«Nelle Marche solo chi ha i soldi si cura». Record di visite a pagamento e rinuncia a cure necessarie, l'accusa di Adoc

di Gianluca Murgia
Martedì 14 Maggio 2024, 18:36 | 1 Minuto di Lettura
Record di visite a pagamento e rinuncia ai servizi, l'accusa di Adoc

Si salvi chi può, nelle Marche, non è solo un modo di dire. Parlano i numeri. Il primo esempio è da record, negativo: nella nostra regione il 62% delle visite gastroenterologiche viene effettuata a pagamento. Nessuno, in Italia, ha una percentuale così alta. Passiamo all'elettrocardiogramma: più di un paziente su tre è costretto all'intramoenia (36%). Secondi peggiori in Italia. Le visite ginecologiche? Basta il dato: una donna su quattro è costretta a pagare. L'indefinitezza delle parole trova concretezza nelle cifre: nella Marche, ancora secondo i dati Istat, il 9,7% dei cittadini nel 2023 ha dovuto rinunciare a cure ritenute necessarie. Un dato fluorescente se paragonato alla già deficitaria media nazionale del 7,6% - che pone la nostra regione al terzo peggior posto in Italia dopo Sardegna e Lazio - e che fa accendere l'allarme rosso se incrociato ad un altro piano (o pianto) contabile: nelle Marche, nello stesso anno, si è registrato in contemporanea il record di visite a pagamento. Tradotto: «Solo chi ha soldi si cura e ciò determina disuguaglianze economiche e sociali insanabili» denuncia l’Adoc Marche, l'Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori.

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