Martina Centofanti e il suo sogno
Mondiale: «Adesso o mai più»

Martina Centofanti
e il suo sogno Mondiale:
«Adesso o mai più»
di Camilla Cataldo
Grazia e leggiadria coniugate in salsa marchigiana, a caccia di medaglie ai Mondiali di Pesaro dal prossimo 30 agosto. Martina Centofanti, la più giovane ginnasta italiana della delegazione di Rio, si appresta a tornare nella regione che l’ha cresciuta come una mamma che culla e accudisce il suo figlio talentuoso. «Ho vissuto due anni ad Ancona da piccola, quando mio padre Felice giocava a calcio nella squadra locale. E poi altri due nella Ginnastica Fabriano, la mia prima società. Mi sono trovata benissimo, prima di passare a Desio con la squadra Nazionale», riavvia il nastro dei – freschi – ricordi Martina, 19 anni compiuti lo scorso 19 maggio.

«Ho lasciato il segno»
Il suo papà è Felice Centofanti, ex Jesina e Ancona, che ha vestito anche la maglia dell’Inter a cavallo degli anni ’90 ed è stato un personaggio cult per il suo look: terzino sinistro con i capelli lunghi, un idolo di calcio pane e salame che dal 2005 al 2009 è stato anche inviato di Striscia la Notizia. «Ha lasciato il segno più come personaggio che come calciatore – sorride Martina -. Lui nasce in uno sport totalmente diverso dal mio, fatto al contrario di eleganza e leggerezza, ma si è appassionato come me alla ginnastica. È il primo tifoso mio e della squadra, ci segue ovunque e sarà, ovviamente, anche a Pesaro. Mi aiuta e consiglia, cerca di tirarmi fuori il meglio e so di poter contare su di lui per qualsiasi dubbio. Se mi piace il calcio? Sì, però non lo seguo molto e quando lui correva sull’erba io ero troppo piccola. Papà mi dice sempre: ho giocato in squadre importanti ma non sono mai arrivato in Nazionale. L’ho superato!».



L’aviere scelto
Aviere scelto del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica militare, si allena a Desio in collegiale permanente. «Ora attendiamo con ansia il primo Mondiale in Italia, per noi è motivo di grande onore e responsabilità, giocare in casa è un orgoglio, ci sarà tanto pubblico e sarà un’esperienza che rimarrà per sempre dentro di noi. Io mi esibirò nei 5Cerchi e 2Funi e 3Palle, con la squadra», annuncia Martina, la cui voce ha una notevole influenza marchigiana. «La vostra regione è nel mio cuore, ho passato anni davvero bellissimi ed è sempre un piacere tornare nei luoghi e dalle persone a cui sono affezionata. Pesaro? La conosco perché ha ospitato diverse Coppe del Mondo, è una bellissima città anche se non sono riuscita a girarla molto e anche i risultati delle gare lì sono stati positivi». Cosa manca alla carriera di una grandissima per sentirsi totalmente realizzata e completa? «La più grande ambizione per un atleta è quella di partecipare alle Olimpiadi e io l’ho già raggiunta. Ora mi sono rimessa in gioco con una nuova squadra, lavoro un passo alla volta e vivo il presente. Una medaglia alle prossime Olimpiadi di Tokio sarebbe il coronamento di tutto. A 25 anni una ginnasta è già considerata al limite, il nostro è uno sport di forza ed elasticità, per il fisico è dura reggere certi ritmi». La tabella di marcia è spaventosa per una persona “comune”, ordinaria per Martina e compagne. «Ci alleniamo undici mesi l’anno per sei giorni su sette, otto ore al giorno. Viviamo tutte insieme in un centro permanente a Desio. L’alimentazione? Ci regoliamo da sole, cercando di mangiare sano: carboidrati a pranzo proteine a cena, con verdure».



Uno sport totalizzante
La ginnastica ritmica fatta a livelli altissimi è totalizzante, non c’è spazio per altro. “Non ho tempo libero, né hobby – giusto un cinema ogni tanto il sabato sera - e non sono fidanzata. La vita sociale è messa in secondo piano, le giornate sono dedicate soprattutto all’attività. Tra noi ci diciamo che ci sarà tempo per i ragazzi, intanto vogliamo goderci questo periodo. Il mio uomo ideale è sportivo, partecipiamo a tante cerimonie con i colleghi, capita di incontrarci. Sarebbe bello trovare nel mio mondo l’anima gemella”, ragiona Martina. «Il nostro sport ti forma. La nostra allenatrice Emanuela Maccarani ha una spiccata femminilità, tiene molto alla cura del corpo suo e delle ginnaste dentro e fuori dalla palestra. Siamo tutte così e lei è il mio modello». Martina non disprezza i tacchi «nelle serate speciali, ma il nostro abbigliamento è principalmente sportivo». La figura della donna è abbastanza valorizzata? «Il nostro sport è solo al femminile, quindi è il simbolo eclatante. In altri meno, ma penso che ormai la donna sia libera di scegliere la strada che desidera, anche nella società». I fatti di cronaca (terremoto, attentati…) possono rabbuiare un volto sorridente per definizione? «Stando lontano da casa, mi preoccupo per la famiglia ma mi sento impotente. Sono preoccupata e del terremoto delle Marche ho sentito con dolore la devastazione».
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Lunedì 28 Agosto 2017, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 28-08-2017 12:14

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