Termosifoni e bollette, l'esperto: «Vivere a 19 gradi non è un dramma, si possono perdere i chili di troppo»

Il primario del policlinico Gemelli di Roma: "Temperature eccessive causano obesità"

Termosifoni e bollette, l'esperto: «Vivere a 19 gradi non è un dramma, si possono perdere i chili di troppo»
Termosifoni e bollette, l'esperto: «Vivere a 19 gradi non è un dramma, si possono perdere i chili di troppo»
di Barbara Carbone
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Domenica 4 Settembre 2022, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 19:21

Non tutto il freddo viene per nuocere. A tranquillizzarci dai ricatti energetici del Cremlino è Alfredo Pontecorvi, Professore Ordinario di Endocrinologia alla Cattolica del Sacro Cuore e primario presso il Policlinico Gemelli secondo cui abbassare la temperatura dei termosifoni farà bene alla bolletta e alla salute.
Professore Pontecorvi, ci aspetta un inverno più freddo del solito. Perché secondo lei non c'è ragione per essere preoccupati?
«Bisogna evitare catastrofismi. Ridurre di qualche grado la temperatura delle stanze in cui si soggiorna o si dorme può fare solo bene alla salute ed esercitare effetti positivi sull'organo adiposo. La temperatura ideale per il nostro benessere è di 19 gradi».

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Una temperatura probabilmente poco confortevole per i freddolosi. Come potranno scaldarsi?

«Il nostro alleato si chiama tessuto adiposo bruno, una specie di termosifone interno che brucia calorie per riscaldarci e mantenere la temperatura corporea a 37 gradi. Il tessuto adiposo bruno insieme a quello bianco, quello cioè contro cui combatte la maggior parte di noi, fanno parte del cosiddetto organo adiposo, un organo capace di produrre ormoni. I due tessuti possono convertirsi l'uno nell'altro. Per esempio, a seguito di una cronica esposizione al freddo, il tessuto adiposo bianco si può trasformare in bruno allo scopo di aumentare la produzione di calore nel nostro corpo. Al contrario in caso di bilancia energetica positiva, il tessuto adiposo bruno si può convertire in bianco per incrementare la riserva energetica. Abbassare di qualche grado i riscaldamenti dunque, stimola la trans-differenziazione bianco-bruno, attiva il tessuto adiposo bruno, brucia i grassi e ci fa dimagrire riducendo anche il rischio di sviluppare alcune malattie correlate a obesità e sovrappeso. Uno stile di vita raffreddato di qualche grado ci aiuterà a vivere meglio».
Quindi la buona notizia è che magari soffriremo un po' il freddo ma alla fine saremo più magri?
«Assolutamente sì, un freddo che brucia. In uno studio clinico cinque uomini sani, per un periodo di quattro mesi, hanno trascorso la notte in un laboratorio alla temperatura controllata di 19 gradi. In un solo mese il grasso bruno è aumentato di circa il 40 per cento ed è migliorata la sensibilità all'insulina, misura di un sano metabolismo. Al contrario, quando i volontari erano lasciati vivere in una stanza a 27°C, quel grasso bruno scompariva di nuovo. Non a caso la temperatura troppo elevata delle case è considerata una delle cause dell'epidemia di obesità cui stiamo assistendo. Ci sono evidenze sempre più chiare che anche il riscaldamento globale del pianeta stia contribuendo al progressivo aumento dell'obesità».
 

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