Alzheimer, vaccino potrebbe rallentare e prevenire la malattia: positivi i primi test sui topi. Come funziona "Sagp"

È stata riscontrata anche una riduzione di altri biomarcatori infiammatori, con un miglioramento dell'infiammazione cerebrale

Alzheimer, studio giapponese individua vaccino sperimentale: test sui topi indicano «risultati positivi nel comportamento»
Alzheimer, studio giapponese individua vaccino sperimentale: test sui topi indicano «risultati positivi nel comportamento»
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Domenica 30 Luglio 2023, 19:11 - Ultimo aggiornamento: 19:12

Un vaccino potrebbe scendere in campo nella lotta contro l'Alzheimer. Lo dice una ricerca preliminare che sarà presentata all'American Heart Association's Basic Cardiovascular Sciences Scientific Sessions 2023, a Boston, secondo cui un nuovo farmaco - sviluppato all'Università Juntendo a Tokyo - è in grado di colpire le cellule cerebrali infiammate associate alla malattia, quindi potrebbe rappresentare la chiave per prevenirla o quantomeno modificarne il decorso.

Il vaccino in questione è stato chiamato "Sagp", come il tag molecolare presente sulle cellule "senescenti", espressione con cui si indicano quelle unità biologiche vecchie e potenzialmente tossiche.

Si tratta di un preparato biologico che in passato era già testato con successo in Giappone sui topi nell'ambito di ricerche medico-scientifiche contro aterosclerosi e il diabete di tipo 2. 

Il nuovo test sui per combattere l'Alzheimer

Gli scienziati giapponesi ora hanno testato il Sagp su topi che esibivano sintomi simili a quelli del morbo di Alzheimer. Dopo la vaccinazione, i roditori presentavano meno placche di sostanza tossica beta-amiloide e meno infiammazione nel tessuto cerebrale, con miglioramenti evidenti nel comportamento. È stata riscontrata anche una riduzione di altri biomarcatori infiammatori, con un miglioramento dell'infiammazione cerebrale.

Inoltre, un test comportamentale ha rivelato che i topi vaccinati con Sagp hanno risposto
significativamente meglio all'ambiente rispetto a quelli che hanno ricevuto il vaccino placebo. In particolare, hanno manifestato comportamenti simili a quelli di roditori sani e una maggiore consapevolezza dello spazio circostante.

Risultati mai visti finora

Ciò che risulta più promettente, rispetto a vaccini simili testati in passato, è proprio il fatto che il Sagp sia stato il primo vaccino sperimentale che abbia prodotto evidenti modifiche positive nel comportamento dei topi. La "prova del nove" si avrà con la sperimentazione sull'uomo: «Se il vaccino si dimostrasse efficace negli esseri umani, rappresenterebbe un grande passo avanti per ritardare la progressione della malattia o addirittura per prevenirne l'insorgenza», hanno riferito gli autori dello studio. 

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