un angolo di Eden. Ora è tutto cementificato. 
F: Sì, nel nostro Giardino (il primo d’Europa ndr). A seconda dello stato d’animo scelgo un angolo rispetto a un altro.

7. Il motto che vi guida nella vita? 
M: Una grande fede, un grande sacrificio e un grande dubbio. Dedicato ai giovani pieni di certezze che non sanno nulla. 
F: Non ne ho solo uno. In questo periodo sento di dire «Mi piego ma non mi spezzo». Serve, vista la situazione.

8. Un motivo di orgoglio? 
M: Aver creato l’associazione Marche segrete e il resort quando nessuno avrebbe scommesso sull’entroterra e tutti tiravano per la costa. 
F: La capacità imprenditoriale di realizzare itinerari transfrontalieri portando americani, inglesi e francesi al di là dell’Adriatico.

9. Il monumento più rappresentativo delle Marche? 
M: Sono campanilista, la Piazza del popolo di Ascoli. Nei manuali di è al terzo posto dopo Venezia e Siena per purezza architettonica. 
F: La chiesa di Monte San Giusto che nasconde un Lotto. Serve chiedere le chiavi al parroco per visitarla, un tesoro che il mondo ci invidia

10. Cos’è la nobiltà?
M: È quella d’animo. I titoli venivano assegnati per il coraggio, la giustizia e cosa si faceva per la comunità.
F: Non le creste e le corone ma i valori e il rispetto per gli antenati. 


 
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Domenica 8 Ottobre 2017, 16:41 - Ultimo aggiornamento: 08-10-2017 16:41

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