Francesca, una fermana che vende tartufi
a New York: "Così è nato il business"

Francesca, una fermana che
vende tartufi a New York:
"Così è nato il business"
di Chiara Morini
Da Fermo a New York; dal liceo classico alle cronache sportive per Snai Sat e per Il Giornale dall’ippodromo di Montegiorgio; da giornalista a Truffle Lady, non lontano da Wall Street. La signora dei Tartufi, che importa dall’Italia i preziosi tuberi e li rivende ai migliori chef dei ristoranti di lusso (e non solo) è Francesca Sparvoli che dal 2012 gestisce la Done4NY truffle insieme al suo compagno Marco Bassi. L’amore per New York non le è venuto per caso: ci andava una volta l’anno, tra gli altri motivi anche per correre la Maratona. Poi un amico del suo compagno li ha coinvolti nella valutazione di un’azienda di produzione di porcini e da lì hanno deciso di studiare il mercato americano.

No ai distributori esistenti
«Non potevamo affidarci a distributori esistenti – racconta Francesca – non erano specializzati e così sono partita con Marco, mettendo in valigia solo una grande passione e tanta voglia di fare». Ad un certo punto però i funghi hanno subito uno stop, e così hanno deciso di dedicarsi ai tartufi. Grazie al partner marchigiano, da oltre tre generazioni sul mercato, il pregiato tubero è diventato il core business dell’azienda di Francesca Sparvoli, che importa proprio dalla nostra regione il 70% della produzione che vende a New York (si parla di tartufi bianchi, neri pregiati ed estivi), mentre il restante 30% da Toscana, Emilia Romagna ed Umbria, e anche da Francia e Australia. «La scorsa estate sono tornata in Italia, nelle Marche, e ho incontrato Bruno, il nostro partner» dice Francesca proseguendo il suo racconto. Lei torna una volta l’anno, perché il suo lavoro le permette «solo brevi pause». In Italia o viene lei o viene il compagno Marco, questo per non togliere continuità nel servizio ai clienti.

Gli affari vanno bene
«Se gli affari non andassero discretamente sarebbe impossibile restare», dice. Già è difficile fare business, e a New York la difficoltà, rispetto ad altre parti, sale in misura esponenziale. Il mercato permette di eccellere, ma anche di fare epic fail, degli straordinari fallimenti. Insomma, il mondo dove non ci sono mezze misure nella Grande Mela si amplifica. «Se non ci fosse stato Marco nella società – parole di Francesca – non avrei saputo proprio da dove cominciare. Come nel lavoro, anche nella vita è importante avere i partner giusti». Francesca e Marco lavorano tanto e ritengono di non aver diritto a nulla. Nel senso che: al momento sono a New York con un visto che l’ambasciata americana ha loro rilasciato. «Obbediamo alle regole di un Paese che ci concede di operare – dice –. In qualsiasi paese civile queste sono le condizioni in cui ogni immigrato dovrebbe adeguarsi». Francesca si sostiene a vicenda con Marco, ed insieme vanno avanti negli States. In Italia hanno lasciato famiglia, affetti, routine e amici. «Non potrei chiedere di più. Il mio compagno di viaggio (Marco) è il migliore che potessi mai desiderare». Con lui sta per prepararsi alla stagione del bianco, che però, a causa della siccità rischia di essere scarsa nella quantità. «Non sappiamo come sarà – spiega – la scorsa estate il terreno, per quanto secco, aveva crepe. Ma la pioggia da sola non basta, servono temperature più basse, altrimenti il prodotto, ancora in superficie, si rovina».

Tra una consegna e l’altra
Nel frattempo Francesca Sparvoli non se ne sta con le mani in mano, e tra una consegna e l’altra (anche negli Hamptons, località turistica dell’alta società newyorkese), il 15 ottobre prossimo rappresenterà l’azienda, che farà da sponsor in un grande evento di beneficienza organizzato dall’associazione Chef Italiani New York. Un veicolo come un altro per conoscere e farsi conoscere, ma soprattutto costruire relazioni in un mondo dove bisogna restare sempre vigili. «I migliori chef – spiega - creeranno primi anche al tartufo, in una festa dei sapori Italiani a Little Italy. Tutto il ricavato dell’evento sará devoluto alla ricerca contro il cancro al seno».

Un pizzico di nostalgia
Francesca non dimentica l’Italia, anzi, a volte ha nostalgia pure del nostro clima, della buona tavola. E un pensiero lo ha anche per la sua città di origine, la cara Fermo, di cui segue le vicende, anche se a distanza. «Grazie ad un sindaco volenteroso ed una giunta preparata ha saputo sollevarsi da una staticità opprimente – chiude salutando i suoi (ex) concittadini - Continuate così: riponendo fiducia nei giovani preparati e volenterosi».
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Domenica 24 Settembre 2017, 16:42 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2017 16:42

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