Smart working, mettetevi scomodi. Gli esperti: «Come evitare i dolori alla schiena»

Giovedì 12 Novembre 2020 di Barbara De Chiara

La pandemia ci ha costretto a restare a casa più possibile, a lavorare a domicilio, a limitare gli spostamenti e a fare lo sport tra quattro mura. Certo è che il passare ore davanti al computer (se non stiamo attenti) potrebbe continuare a regalarci qualche chilo e meno elasticità nei movimenti. Il rischio è proprio quello di cedere di nuovo alla sedentarietà dopo i mesi estivi durante i quali eravamo riusciti a rimetterci in forma. Con il concreto pericolo di sentir spuntare problemi osteo-articolari e muscolari. Oltre che di peso.

Sedia scomoda

Come evitarlo? «Forse stupirà, ma la parola d’ordine è non sentirsi mai troppo comodi nella propria postazione di lavoro», spiega Eugenia Amabile, alla guida della Medicina fisica e riabilitazione dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano di Grottaferrata (Roma) - La sedia ergonomica migliore, sembra un paradosso, è quella scomoda, perché su di essa ci si muove sempre. Non si assume mai la stessa postura per troppo tempo». Il concetto è questo: va modificata anche la posizione più perfetta che riusciamo a trovare. Perché, a lungo andare, anche questa può creare problemi. Se ci si sente completamente a proprio agio, ci si lascia andare, ricorda la fisiatra, e quindi non si fa più attenzione a come siamo seduti. «La regola principale - aggiunge Eugenia Amabile - è di evitare di sistemarsi in modo da provocare una verticalizzazione della parte bassa della schiena. Questo può creare un peggioramento di piccole ernie già esistenti, o persino l’insorgenza di protrusioni». Gli adulti, come i bambini, per sedersi correttamente e assumere la giusta posizione anche a casa devono seguire le norme che vigono a scuola e negli uffici: il tavolo o la scrivania (come i banchi) devono essere correlati alla propria altezza, la sedia deve avere uno schienale, ma anche uno scavo pelvico, uno spazio che lasci libera la parte lombare in modo da far scivolare indietro il bacino. «A volte si pensa di più alla posizione del collo o alla parte superiore della schiena, ma la corretta postura del bacino - spiega ancora la dottoressa - e della curva lombare sono altrettanto importanti».

Lo sguardo

Attenzione anche allo sguardo fisso rivolto verso il video che andrebbe tenuto alla stessa altezza degli occhi in modo da evitare rigidità nel tratto cervicale. Il rischio di questa sovraesposizione agli schermi di computer è la cosiddetta “malattia dell’occhio secco”. «L’esposizione prolungata a schermi digitali determina una più rapida evaporazione del film lacrimale - spiga Stefano Barabino, responsabile del Centro superficie oculare e occhio secco dell’ospedale Sacco di Milano - vale a dire quel sottile strato di liquido che riveste la superficie oculare». Il motivo risiede nello scarso o incompleto “ammiccamento”: gli occhi vengono strizzati meno di frequente e questo rallenta la diffusione del film lacrimale sulla superficie dell’occhio con conseguenze che vanno dall’affaticamento al bruciore, dall’irritazione al dolore. Sbattere le palpebre serve a mantenere intatto il film lacrimale, un sottile strato di acqua e grassi sulla superficie che ci fa vedere nitidamente e ci protegge da corpi estranei e sostanze irritanti. Fissare gli schermi per periodi prolungati significa sbattere le palpebre meno frequentemente e aumentare il rischio di sviluppare i sintomi della malattia dell’occhio secco.

 

 

Il vademecum

1. Svegliarsi tutti i giorni alla stessa ora, avere un ritmo costante aiuta a fare meno fatica

 2. Fare sempre la prima colazione. Prediligere yogurt, succo di arancia, cereali, frutta, pane e marmellata

3. Non dimenticare la pausa pranzo (leggero). Un pasto veloce e bilanciato che permette di staccare almeno per mezz’ora

4. Ricordarsi di bere: l’idratazione è importante. L’ideale è fare una pausa breve ogni ora

 5. Alzarsi più volte, per almeno 3 minuti, e muoversi per rilassare e riattivare i muscoli. Sarebbe opportuno fare anche le scale

 6. A chi piace ballare è consigliato di accendere la musica e lasciarsi andare anche se per pochi minuti

7. Nei momenti di pausa non utilizzare lo smartphone o altri dispositivi tecnologici per non stancare gli occhi

8. La pausa deve essere una vera pausa, un momento dedicato solo a noi. Evitare di far diventare quel momento uno stress

 9. A fine giornata fare di nuovo qualche esercizio di stretching e di rilassamento muscolare

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 18:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA