AstraZeneca, la ragazza operata per trombosi «stabile, ma grave». L'immunologa: «Le giovani rischiano»

Lunedì 7 Giugno 2021
AstraZeneca, la ragazza operata per trombosi «stabile, ma grave». L'immunologa: «Le giovani rischiano»

Non migliorano le condizioni della ragazza di 18 anni operata due volte a Genova. «Resta stabile nella sua gravità», è quanto indicato dal Policlinico San Martino del capoluogo ligure. Alla giovane è stata diagnosticata una trombosi cerebrale del seno cavernoso ricoverata all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dopo che il 25 maggio aveva partecipato all’open day per la vaccinazione anti Covid con AstraZeneca.

No a psicosi - «Non deve scatenare la psicosi» il caso della ragazza 18enne, vaccinata da pochigiorni con AstraZeneca, e operata ieri al Policlinico San Martino di Genova per una trombosi, secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattieinfettive dell'ospedale San Martino di Genova. «È stato giusto segnalare il caso rapidamente agli enti competenti per la farmacovigilanza ma le trombosi possono essere causate anche dalla somministrazione contemporanea di altri farmaci - prosegue Bassetti - ora io il caso della ragazza non lo conosco a fondo anche se è gestito qui nell'ospedale dove lavoro, ma potrebbero esserci altri farmaci coinvolti. Quando ci si vaccina contro il Covid, il medico deve essere informato se si assumono terapie specifiche».

L'infettivologo ricorda come «la pillola anticoncezionale ha avuto 200 eventi trombotici ogni milione di donne vaccinate e non mi pare che nessuna donna ha pensato di rinunciarci - osserva - il trattamento con l'eparima ha fatto registrare 5mila eventi trombotici su 1 milioni di dosi di eparina somministrate. I lvaccino anti-Covid a vettore virale come quello AstraZeneca o J&J ha fatto registrate 6 casi per milione di vaccinati». Bassetti prosegue indicando che «ora andrà capito cosa ha scatenato le trombosi dei seni cavernosi sono sempre molto gravi. Ma serve un'indagine accurata anche per stabilire la presenza di malformazioni, se il vaccino anti-Covid ha amplificato una risposta che però si sarebbe verificata lo stesso e il vaccino non c'entra nulla. Sarà la farmacovigilanza a dirci se questo è un evento correlato con il vaccino AstraZeneca».

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L'operazione - Ieri la ragazza è stata sottoposta a un intervento di neuroradiologia interventistica per rimuovere meccanicamente il trombo. Successivamente, poi, era intervenuta l’equipe neurochirurgica per un intervento diretto a diminuire la pressione intracranica derivante dall’emorragia. L’ospedale aveva anche comunicato di aver attivato la procedura di segnalazione all’Aifa ai fini della farmacovigilanza, nella quale sono stati indicati anche i farmaci assunti dopo la vaccinazione.

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L'appello

Si torna quindi a parlare dei rischi legati al vaccino a vettore virale Astrazeneca (ma anche Johnson&Johnson). E Chiara Azzari, immunologa e docente di Pediatria all'università di Firenze, lancia un appello dopo il caso della 18enne ricoverata al Policlinico San Martino di Genova operata per una trombosi che aveva fatto il vaccino AstraZeneca: «Escludere le donne giovani dalla somministrazione di vaccini a vettore virale, non solo dalla prima ma anche dalla seconda dose, con indicazioni ancora più chiare».

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La frequenza dei casi

«L'Ema - ha ricordato Azzari all'Adnkronos Salute - ha indicato che sono possibili, in casi davvero rarissimi, forme specifiche di trombosi. Tuttavia ha anche indicato che c'è una popolazione in cui questi eventi sono più frequenti, ovvero le donne giovani. Tanto è vero che anche in Italia la vaccinazione con AstraZeneca alle giovani non viene più iniziata. Ci restano le persone che hanno già fatto la prima dose e devono fare la seconda. Su questo abbiamo però già dati scientifici secondo i quali è possibile l'intercambiabilità dei vaccini fra quelli attualmente disponibili».

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No a seconda dose

«Credo che l'Ema dovrebbe dare un'indicazione ancora più chiara - rimarca Azzari - dicendo che non solo non si fanno le vaccinazioni a vettore virale alle donne giovani, dato il maggiore rischio, ma non si fa nemmeno la seconda dose, offrendo un vaccino diverso. È un cosa che nessun singolo medico può dire, ma l'Ema lo può dire».

Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 12:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA