Il padre lo chiama prima di suicidarsi, ma lui non risponde. «È il mio rimpianto più grande»

"Mi chiedo come sarebbe andata". Dopo la morte i figli hanno scoperto che il padre lottava da anni contro la depressione, ma non ne aveva mai parlato con nessuno ed era sempre ottimista e sorridente

Il padre lo chiama prima di suicidarsi, ma lui non risponde: «È il mio rimpianto più grande, mi chiedo come sarebbe andata»
Il padre lo chiama prima di suicidarsi, ma lui non risponde: «È il mio rimpianto più grande, mi chiedo come sarebbe andata»
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 12:48

Il telefono squilla, lo schermo si illumina e appare il nome di suo padre. Chris però non risponde: ha 20 anni, è al lavoro e pensa di poterlo richiamare dopo. Ma "dopo" è troppo tardi: poche ore dopo il telefono squilla di nuovo ma questa volta una voce lo avvisa che suo padre si è tolto la vita. «Quel giorno abbiamo scoperto che da anni mio padre lottava contro la malattia mentale. Ho passato la vita a chiedermi come sarebbe andata se avessi risposto a quella chiamata» ha raccontato Chris Door al Daily Mail.

All'epoca Chris aveva 20 anni e suo padre 44. La chiamata mancata ha segnato la sua vita, tanto che ora, 10 anni dopo si impegna per divulgare la consapevolezza e la sensibilizzazione sulle malattie mentali e la depressione per aiutare altre persone come suo padre. «Anche se ho accettato la morte di mio padre, il mio più grande rimpianto nella vita è non aver risposto a quella telefonata per potergli rire quanto lo amo e che lo avremmo aiutato a superare qualunque cosa stesse combattendo». 

 

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La chiamata "persa", poi la tragica notizia 

Chris era al lavoro e ha sottovalutato quella chiamata e ora il dubbio su come sarebbero andate le cose se avesse risposto rimane una domanda senza risposta. Quel giorno Chris doveva incontrare suo padre: uscito dal lavoro poche ore dopo il ragazzo si era messo in viaggio insieme al fratello e alla fidanzata (che allora aveva 18 anni). Erano partiti da appena 10 minuti quando il telefono è tornato a squillare: «Nostro padre di 44 anni è stato trovato morto. È stata la peggior notizia che potevano darmi» racconta.

All'epoca Chris non sapeva nulla della depressione del padre: in seguito ha scoperto che l'uomo e aveva avuto problemi di denaro piuttosto gravi. Il padre di Chris era divorziato da mia madre e aveva 6 figli da mantenere. «Il giorno della sua morte, una gru aveva urtato la sua nuova macchina. Per mio padre, che era già al limite è stata la classica "goccia che ha fatto trabboccare il vaso", ha scatenato una reazione a catena» racconta ancora Chris. «Non saprò mai se l'aveva pianificato per un lungo periodo di tempo o se è stata una decisione "sul momento"».  

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«Era sempre sorridente»

La cosa più difficile per Chris è stato accettare che suo padre soffrisse di depressione: un problema che l'uomo aveva sempre nascosto. «In superficie sembrava sempre ottimista, ovunque andava era l'anima della festa. Rendeva divertenti le riunioni di famiglia aveva sempre il sorriso sulle labbra. Era un padre brillante per tutti i suoi figli e per i suoi due figliastri». Tuttavia, dopo la sua morte i figli hanno trovato dei biglietti e degli appunti che l'uomo aveva lasciato per loro: lì emergevano tanti dettagli sconosciuti, i suoi problemi e i suoi pensieri negativi: «Era convinto che senza di lui saremmo stati meglio, che questa era la decisione migliore per la sua famiglia» spiega Chris. 

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È importante chiedere aiuto 

Ora il ragazzo si occupa di divulgazione e sensibilizzazione sui temi legati alla depressione e alla salute mentale: «Se mio padre ne avesse parlato apertamente avremmo potuto aiutarlo, forse le cose sarebbero andate diversamente. è importante chiedere aiuto».  

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