Il pugile Patrizio Oliva: «Di pugni ne ho presi pochi. Ma vi racconto del naso rotto per scherzo...»

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Patrizio Oliva
Patrizio Oliva

Di cazzotti ne ho presi pochi. Sono stato campione d’Italia, d’Europa, del mondo. Oro alle Olimpiadi nella categoria superleggeri, miglior pugile ai Giochi di Mosca.

Ho fatto una carriera straordinaria, curando il fisico, e non ho subito infortuni muscolari. Però, ho sofferto di osteoporosi per i continui traumi causati dalla furia di colpire il sacco e gli avversari: la mano destra al primo pugno si fratturava. Non il naso, il mio non si è mai rotto, e non è vero che va spaccato per potere salire sul ring e iniziare a gareggiare. Si dice così soltanto ai principianti per scherzare, e c’è qualcuno che in effetti ci crede. In palestra anch’io sto al gioco: non mi tiro indietro, quando arriva un ragazzo che si dichiara pronto a tutto pur di diventare un campione o, semplicemente, non conosce le regole della boxe e ignora come funziona.

«Ma come? Non te l’hanno ancora rotto?», è la domanda che viene ripetuta con aria incredula dai presenti, dando il benvenuto al nuovo arrivato che farfuglia poche parole, ovviamente risponde di no. Allora io prendo una chiave inglese dall’armadietto, mi avvicino, la sollevo e... rido. Si capisce che si tratta di una presa in giro, fa bene a tutte le età mantenere il buon umore. Il mio ultimo match risale al 1992. Quanti anni sono passati dall’esordio, appena quindicenne. Oggi ne ho 62, continuo ad allenarmi e alleno i più giovani, li aiuto ad aumentare l’autostima e ad avere disciplina nella vita. Per stare in equilibrio, sono molto attento anche all’alimentazione, a variare le pietanze, a bilanciare carboidrati, grassi e proteine, senza esagerare a tavola e tenendo conto delle calorie bruciate quotidianamente. Mangio, però, tranquillamente, senza farmi problemi, quando vado in vacanza oppure al ristorante, a pranzo e a cena fuori. Ho solo il colesterolo un po’ alto, mi difendo bene.

Merito dello sport, che mi aiuta a schivare diverse malattie temibili e a combattere l’obesità. Ma, se avverto un doloretto, al minimo fastidio o segnale di malessere, consulto immediatamente un medico di fiducia e prenoto gli esami clinici che mi suggerisce e mi prescrive. Evito il «fai-da-te», può essere pericoloso; mentre considero la prevenzione decisiva: lo ripeto sempre, tant’è che sono stato scelto come testimonial al Campus della salute organizzato dal team della professoressa universitaria Annamaria Colao. Una bella iniziativa:oltre alle visite gratuite sul lungomare di Napoli, la Asl ha dato la possibilità ai più fragili di effettuare la terza dose di vaccino, e gli operatori sanitari hanno l’esempio. Perché la lotta al Covid oggi si vince insieme. Con la profilassi.

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Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA