Scuola, nei licei Dad solo per i non vaccinati, ma tutti a casa con 3 positivi in aula. Confermato il rientro il 10 gennaio

Acceso dibattito sulla scuola fra Regioni e governo nell'incontro sulle nuove misure anti-Covid

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Mauro Evangelisti e Lorena Loiacono
Scuola, Dad alle elementari con 2 contagi in classe. Ma per il governo la data di rientro non slitta

Il governo accoglie solo in parte le proposte delle Regioni sulla scuola. Non concede il rinvio dell’inizio delle lezioni, conferma un trattamento differente alle medie e alle superiori sulle quarantene per vaccinati e non vaccinati quando ci sono due casi positivi in classe, mentre si va tutti in Dad se gli infetti sono tre. Alle elementari si va in Didattica a distanza per dieci giorni quando ci sono due positivi in classe. Stanziate anche risorse per i test antigenici gratuiti riservati agli studenti in auto sorveglianza. Restano le perplessità di alcune Regioni, a partire dalla Campania e dalla Puglia, per una ripartenza che va a coincidere con la fase più delicata della pandemia: secondo il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, con i dati disponibili oggi, si prevede che il picco sarà raggiunto in un arco temporale di 8 giorni. Nell’incontro di ieri sera delle Regioni con i ministri Speranza (Salute) e Gelmini (Affari regionali) la proposta di rimandare il ritorno a scuola è stata giudicata irricevibile.

Domani si riunisce il Cts (comitato tecnico scientifico), le Regioni avevano chiesto che si esprimesse sulla scuola, ma all’ordine del giorno c’è solo l’andamento della pandemia. Commenta il presidente dell’Abruzzo, Marco Marsilio: «Riapriremo le scuole e faremo lo screening agli studenti, spero che il governo abbia valutato bene cosa potrà succedere».

Il nuovo decreto

 


SCENARI
Ma vediamo più nel dettaglio come cambiano le regole sulle quarantene a scuola. Prima di tutto, il decreto conferma che in caso anche di una sola positività alle scuole per l’infanzia, le attività vanno sospese. Alle elementari «in presenza di un caso di positività nella classe, si applica la sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi al momento di presa di conoscenza del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni». E cosa succede invece se i positivi sono due o più di due? «Si applica alla classe la didattica digitale integrata per dieci giorni».

Le regole si complicano quando si arriva alle medie e alle superiori. Se il positivo in classe è uno, non ci sarà il ricorso alla Dad: «Si applica l’autosorveglianza con l’utilizzo di mascherine di tipo Ffp2 e con didattica in presenza». Quando i positivi sono due scatta la distinzione tra ragazzi vaccinati o non vaccinati (inizialmente era stato previsto con tre). Vinta da Draghi la resistenza dei partiti. Gli studenti che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni (o che abbiano superato l’infezione in quell’arco di tempo) restano in classe, sempre con le regole dell’autosorveglianza, gli altri vanno a casa e seguono le lezioni con la Dad. Se il cluster è più numeroso, da tre positivi in su, la didattica a distanza coinvolge tutti. Infine, alla struttura commissariale vengono date risorse per garantire i test antigenici gratuiti agli studenti in autosorveglianza. Il mondo della scuola appare decisamente critico sulle nuove norme ma anche sulle modalità con cui arrivano, a ridosso del rientro in classe (previsto tra domani e lunedì). Certo, dal ministero dell’istruzione fanno sapere che i supplenti dell’organico Covid, sia docenti sia ata assunti a tempo determinato, per i quali risulta esserci un ritardo nel pagamento degli stipendi, verranno retribuiti entro il mese di gennaio. Inoltre, il ministro Bianchi assicura anche che sono state date a Figliuolo le risorse per i test antigenici. Ma a tenere banco è la differenza di procedura per vaccinati e non vaccinati.


TIMORI
«Non sono d’accordo - spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi – è discriminatoria, siamo sempre stati favorevoli alla vaccinazione, ma ritengo che si poteva evitare di creare differenze tra gli studenti. Mi sembra invece positivo aver considerato una distinzione tra fasce di età perché corrisponde a differenti percentuali di copertura vaccinale». Si pone la questione tamponi: per tutti i casi in cui scatta l’autosorveglianza, sarà necessario avviare uno screening puntuale, in questa fase in cui i ragazzi restano in presenza diventa infatti fondamentale assicurarsi che siano tutti negativi.

«Dal punto di vista pratico è difficilmente attuabile - continua Giannelli - le scuole non possono conoscere lo stato vaccinale degli alunni per una questione di privacy. Quindi serve l’intervento immediato della Asl ma sappiamo bene che, finora, non c’è stato. Sono fortemente scettico, non credo che il protocollo possa avvalersi dei servizi tempestivi della Asl visto che anche con il vecchio protocollo siamo andati in affanno e non è cambiato nulla. Il servizio sanitario è congestionato». Negli ultimi giorni è apparso evidente lo stato di difficoltà di ambulatori, drive in e farmacie nell’effettuare i tamponi. La scuola quindi si prepara a riaprire, già domani in alcune regioni, con nuove procedure tutte da verificare. Spiega Attilio Fratta, presidente di Dirigenti Scuola: «Ci preoccupa garantire il diritto allo studio e la validità dell’anno scolastico. Non è possibile scaricare sui presidi questa responsabilità, incontrerò il ministro Bianchi per ribadire la necessità di regole certe per evitare diffide e ricorsi».

 

 

 

Video

 

Materne

Nessuna deroga:
bambini a casa
se c’è un solo caso

Nelle scuole per l’infanzia i bambini non possono indossare la mascherina. E non sono vaccinati. L’unica eccezione per quelli di cinque anni, ma visto che la campagna di immunizzazione nella fascia di età 5-11 anni è appena scattata, non si può fare affidamento nella protezione dei più piccoli offerta dalla vaccinazione. Per questo il governo, in questo caso d’intesa con le Regioni, ha scelto di mantenere alto il livello di guardia e in presenza anche di un solo caso positivo l’attività viene sospesa e i bambini restano a casa. Si legge nella bozza del decreto: «In presenza di un caso di positività nella stessa sezione o gruppo classe, si applica alla medesima sezione o al medesimo gruppo classe una sospensione delle relative attività per una durata di dieci giorni». Proprio ieri la Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) ha avvertito che nell’ultima settimana i ricoveri in età pediatrica sono aumentati dell’86 per cento. Triplicato il numero di minori ricoverati in terapia intensiva: da 2 a 6 in una settimana. Tra i piccoli degenti il 62 per cento ha tra 0 e 4 anni, è quindi in una fascia di età non vaccinabile.

 

Elementari

Con due contagiati
la classe torna
alle lezioni online

Per le scuole elementari si è scelto di restare prudenti. Se è vero che la campagna vaccinale è già cominciata per i bambini tra i 5-11 anni, va però ricordato che siamo ancora nella fase iniziale e dunque la percentuale degli immunizzati è bassa: l’88 per cento non ha ricevuto neppure una dose. Per questo il decreto prevede il ricorso alla Didattica a distanza in modo tempestivo. Più nel dettaglio: con un solo contagio, la classe resta in presenza con testing di verifica, ma con due va tutta in Didattica a distanza. Recita il decreto: «In presenza di almeno due casi di positività nella classe, si applica alla medesima classe la didattica digitale integrata per la durata di dieci giorni». Ancora: «In presenza di un caso di positività nella classe, si applica alla medesima classe la sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi al momento di presa di conoscenza del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni». Il ricorso ai test preoccupa le Regioni che già oggi faticano a garantire i tamponi a tutti, visto la mole di contagi e dunque di contatti stretti. Il governo ha stanziato 98,5 milioni di euro per l’attività di tracciamento che saranno destinati alla struttura commissariale.

 

Medie e superiori

Se gli infetti sono 2
resta in aula chi è
coperto dal vaccino

Per le medie e le superiori le regole sono le stesse, non c’è più la distinzione per i ragazzini della prima media per i quali la campagna vaccinale è ancora indietro (rientrano in parte nella fascia di età 5-11 anni). Secondo il decreto solo con tre o più casi positivi in classe scatta la Didattica a distanza per tutti che deve durare almeno dieci giorni. Se gli infetti sono due, c’è una distinzione tra chi è vaccinato (o ha superato l’infezione) negli ultimi 120 giorni e chi invece non lo è. I primi possono andare in presenza, in un regime di autosorveglianza e test (gratuiti in farmacia secondo il decreto), usando le mascherine Ffp2, i secondi invece restano a casa e seguono con la Dad per dieci giorni. C’è poi lo scenario determinato da un positivo in classe. In questa situazione non ci sono più differenze, tutti gli studenti restano in presenza, ma sempre seguendo il regime di autosorveglianza e indossando la mascherina Ffp2. Va ricordato che nella classe di età 12-19 anni la percentuale di coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale si avvicina al 75 per cento.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA