Vaccinati: quanto si contagiano? Ecco l'effetto paradosso e perché bisogna continuare a indossare le mascherine

Giovedì 22 Luglio 2021 di Stefania Piras
Vaccinati: quanto si contagiano? Ecco l'effetto paradosso nelle comunità che si immunizzano

Il segreto, diciamo subito, è guardare l'incidenza di un fenomeno e non i numeri assoluti. Così si spiega l'effetto paradosso quello che a prima vista, scorrendo i dati sulla pandemia, ci fa sembrare più alto il numero dei contagi tra le persone vaccinate contro il Covid. Partiamo da grandezze misurabili, misurate e accertate: in Italia più della metà della popolazione ha ricevuto una doppia dose di vaccino, in cifre e percentuali vuol dire che  oltre 28 milioni di persone sono in sicurezza e hanno completato il ciclo vaccinale (per l'esattezza sono 28.533.541 persone). Queste persone corrispondono al 52,83 % della popolazione italiana che ha più di 12 anni. 
 

Covid, numeri e incidenza di casi: l'effetto paradosso

 

L'Istituto Superiore di Sanità, attraverso i suoi profili istituzionali, sta svolgendo da tempo un'efficace campagna di comunicazione sul coronavirus e sui vaccini. Informazioni utili non solo a chi non si è ancora vaccinato ma anche per chi ha già completato il ciclo. Per esempio, si ricorda che anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione bisogna continuare a osservare misure di protezione nei confronti degli altri, come la mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio accurato delle mani. Fino a quando sarà così? Fino a quando non ci sarà più trasmissione virale, dicono gli epidemiologici italiani ed europei (la fonte è l'ECDC) che da due anni stanno affrontando questa emergenza globale. Ecco cosa rispondono: «Ciò sarà necessario finché i dati sull’immunizzazione non mostreranno con certezza che oltre a proteggere sé stessi il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus ad altri».

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Come funziona una campagna vaccinale? Durante un'operazione complessa e capillare come un'immunizzazione di massa si verifica l'effetto paradosso. Cosa vuol dire? «Se le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica l’effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati», si legge sul sito dell'Iss.

Vuol dire che tanto vale non vaccinarsi? No. Bisogna vaccinarsi proprio perché ci si allea tutti contro un virus e lo si rende meno pericoloso. Per capire a che punto siamo, e avere la sensazione dopo il vaccino di star contribuendo all'immunità di gregge, bisogna guardare non tanto i numeri assoluti su contagi e ospedalizzazioni ma l’incidenza dei contagi. L'incidenza è il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione: è il parametro che faceva scattare le zone colorate nelle regioni: la zona gialla era con 50 casi settimanali su 100mila persone.

Perché è importante l'incidenza? L'incidenza di casi Covid è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati.

«Attualmente sappiamo che la vaccinazione anti-Covid-19, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia. È quindi possibile ed atteso un limitato numero di casi di infezione, di ricoveri ospedalieri, di ricoveri in terapia intensiva e di decessi anche tra i vaccinati, in numero estremamente più basso se confrontati a quelli che si verificano tra i soggetti non vaccinati», si legge sul sito dell'Iss. 

«Con l’aumentare della copertura vaccinale decresce il numero dei casi proprio per l’efficacia della vaccinazione: questo comporta che i pochi casi tra i vaccinati possano apparire proporzionalmente numerosi», spiegano gli scienziati dell'Iss.  

I contagi sembrano perciò numerosi tra i vaccinati «solo perché la numerosità della popolazione dei vaccinati è molto più elevata di quella dei soggetti non vaccinati», si legge ancora. Questa è l'immagine che riportano per spiegare l'effetto paradosso: 

immagine Istituto superiore di Sanità

 

Se si raggiunge l'immunità di gregge ci si protegge dal rischio di forme gravi della malattia, si proteggono le altre persone e poi si scongiura lo sviluppo di varianti resistenti al vaccino. Ecco cosa dice l'Iss: «Questo è un paradosso, atteso e ben conosciuto, che bisogna saper riconoscere per evitare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione. I sistemi di sorveglianza, inoltre, non rendono evidenti i casi di malattia evitati dalla vaccinazione ma fanno emergere solo quelli che si ammalano malgrado la vaccinazione. Il vaccino, quando somministrato con l’intero ciclo, è efficace a proteggere la popolazione. Tuttavia, va ricordato che più il virus circola, ad esempio, per una copertura vaccinale non ottimale in tutte le fasce di età e/o per il non rispetto delle restrizioni, maggiore è il rischio che il virus venga trasmesso a soggetti a rischio di malattia severa anche se vaccinata e favorire il fenomeno della comparsa di nuove varianti». 

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Ultimo aggiornamento: 12:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA