Long Covid, il neurochirurgo Giulio Maira: «Ecco i segnali sul cervello. Colpiti anche i giovani»

Il neurochirurgo Giulio Maira: «Ecco i segnali del Long Covid sul cervello. Colpiti anche i giovani»
Il neurochirurgo Giulio Maira: «Ecco i segnali del Long Covid sul cervello. Colpiti anche i giovani»
di Carla Massi
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Giovedì 9 Giugno 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 08:56

Cuore e cervello sono gli organi più colpiti dal Long CovidGiulio Maira, professore di Neurochirurgia Hamnitas, Milano, e presidente della Fondazione Atena Onlus, Roma.

Dove si concentrano i maggiori danni?

Molti studi segnalano il frequente coinvolgimento cerebrale dopo infezione da coronavirus. Può esserne causa un danno da diffusione diretta del virus, o anche un’ipossia (carenza di ossigeno) secondaria o un danno tissutale da reazione immunitaria. I sintomi possono essere parte di sequele post-acute o interessare persone che hanno avuto una forma lieve di Covid.

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Quali sono i segnali che non vanno sottovalutati?

Una delle conseguenze riscontrate a medio - lungo termine (anche nel 70% dei pazienti) è quella che viene chiamata nebbia cognitiva, una sorta di rallentamento, stanchezza mentale, e fatica nel fare le azioni quotidiane. Si possono avere, con minore incidenza (18-20%), anche mal di testa, disturbi della memoria e del sonno, disturbi psichiatrici. Inizialmente erano molto frequenti i disturbi dell’olfatto e del gusto.

Si posso curare le conseguenze dell'infezione?

La grande maggioranza dei disturbi più rilevanti, anche se durano a lungo, tendono a ridursi spontaneamente. Talvolta, tuttavia, una lieve sindrome Long Covid può durare molto tempo o lasciare fastidiose sequele. Mancando una certezza sulle cause, una cura specifica non esiste. Tuttavia è utile una corretta cura delle patologie pregresse, una terapia cortisonica (su prescrizione medica), una riabilitazione neurologica e cognitiva e un supporto con complesso vitaminico del gruppo B.

Gli effetti gravi si rilevano anche in pazienti giovani?

Certamente il Long Covid colpisce anche i giovani, anche se in percentuale inferiore. La pandemia, tuttavia, con l’isolamento, la didattica a distanza, la mancanza di socializzazione, ha indirettamente colpito molto i giovani, nella psiche e nella crescita mentale, togliendogli un pezzo di mondo, come al resto della popolazione, ma con la differenza che per loro era fondamentale per completare la maturazione e la strutturazione del loro cervello.

Chi in futuro verrà infettato quali esami dovrà fare?

Se persistono sintomi, alcuni controlli possono essere utili, come, per esempio, l’analisi dei parametri infiammatori, per indirizzare un’eventuale terapia cortisonica, e una risonanza dell’encefalo qualora i disturbi fossero particolarmente insistenti e duraturi.

 

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