Faq, sistema immunitario: come capire se funziona bene, come rafforzarlo e che ruolo ha lo stress

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Mario Landi
Faq, sistema immunitario: come capire se funziona bene e come rafforzarlo?

Come rafforzare le difese dell'organismo, anche solo dallo stress e dal freddo? Ma soprattutto, come sappiamo se le nostre difese solo ben corazzate? Il sistema immunitario è un insieme di organi e di cellule altamente specializzate con il compito di difendere l'organismo da agenti esterni che possono causare infezioni. Queste preziose sentinelle si trovano sparse in diverse aree del corpo umano e comunicano tra loro grazie a interconnessioni chiamate vasi linfatici. L'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ha formulato una serie di domande e risposte (Faq) insieme a Federica Casiraghi, il capo Laboratorio Immunologia del Trapianto del Dipartimento di Medicina Molecolare, per spiegare cosa succede dentro il nostro corpo quando si attiva la difesa immunitaria. 

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Come capire se il sistema immunitario funziona bene? E come rafforzarlo?

Quando il corpo attraversa un periodo di indebolimento, invia segnali piuttosto chiari per farci capire che le difese immunitarie necessitano di un sostegno. Quando questo succede bisogna evitare rimedi “fai da te” e consultare il proprio medico, il quale consiglierà la cura migliore per guarire.

I sintomi più frequenti per capire che il sistema immunitario ha qualche problema sono:

1 raffreddore, decimi di febbre e mal di gola ripetuti;
2 stanchezza, debolezza e dolori muscolari costanti;
3 difficoltà a concentrarsi;
4 herpes, allergie e sfoghi cutanei;
5 disturbi intestinali, causati dall’alterazione della flora batterica, principale responsabile della difesa immunitaria.

Sono parecchi i fattori che possono contribuire ad indebolire il sistema immunitario, rendendoci più pronti ad essere attaccati dall’esterno. Tra questi ritroviamo:

- stress;
- patologie molto comuni, come ad esempio il raffreddore;
- un uso eccessivo di farmaci che attaccano in particolare l’apparato intestinale (come ad esempio gli antibiotici);
- fattori ambientali come freddo, umidità e cambi di stagione;
- un’alimentazione sbilanciata, che predilige molti carboidrati e poche proteine;
- una vita sedentaria;
- sonno notturno insufficiente;
- affaticamento fisico;
- invecchiamento, che causa inesorabilmente l’indebolimento degli organi del sistema immunitario.

Quindi, per far sì che il corpo sia sempre pronto ad affrontare qualsiasi tipo di attacco, l’arma migliore è condurre uno stile di vita sano, basandosi su questi principi fondamentali: mangiare sano ed equilibrato, assumendo cibi naturali e ricchi di vitamine e sali minerali, prediligere il consumo di verdure e frutta fresche e di stagione e mangiare agrumi e kiwi, frutti ricchi di Vitamina C; tenersi in forma svolgendo un’attività fisica, almeno leggera;
non fumare e non abusare di alcool; cercare di limitare o eliminare fonti di stress.

Che ruolo gioca lo stress?

Lo stress, infatti, influisce sul numero dei globuli bianchi che risultano meno responsivi a stimoli esterni, rendendo l’organismo più “attaccabile” da agenti che causano malattie. È importante anche cercare di “dormire bene”: un sonno di buona qualità, caratterizzato da un regolare ritmo sonno-veglia, influenza positivamente il sistema immunitario rendendolo più pronto ad attivare difese immunitarie.

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Come funziona il sistema immunitario?

Gli attori in campo sono tantissimi. Una normale risposta immunitaria si articola secondo questi passaggi: l’agente esterno potenzialmente pericoloso, chiamato antigene, viene scoperto e identificato; il sistema immunitario si attiva mobilitando tutti i suoi difensori, o cellule; l’antigene viene accerchiato e attaccato; l'aggressione viene domata e conclusa.

L’organo responsabile della produzione delle cellule del sistema immunitario è il midollo osseo. Quest’ultimo è un organo disperso, che si trova all’interno: di alcuni tipi di ossa del nostro corpo, e cioè all’interno di quelle larghe e piatte, come ad esempio il bacino; del tessuto osseo spugnoso. Le cellule immunitarie più importanti sono i globuli bianchi che si distinguono in tre categorie: granulociti, monociti e linfociti.

