Cina, lockdown senza fine: a Chengdu in 21 milioni prigionieri in casa. L'abisso della politica Covid-zero

Nessun altro paese asiatico sta applicando la stessa strategia. Anzi, nessun altro paese al mondo

Cina, lockdown senza fine: a Chengdu in 21 milioni prigionieri in casa. L'abisso della politica Covid-zero
Cina, lockdown senza fine: a Chengdu in 21 milioni prigionieri in casa. L'abisso della politica Covid-zero
di Mauro Evangelisti
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Giovedì 1 Settembre 2022, 14:12 - Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 16:19

Nessun altro paese asiatico come la Cina sta applicando la stessa strategia. Anzi, nessun altro paese al mondo. L'incubo dei lockdown, che ad esempio a Shanghai è durato due mesi, decretato all'improvviso non appena viene rilevata qualche manciata di casi positivi al Covid, rischia di mettere a repentaglio la popolarità del presidente Xi Jinping che proprio il 16 ottobre, al ventesimo congresso del Partito comunista, insegue il terzo storico mandato. Non sono attese sorprese, sia chiaro, però il malcontento sta crescendo perché i cinesi, soprattutto le nuove generazioni, sia pure in una rete Internet controllata dallo Stato, stanno vedendo che il resto del mondo, a cominciare dall'Europa, dagli Stati Uniti, ma anche dalla Corea del Sud e dal Giapone, è ripartito, mentre in Cina ogni giorno si rischia il lockdwon in alcuni quartieri, ma anche in intere megalopoli perché la scelta è quella di spegnere il fuoco ogni qual volta c'è un minuscolo focolaio.

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I tanti video che girano sui socali, di persone che fuggono quando viene rilevato un positivo, per evitare di essere intrappolati nell'area interessata dal lockdown, mostrano lo sfinimento diffuso. La strategia del Covid-zero applicata dalla Cina ha certamente salvato molte vite, ma ha chiuso il Paese all'esterno, colpito l'economia e soprattutto mantenuto una enorme popolazione in gran parte non immunizzata, né in modo naturale né grazie a vaccini, perché quelli cinesi utilizzati hanno mostrato una ridotta efficacia contro le nuove varianti di Sars-CoV-2.

L'ultima megalopoli ad essere stata chiusa è Chengdu, 21 milioni di abitanti. Attenzione, quando in Cina si parla di lockdown, si parla di chiusura reale, non misure più soft come ad esempio avveniva in Italia o in altri paesi asiatici, nel 2021 con misure più blande come la chiusura dei locali alle 22 o la limtiazione dei viaggi. No, a Chengdu non si può uscire proprio di casa e solo un componente della famiglia è autorizzato ad andare ad acquistare cibo. Eppure, nella città a sud-est della Cina sono stati trovati solo 157 positivi, un decimo di quanti ogni giorno ad esempio se ne trovano nel Lazio. Le autorità hanno deciso che per quattro giorni ci sarà una imponente campagna di test di massa e non è chiaro però se il lockdown durerà più a lungo. Altre città, o interi quartieri, sono stati colpiti da restrizioni in altre aree della Cina: da Shenzen, città adiacente a Hong Kong, a Dalian. Si va dalla chiusura dei locali all'obbligo del lavoro da casa. 

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Resta però una domanda enorme senza risposta: quanto potrà durare in Cina la politica del Covid-zero tenendo conto che nel resto del mondo il virus sta circolando e, gradualmente, si sta costruendo una immunità diffusa, anche grazie a vaccini più efficaci? Dalla Cina  risponderebbero: noi però in questo modo abbiamo limitato i morti per Covid. Vero, come è altrettanto vero che il Paese non potrà restare semi-chiuso per sempre e soprattutto la popolazione non sopporterà ancora a lungo l'incubo ricorrente dei lockdown. 

 

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