Maria Bernardi Magi, la marchigiana
che fece la corsa all'oro in Alaska

Maria Bernardi Magi,
la marchigiana che fece
la corsa all'oro in Alaska
È curioso poter annoverare tra i ricercatori d’oro in Alaska la presenza di una donna, e di una donna marchigiana nei primi anni del secolo. Eppure sembra che Maria Bernardi Magi, originaria di Ancona, dove era nata nel 1870, emigrata giovanissima con la famiglia in Alaska, sia stata la prima ad essere iscritta nel Registro dei concessionari per la ricerca dell’oro, capace oltretutto di costruire (nel 1915) anche il primo “Ospedale mobile” degli Stati Uniti, che girava tra i villaggi dei ricercatori.

Immaginare una donna cercatrice d’oro è particolarmente difficile, soprattutto per le condizioni di un mestiere come questo: agli inizi del Novecento, infatti, la corsa all’oro allettò anche molti italiani in cerca di fortuna e le piccole cittadine dell’Alaska dovettero accogliere migliaia di persone, trasformandosi in agglomerati multietnici, costantemente rivali, che dovevano anche combattere contro il freddo, nel gelido nord degli Stati Uniti.
L’unica fonte che ha tentato di raccontare la biografia, per quanto al momento molto frammentaria, di Maria è il volume “Le vie delle donne marchigiane” (edizioni universitùà di Macerata) che si occupa di valorizzare donne coraggiose ed eroiche che si sono distinte per particolari capacità o mansioni: tutto è nato su una ricerca partita da un web contest, che ha raccolto segnalazioni da parte dei cittadini.

Le ricerche su Maria non sono state per nulla facili però e quella che doveva essere la storia di una donna marchigiana che si era distinta in ambito internazionale in un campo di azione solitamente riservato alle figure maschili, si è trasformata nella storia delle ricerche effettuate per scoprire le sue origini e il suo percorso, come ci racconta una delle autrici del libro, Silvia Alessandrini Calisti: «Abbiamo inserito Maria Bernardi Magi perché la persona che l’aveva indicata sosteneva di avere colto dei riferimenti che la riguardavano dalla storia narrata in un libro. Era per noi estremamente affascinante scoprire che esisteva un’unica donna tra le fila dei cercatori d’oro in Alaska e, per di più, marchigiana. Grazie alla nostra iniziativa è saltato subito fuori anche un unico collegamento sul web e ci siamo imbattute in un pronipote che ha provato a tracciarne un profilo, dopo che, per vie traverse, sono riuscita a contattarlo». 

Purtroppo le ricerche relative ad un libro, edito nel 1956, intitolato “The white lady” che si pensava potesse narrare le imprese di questa misteriosa “signora in bianco”, sono state vane: quella che poteva essere la storia di questa coraggiosa donna, era in realtà un’opera di un naturalista americano, Leonard Dubkin, relativa ad un pipistrello albino.
Sull’enciclopedia libera di Wikipedia, le ricercatrici si sono imbattute in una voce che descriveva Maria Bernardi Magi con tanto di data di nascita e di morte, ma non approvata dal web per mancanza di “enciclopedicità” della notizia. Il contatto con il pronipote, Matteo Magi, ha svelato che l’intenzione di inserire quella voce, era scaturita dall’interesse che il volume marchigiano aveva dato alla sua bisnonna. «Purtroppo però il discendente di Maria – prosegue la Calisti – non ha potuto fornire informazioni più dettagliate oltre a quelle già dichiarate, ma ha aggiunto che la Bernardi Magi era stata la prima moglie del suo bisnonno, Antonio Magi, che successivamente alla morte della prima moglie si risposò con la sua bisnonna biologica, con la quale diede seguito alla famiglia».

Dai dati di Matteo Magi si è però anche scoperto che il libro “the white lady” aveva un’altra autrice: Mabel Barbee Lee e, inoltre, che il cognome da nubile di Maria doveva essere solo Bernardi. Le ricerche sono dunque proseguite verso questa nuova autrice americana, ma senza esiti positivi. Sembra infatti che non abbia mai scritto un’opera con quel titolo, ma si sia comunque occupata di raccontare la storia di una città del Colorado, ugualmente coinvolta nella corsa all’oro. Lo stesso Matteo Magi ha poi riferito alle ricercatrici di aver fatto forse confusione tra un insieme di volumi trovati in vendita su Ebay. La ricerca è dunque ancora aperta, anche se vi sono molti dubbi sulla veridicità delle informazioni finora raccolte: la stessa Calisti si è dimostrata intenzionata a proseguire le “indagini” attraverso gli archivi anagrafici della provincia di Ancona e i registri relativi all’emigrazione dei marchigiani negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso.
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Domenica 1 Ottobre 2017, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 01-10-2017 16:46

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