I granulociti sono globuli bianchi fagociti, che “mangiano” tutti gli agenti esterni pericolosi ripulendo l’organismo e a loro volta si distinguono in: granulociti neutrofili, che si cibano esclusivamente di batteri; granulociti basofili, che rilasciano istamina, sostanza che innesca l’infiammazione, ed eparina, sostanza che serve per aumentare la fluidità del sangue e prevenire la formazione di coaguli; granulociti eosinofili, che si cibano esclusivamente di parassiti.

I monociti rappresentano gli “spazzini” del sangue e si suddividono in cellule dendritiche e macrofagi. I linfociti orchestrano una specifica risposta immunitaria e si dividono in: linfociti B, che si sviluppano nel midollo osseo e sono le cellule responsabili della produzione degli anticorpi. Gli anticorpi sono le proteine che legano e distruggono gli agenti estranei; linfociti T, che maturano nel timo e che coordinano l’intero sistema immunitario sconfiggendo tutte le cellule che vengono marchiate come estranee.

A loro volta i linfociti T si distinguono in T helper (responsabili del rilascio di citochine), T Killer (che uccidono “i cattivi”), e T regolatori (che si accertano che ciò che è proprio non sia confuso da ciò che è estraneo); cellule natural killer, linfociti che riconoscono e uccidono velocemente cellule infettate e/o danneggiate. Gli altri componenti del sistema immunitario appartengono al sistema linfatico. Quest’ultimo è un sistema “a senso unico” che trasporta i fluidi da piccoli spazi presenti tra le varie cellule dei tessuti, chiamati spazi interstiziali, verso il sistema circolatorio principale. Il ruolo del sistema linfatico non è solo quello di drenare e di filtrare ma anche di consegnare tutti gli agenti estranei agli organi che si occupano della difesa, e cioè: la milza, organo linfatico principale localizzato nell’addome, che rappresenta il luogo in cui vengono portati e neutralizzati tutti gli agenti estranei; i linfonodi, che rappresentano delle stazioni intermedie del sistema linfatico, dove le cellule immunitarie si moltiplicano per combattere contro un antigene specifico; i vasi linfatici, che costituiscono un vero e proprio sistema circolatorio dedicato al trasporto della linfa, un fluido trasparente contenente globuli bianchi.

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Quanti tipi di risposte immunitarie possono essere attivate?

Al fine di difendere il nostro organismo contro i patogeni esterni, il sistema immunitario può attivare tre diversi tipi di risposta: la risposta innata, la risposta adattativa e la risposta meccanica o chimica. La risposta innata e quella adattativa si attivano insieme, regolandosi l’una con l’altra.

LA RISPOSTA IMMUNITARIA INNATA

La risposta innata agisce in maniera aspecifica contro qualsiasi tipo di agente esterno, anche mai incontrato prima. È una risposta capace di riconoscere le strutture comuni degli agenti patogeni ed è sempre operativa. Il suo ruolo principale è di prevenire le infezioni attivandosi in maniera molto rapida. I globuli bianchi coinvolti in questa risposta sono i macrofagi, i granulociti, i monociti e i le cellule Natural Killer.

LA RISPOSTA IMMUNITARIA ADATTATIVA

La risposta adattativa si distingue dalla risposta innata per la sua specificità e per la memoria. I linfociti coinvolti sono i linfociti B e T che riconoscono l’agente esterno in maniera specifica e lo distruggono. In seguito alla prima esposizione all’antigene, che può essere un virus, un batterio o anche una vaccinazione i linfociti T e B che si sono formati rimangono per anni in circolo. Nel caso di una nuova esposizione allo stesso agente, questi linfociti “memoria” attivano una risposta più veloce e più mirata e le cellule B producono subito anticorpi più efficaci per distruggere velocemente lo stesso agente patogeno.  

LA RISPOSTA IMMUNITARIA MECCANICA O CHIMICA

La risposta meccanica o chimica è attivata dal nostro organismo attraverso barriere come pelle, sudore, sebo, pH gastrico, muco e membrane epiteliali delle vie respiratorie, riproduttive e urinarie.

