Vaccino, doppia dose di Pfizer dopo il contagio a Pordenone: operatore sanitario di nuovo positivo

Lunedì 5 Aprile 2021 di Marco Agrusti
Vaccinazione Pfizer

 Avevano già avuto il Covid, rispettivamente in autunno e a inizio inverno. Uno dei due era stato anche vaccinato: doppia dose di Pfizer, ciclo completato da un mese. Ma entrambi hanno contratto per la seconda volta l'infezione, diventando casi di studio a livello regionale. È capitato a due operatori sanitari della casa di riposo Arcobaleno di Cordenons, in provincia di Pordenone. Entrambi sono totalmente asintomatici, ma durante i controlli di routine che vengono svolti settimanalmente nella struttura sono risultati positivi al tampone. L'operatore non vaccinato è quello che aveva contratto il Covid a inizio inverno: aveva già l'appuntamento fissato e stava attendendo il suo turno per l'immunizzazione. 

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Non solo, nella stessa casa di riposo è nato anche un focolaio piuttosto esteso, che comprende, oltre ai due operatori, dodici ospiti anziani. Nove di essi erano stati vaccinati con la doppia dose di Pfizer già a gennaio. I contagi sono stati scoperti il 31 marzo e all'interno della casa di riposo sono state implementate tutte le misure di massima sicurezza: dallo stop alle visite all'isolamento dei casi positivi.

 

Gli ospiti che hanno contratto il Covid - sia quelli vaccinati che quelli sprovvisti della copertura immunitaria - hanno avvertito al massimo un lieve mal di testa. Ora sono asintomatici. Un 85enne positivo al tampone è morto improvvisamente nel pomeriggio di giovedì. Ma secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trattato di un evento improvviso, non legato al contagio. L'anziano soffriva di patologie pregresse e non aveva sintomi riconducibili al Covid.

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LE VERIFICHE

La positività successiva alla vaccinazione è un evento raro ma non impossibile. L'antidoto, infatti, promette la copertura praticamente totale rispetto ai sintomi gravi dalla malattia, ma in alcuni casi non riesce ad evitare la positivizzazione di un paziente. 
Il caso comunque è finito sul tavolo della task force regionale, che ora vuole approfondire soprattutto le due reinfezioni subite dagli operatori della casa di riposo di Cordenons. I tamponi saranno inviati al centro di ricerca unico di Trieste, al fine di rilevare l'eventuale presenza di varianti (come quelle brasiliana e sudafricana) che sino ad ora non sono mai state individuate in Friuli Venezia Giulia. 

 

Ultimo aggiornamento: 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA