Marco Pantani, 20 anni senza il Pirata. La Procura: «Non fu omicidio». Dallo stop alla morte: la carriera del campione di ciclismo

di Redazione web
Mercoledì 7 Febbraio 2024, 18:56 | 1 Minuto di Lettura

Il più forte di tutti

Una giornata triste quelle del 1999 per Marco Pantani. Fu quel giorno che il Pirata, mentre si apprestava a rivincere su una gamba sola il Giro d’Italia e a rifare l’accoppiata con il Tour, il 5 giugno, che gli trovarono l’ematocrito a 51. Superiore di quasi due punti, mentre la sera prima era a 48. E così le piastrine, sempre in regola nelle continue analisi cui veniva sottoposto. Ma non ci fu nulla da fare. Il furore ideologico lo dipinse come dopato.

Aveva appena 25 anni Marco. Nessuno, nemmeno Indurain, nemmeno il «cannibale», Eddy Merckx, era più forte di lui in salita. Lo erano nettamente a cronometro e nelle classiche individuali ma la salita era il regno di Pantani. Come Dmitriji Karamazov ma senza avere ucciso il padre, Pantani era il colpevole ma il più innocente.

Sono 46 vittorie, soprattutto l’accoppiata Giro - Tour del 98 che sarebbe stata replicata certamente l’anno successivo e che riuscì solo ad altri cinque fuoriclasse. Il suo scatto in salita era qualcosa di fenomenale, l’avanzata degli déi wagneriani quando la pendenza sembrava impossibile.

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