Quali sono le malattie del sistema immunitario?‍

Quando il sistema immunitario funziona male, può succedere che cellule o tessuti del nostro corpo vengano scambiate per estranei, subendo così un attacco. In questo caso si parla di malattie del sistema immunitario, che si distinguono in:

- malattie autoimmuni, e cioè quando il corpo innesca una risposta immunitaria contro sé stesso. Alcuni esempi sono il diabete di tipo 1, la psoriasi o il Lupus eritematoso;
- disturbi da immunodeficienza o immunodeficienze, e cioè quando il corpo non è in grado di attivare una risposta immunitaria contro gli invasori esterni. Alcuni esempi sono la Sindrome di George o la neutropenia ciclica;
- reazioni allergiche, e cioè quando il corpo sviluppa una risposta immunitaria sproporzionata nei confronti di antigeni estranei, spesso innocui, che va a danneggiare anche i tessuti normali. Esempi di reazioni allergiche sono quelle scatenate dai pollini o quelle provocate da alcuni alimenti.

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Integratori del sistema immunitario: quali scegliere?

L’indebolimento del sistema immunitario può essere causato da disturbi o patologie, o più semplicemente da altri fattori indipendenti da malattie, come stress, carenza di sonno, etc. Sempre dopo aver chiesto il parere del medico di base, è possibile fare ricorso ad alcuni rimedi naturali, erboristici per lo più, per rendere le difese immunitarie più forti. L'Istituto Mario Negri ne cita diversi: dall'echinacea alla rosa canina, dall'uncaria all'astragalo.

L’echinacea, pianta immunostimolante piuttosto efficace. Questa sua proprietà è da imputare a glicoproteine e polisaccaridi presenti al suo interno. Inoltre, la presenza di un’altra categoria di composti, chiamati alchilamidi polinsature, conferirebbe all’echinacea anche proprietà antinfiammatorie: queste sostanze, infatti, sarebbero in grado di inibire enzimi che producono molecole pro-infiammatorie. Infine, questa pianta è da sempre considerata pure un potente antiossidante.

L’uncaria, pianta rampicante conosciuta come “unghia di gatto”. Come per l’echinacea, insieme alla sua azione antinfiammatoria e antiossidante, la proprietà principale di questa pianta sembra essere quella di stimolare il sistema immunitario grazie alla presenza di sostanze chiamate alcaloidi ossindolici. Sarebbero proprio queste ultime sostanze, infatti, ad indurre il sistema immunitario a produrre specifiche proteine, le interleuchine, che contribuiscono a rafforzare le difese.

L’astragalo è un gruppo di piante perenni, che si sviluppano particolarmente in altezza. Anche l’astragalo è caratterizzato da proprietà immunostimolanti, che si realizzano promuovendo la proliferazione e l’attività delle cellule immunitarie, soprattutto dei linfociti B e T. Caratteristica esclusiva dell’astragalo è quella di svolgere anche un’azione protettiva nei confronti del fegato.

L’acerola, una pianta nativa del Messico, sempreverde, molto ricca di vitamina C. Generalmente viene consigliata a chi ha bisogno di aumentare l’apporto di acido ascorbico, e quindi di vitamina C, per combattere disturbi causati da raffreddamento, influenza e per riprendersi da periodi in cui ci si ritrova più deboli. Oltre alla vitamina C, l’acerola è anche ricca di vitamina A, vitamine del gruppo B, sali minerali e flavonoidi: insieme, tutte queste sostanze, contribuiscono ad aumentare l’azione ricostituente dell’acido ascorbico. In particolare, le vitamine del gruppo B sono essenziali per un corretto funzionamento del sistema immunitario, sostenendo la formazione dei globuli rossi.

La rosa canina è una pianta produttrice di legno, a stelo duro, molto diffusa anche in Italia. Generalmente cresce in modo spontaneo accanto alle siepi o appena ai confini con i boschi. Come l'acerola, anche la rosa canina è ricca di vitamina C. Per questo motivo è considerata un rimedio naturale che potrebbe rafforzare le difese dell'organismo. Per anni, la medicina popolare ha utilizzato la rosa canina per ostacolare raffreddori ed influenza.

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