Bonus Terme: ecco il vademecum e gli indirizzi giusti per una vera e propria cura di bellezza

Giovedì 14 Ottobre 2021
Bonus Terme: ecco il vademecum e gli indirizzi giusti per una vera e propria cura di bellezza

Via alle prenotazioni dall’8 novembre: il bonus Terme avrà validità di 60 giorni dall’emissione.

Ma in cosa consiste? Il bonus Terme, varato dal governo, consiste in uno sconto del 100% sul prezzo d’acquisto dei servizi fino a un massimo di 200 euro. Ciascun cittadino maggiorenne potrà usufruire di un solo bonus senza limiti di Isee e senza limiti legati al nucleo familiare  Ai fini dell’ammissibilità i servizi termali non devono essere già a carico del SSN o di altri enti pubblici  Dalle 12 del 28 ottobre sarà online la piattaforma gestita da Invitalia per la registrazione degli stabilimenti aderenti  Il bonus è stato finanziato con 53 milioni e le risorse equivalgono a circa 250mila voucher. Bene, questo il vademecum ma dove andare? Ecco una guida dal Nord al Sud. 

ISCHIA

Cento fonti termali, 184 pozzi per il fango, 26 sorgenti. Solo a Ischia, la prima colonia della Magna Grecia in Occidente. Dove, già nell’VIII secolo avanti Cristo, si iniziarono a utilizzare le acque calde che sgorgavano dalle pendici del Monte Epomeo. Luogo di cura e soggiorno, uno dei più frequentati della Roma imperiale, l’isola oggi ha la più alta concentrazione di strutture termali convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Sessantatré su 78 in totale, con 230 medici e 890 tecnici al lavoro. Ciò significa che, per prenotare i trattamenti, basta presentare la prescrizione con l’indicazione della patologia e del ciclo di cure necessario. Il ticket è di 55 euro, ma gli esenti per reddito o per patologia e alcune categorie di invalidi spendono decisamente meno: 3,10 per ogni ricetta. L’azienda sanitaria di riferimento è la “Napoli 2 Nord” che indica ricavi record in questo settore: prima della pandemia, il valore delle prestazioni sanitarie termali è stato di circa otto milioni di euro, di cui gran parte richieste da residenti fuori regione, provenienti da Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia. Le terapie sono indicate per chi soffre di malattie reumatiche come l’osteoartrosi, ma anche di sindromi rinosinusitiche bronchiali croniche, di problemi dermatologici, tra cui la psoriasi, l’eczema, la dermatite atopica. Senza trascurare le malattie ginecologiche, quelle otorinolaringoiatriche, le patologie dell’apparato urinario, quelle vascolari o dell’apparato gastroenterico. Il tutto in un contesto strepitoso, a due passi dal mare e anche in hotel di lusso.

SANTA CESAREA TERME

Santa Cesarea Terme, gioiello del Salento, regala ai suoi estimatori, oltre a scorci di grande bellezza naturale, la possibilità di usufruire di uno stabilimento termale presso il quale già dai primi del Novecento si curano con successo molti disturbi. Aperte da maggio a novembre, le terme di Santa Cesarea, che si avvalgono di collaborazioni prestigiose con università e istituti di ricerca, sono caratterizzate da acque che appartengono al gruppo delle salso – bromo – iodiche – solfuree – fluorurate, ovvero tra quelle più attive dal punto di vista idrologico e terapeutico. Al costo di un ticket di 55 euro per un ciclo di cura, comprensivo di 12 trattamenti, le acque di Santa Cesarea sono efficaci nel caso di malattie otorinolaringoiatriche (cure inalatorie per riniti, faringiti, laringiti, adenoiditi e tonsilliti, rinofaringiti, sinusiti), respiratorie (inalazioni per sindromi rino-sinusitiche e bronchiti varie), malattie dell’orecchio (terapie per stenosi tubariche e otiti), malattie ginecologiche (irrigazioni) disturbi reumatici (fango e balneoterapia per artrosi varie, discopatie, reumatismi, fibrosi, tendiniti, cervicalgie e lombalgie di origine reumatica, periartrite scapolo-omerali) . (Leda Cesari)

