Vaccini per l'influenza pagati a peso d'oro: inchiesta sulla Lombardia

Sabato 10 Ottobre 2020 di Claudia Guasco
Vaccini per l'influenza pagati a peso d'oro: inchiesta sulla Lombardia

Ora c'è anche un'inchiesta sull'acquisto di vaccini antinfluenzali da parte di Regione Lombardia a prezzo superiore rispetto a quello di mercato. Dopo il fallimento del decimo bando indetto da Aria spa, controllata dal Pirellone, la Procura di Milano vuole fare chiarezza sulle gare indette, sul numero di dosi e sui prezzi. Decisamente fuori mercato, considerato che il costo medio di una dose comprata è di 14 euro, più del doppio rispetto al Veneto e all'Emilia Romagna dove i prezzi vanno dai 5,22 euro ai 5,77 a dose, a seconda dei bandi.

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GARE DESERTE
Il fascicolo, al momento conoscitivo senza indagati né titolo di reato, è coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli che si occupa di illeciti contro la pubblica amministrazione. L'indagine si concentra sul ritardo nelle procedure di acquisto, sulla scarsità di vaccini antinfluenzali a disposizione e sull'esborso da parte della Regione. Ma anche sul ruolo delle società fornitrici, che potrebbero aver speculato in una situazione di emergenza. Il primo bando è del 26 febbraio, pochi giorni dopo il paziente uno di Codogno, l'ultimo risale al 7 settembre. In mezzo, una serie di gare deserte, prezzi ritoccati al rialzo e una campagna vaccinale alle porte in allarmante ritardo, con dotazioni insufficienti per le categorie a rischio.

«Di solito ad agosto la Regione ci comunica l'obiettivo della copertura vaccinale e dà indicazioni e tempi alle Ats, le agenzie di tutela della salute sul territorio. Ma quest'anno niente, silenzio», dice Federica Trapletti, segretaria regionale del sindacato dei pensionati della Cgil. Causa di tanto tergiversare è che la Regione tramite Aria spa, la centrale acquisti al centro dell'inchiesta sui camici nella quale è indagato il governatore Attilio Fontana, non ha reperito dosi a sufficienza. E il milione e mezzo di vaccini che il Pirellone ha cercato di aggiudicarsi in extremis con pagamento anticipato non arriverà perché la gara non è stata aggiudicata.

Nel documento del 30 settembre Aria scrive che «l'unica offerta pervenuta è risultata inappropriata in quanto rispetto alle prescrizioni del disciplinare non prevedeva un unico prezzo di offerta e contemplava consegne di fornitura in data successiva al 21 novembre 2020 posto come termine massimo di consegna», dunque in tempi non compatibili con la campagna antinfluenzale la cui partenza, su indicazioni del Ministero della Salute, avrebbe dovuto essere anticipata a inizio ottobre. A essere rifiutata è stata l'unica azienda partecipante, la cinese LifèOn, che offre i vaccini al prezzo di 22 milioni 687 mila euro, 7,6 milioni in più rispetto al bando, e che comunque non riuscirebbe a fornire le dosi prima di 80-90 giorni.

PAGAMENTO ANTICIPATO
La gara appena saltata era stata indetta il 7 settembre con la richiesta di 1,5 milioni di dosi al prezzo di 10 euro ciascuna, il doppio di quanto offerto dalla Regione nella gare precedenti, e rettificata quattro giorni dopo accettando il pagamento anticipato di 15 milioni. Era la nona gara indetta da Aria da marzo per l'antinfluenzale: tre non sono state aggiudicate, una è stata sospesa e un'altra è andata deserta. Con le quattro andate a buon fine la Lombardia ha ottenuto 1,868 milioni di vaccini per adulti e 430 mila pediatrici, ma gli over 60 che dovrebbero vaccinarsi sono 2,2 milioni. Una situazione critica che ricade direttamente sui medici di base, primo avamposto territoriale. «Parecchi non hanno aderito alla campagna vaccinale - rileva Federica Trapletti - Avranno meno dosi rispetto alle richieste e non dispongono di spazi adeguati. E allora chi li allestisce, i comuni? Servono lettini, frigoriferi per conservare le dosi, disinfettanti. Lunedì scorso abbiamo chiesto un incontro urgente alla Regione. Non abbiamo ottenuto risposta».

 

Ultimo aggiornamento: 14:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA