Marburg, il virus uccide due persone in Ghana: in 98 in quarantena come casi «sospetti di contatto»

Entrambi i pazienti sono morti di recente in ospedale nella regione meridionale di Ashanti

Marburg, il virus uccide due persone in Ghana: in 98 in quarantena come casi «sospetti di contatto»
Marburg, il virus uccide due persone in Ghana: in 98 in quarantena come casi «sospetti di contatto»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Luglio 2022, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 17:32

Il Ghana ha confermato i suoi primi due casi del virus mortale Marburg, una malattia altamente infettiva della stessa famiglia del virus che causa l'Ebola. Lo riporta la Bbc. Entrambi i pazienti sono morti di recente in ospedale nella regione meridionale di Ashanti. I loro campioni sono risultati positivi all'inizio di questo mese e ora sono stati verificati da un laboratorio in Senegal. Funzionari sanitari nella nazione dell'Africa occidentale affermano che 98 persone sono ora in quarantena come casi sospetti di contatto. Non esiste ancora un trattamento per Marburg, ma i medici sostengono che bere molta acqua e trattare sintomi specifici migliora le possibilità di sopravvivenza di un paziente.

Il virus viene trasmesso alle persone dai pipistrelli della frutta e si diffonde tra gli esseri umani attraverso la trasmissione di fluidi corporei. È una malattia grave, spesso fatale, con sintomi quali mal di testa, febbre, dolori muscolari, vomito di sangue e sanguinamento. I funzionari hannoa avvisato le persone: tenersi lontani dalle grotte e cuocere a fondo tutti i prodotti a base di carne prima di consumarli.

Marburg, i sintomi da tenere sotto controllo del virus simile all'Ebola: dalla febbre ai dolori muscolari

In Africa, precedenti focolai e casi sporadici sono stati segnalati in Angola, Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Sud Africa e Uganda. Il primo focolaio di Marburg in assoluto è stato in Germania nel 1967, dove morirono sette persone. Il virus ha ucciso più di 200 persone in Angola nel 2005, l'epidemia più mortale mai registrata secondo l'organismo sanitario globale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA