Figlia dona rene alla madre per evitarle la dialisi: «Non volevo soffrisse come la nonna»

Il trapianto è stato eseguito al Federico II di Napoli con una tecnica all'avanguardia

Napoli, la mamma rischia la dialisi: 34enne le dona il suo rene
Napoli, la mamma rischia la dialisi: 34enne le dona il suo rene
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Venerdì 19 Agosto 2022, 15:09 - Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 11:07

Per tanti anni ha aiutato e accompagnato la nonna alle sedute di dialisi. Per questo quando la stessa malattia congenita ed ereditaria ha colpito anche sua mamma, Anna (nome di fantasia) non ci ha pensato un attimo: ha donato il suo rene affinchè la donna potesse affrontare il trapianto ed evitarle la dialisi. La trentaquattrenne di Napoli e sua madre sono state operate presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli con un'intervento all'avanguardia che ha consentito a entrambe di tornare a casa in pochi giorni. 

L'intervento mini-invasivo al Federico II di Napoli 

Madre e figlia sono state assistite dall'equipe dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli dedicata ai trapianti di rene e guidata dal prof. Roberto Troisi. Il prelievo del rene è avvenuto utilizzando la chirurgia mininvasiva robotica che consente una maggiore precisione, una riduzione del dolore post-operatorio e dei tempi di degenza e recupero funzionale. Per il prelievo dell'organo vengono praticati solo tre forellini di 8 millimetri sul fianco e una piccola incisione nella zona sovra pubica per estrarre l'organo. I medici hanno utilizzato anche ricostruzioni virtuali tridimensionali dell'anatomia del rene e delle sue strutture vascolari che vengono aggiunte allo schermo della piattaforma robotica. 

A Napoli già 6 trapianti dall'inizio dell'anno  

Grazie alla tecnica robotica mini-invasiva i tempi di recupero dall'operazione sono stati molto brevi: madre e figlia stanno bene e sono state già dimesse, solo due giorni di degenza per la donatrice, sei giorni per la ricevente. Presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II  dall'inizio dell'anno sono stati eseguiti 6 trapianti da donatori viventi e sono in valutazione anche altre 6 coppie. Uno dei punti di forza del centro Trapianti di Napoli è inoltre il ridotto tempo di preparazione della coppia donatore/ricevente che, con l'implementazione del programma, risulta essere oggi inferiore ai 40 giorni, fra i tempi più brevi d'Italia.

Trapianto da donatore vivente, come funziona 

 «Il trapianto di rene da donatore vivente è l'opzione migliore rispetto al donatore con morte cerebrale, in quanto riduce sensibilmente i costi sociali, i danni e le sofferenze della dialisi permettendo al ricevente di avere un organo perfetto, garantito al 100% con una funzionalità ottimale, sia a breve che a lungo termine. Da non dimenticare poi che i rischi per i donatori sono veramente minimi, questo anche grazie al monitoraggio costante offerto negli anni a venire dal team trapiantologico e alla maggiore attenzione agli stili di vita conseguenti alla donazione», spiega Troisi.

Uno dei punti di forza del centro Trapianti di Napoli è inoltre il ridotto tempo di preparazione della coppia donatore/ricevente che, con l'implementazione del programma, risulta essere oggi inferiore ai 40 giorni, fra i tempi più brevi d'Italia.

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