TERME FRASASSI DI GENGA

Le terme delle Marche accreditate e convenzionate sono terme di Acquasanta, terme S. Giacomo di Sarnano, terme S. Lucia di Tolentino, Terme Frasassi di Genga e terme Raffaello di Petriano. Le terme di Acquasanta dispongono di acqua sulfurea-salso e solfata tra le migliori a livello nazionale. Vengono erogate terapie inalatorie per le malattie croniche dell’apparato respiratorio superiore, l’hotel annesso ha pacchetti da 138 euro. Dopo il terremoto, le terme S. Giacomo di Sarnano si sono trasferite in un centro benessere. Le terme S. Lucia di Tolentino dispongono di tre tipologie di acque: la salsobromoiodica, la sulfurea e la bicarbonato-calcica con cure inalatorie e balneoterapiche (la prestazione singola costa 6 euro, un aerosol 7,5). Alle Terme di Santa Lucia poliambulatorio specializzato in medicina dello sport e pediatria termale. Le terme Frasassi di Genga e Raffaello di Petriano utilizzano acqua sulfurea. A Genga oltre a inalazioni e aerosol (9 euro ciascuno), ci sono bagno sulfureo (19 euro), fango + bagno terapeutico (29), massaggi (34 euro), massaggi shiatsu (48). A Petriano inalazione e aerosol costano 13 euro, massaggi termali da 29 euro.

SATURNIA

Si racconta che Saturno, dio delle messi e dell’abbondanza, persa la pazienza per le costanti guerre degli uomini, abbia scagliato un fulmine nel cratere di un vulcano e che dall’urto sia zampillato un fiume caldo d’acqua sulfurea. A prescindere dalla mitologia, i romani sanno bene come le acque sorgive delle terme siano preziose per la salute e per la bellezza. La località più apprezzata è forse Terme di Saturnia, dove da 3.000 anni l’acqua sgorga da un cratere alla temperatura di 37,5 °C. La sua acqua termale è sulfurea, carbonica, solfata e bicarbonato-alcalina, quindi ha benefici sull’apparato cardio-circolatorio, respiratorio, muscolare e scheletrico. Le terapie inalatorie come l’aerosol hanno un costo di 15 euro, mentre le irrigazioni nasali salgono a 18 euro a seduta. Avvicinandosi ad una via consolare romana come la Tiburtina si può godere dei benefici delle acque Albule delle Terme di Roma a Tivoli Terme; fonti albule perché lattiginose per l’alta concentrazione di zolfo, che crea in superficie un’emulsione liberando anidride carbonica ed idrogeno solforato. Tra le proprietà ci sono le cure per la psoriasi: la prestazione singola del bagno caldo solfureo a cui viene associata la fototerapia richiede 27 euro. A Viterbo infine ci sono le rinomate Terme dei Papi, così chiamate perché già in epoca medievale divennero meta privilegiata di molti pontefici: per dei trattamenti curativi con il costo del ticket sanitario di €55 a persona si possono effettuare dodici sedute consecutive. (Valentina Venturi)

ABANO MONTEGROTTO

La composizione chimica è ricchissima. Perché gli “zampilli” bollenti che sgorgano dagli abissi, e che arrivano in superficie a una temperatura di oltre 85 gradi, sono ricchi di componenti che hanno effetti terapeutici comprovati da secoli, in primis quello antinfiammatorio. Le acque termali di Abano e Montegrotto, infatti, sono efficaci in vari ambiti, come spiega il professor Marco Vitale, coordinatore scientifico della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale. «Si tratta – ha osservato – di cure a bassa intensità e tre sono i filoni in cui si suddivide la Medicina termale. Il primo riguarda la cura di patologie con andamento cronico-recidivante, quindi con periodiche riacutizzazioni, come sinusiti, rinosinusiti, oppure otiti medie, ma anche osteoartrosi del ginocchio, della mano e tutte le malattie artrosiche. In secondo luogo ci sono benefici per le persone sane che vogliono mantenersi in uno stato di salute buono, e infine hanno un’efficacia provata nella riabilitazione dopo un ictus, un intervento ortopedico, un infortunio sul lavoro, un infarto, ma anche nel post Covid». I costi: con la prescrizione del medico di base si paga un ticket di 50 euro per un ciclo completo di 12 trattamenti inalatori, o di fangobalneoterapie. Per le prestazioni sinergiche e complementari, come la fisioterapia individuale assistita in acqua termale, l’utente paga dai 30 ai 50 euro a seduta, detraibili. (Nicoletta Cozza )

 

 

Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA