Un'estate da campioni: dalle vette ai pedali dopo la malattia. Ecco le loro storie

Un'estate da campioni: dalle vette ai pedali dopo la malattia. Ecco le loro storie
di Stefano Ardito
5 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:09

Questa è la loro estate.

Una gigantesca nuova avventura, una sfida carica di forza, tenacia e orgoglio. Un’estate in cui si vuole dimostrare a se stessi e agli altri che la malattia si può trasformare in coraggio. Oltre i limiti. L’estate di Andrea Lanfri è iniziata il 13 maggio, quando l’atleta toscano ha esultato sugli 8.848 metri dell’Everest. Insieme a lui erano la guida Luca Montanari, alcuni sherpa, alpinisti di varie nazionalità.

Nel 2015 Andrea è stato colpito da una meningite da meningococco C che gli ha causato la necrosi dei tessuti, l’amputazione delle gambe sotto al ginocchio e di sette dita delle mani. Uscito dall’ospedale, ha ripreso a camminare e a correre: ha vinto un argento ai Mondiali paralimpici di atletica di Londra. Poi è tornato alla roccia e all’alta montagna, dalle Dolomiti fino al Monte Bianco e al Chimborazo, un vulcano dell’Ecuador, e ha compiuto grandi exploit anche in bici. «Ora punto alle Seven Summits, le cime più alte di tutti i continenti, il 15 agosto partirò per il Kilimanjaro – racconta – Vorrei anche andare in bici da Venezia alle Dolomiti, e poi salire la Cima Grande di Lavaredo».

Daniela De Rossi, romana, 18 anni, quando ne aveva 9 è stata colpita da una malattia cronica ai reni, e ha vissuto per due anni in dialisi. A salvarla è stato un rene donato da mamma Monica. «Il nuoto è la mia passione, a sei mesi dall’intervento ero in piscina – sorride Daniela – Un anno dopo a Malaga ho vinto i Campionati Europei per trapiantati. Poi mi sono ripetuta a Newcastle». Il 22 agosto iniziano gli Europei di Oxford, nel Regno Unito, e Daniela gareggerà in stile libero, dorso e farfalla. Nel 2023, oltre alla maturità, la attendono i Mondiali di Perth, in Australia.

Ha subito un trapianto anche Francesca Masi, 42 anni, psicologa ed escursionista toscana. «Quando mi è stata diagnosticata una mielofibrosi, un tumore raro del sangue, pensavo che la mia vita sportiva fosse finita. Invece, a due anni dal trapianto, ho deciso di provare l’alta quota». Qualche giorno fa Francesca ha tentato il Gran Paradiso, a fine luglio tenterà i 4.810 metri del Monte Bianco. «Le neoplasie mieloproliferative sono tumori rari del midollo osseo, con andamento progressivo. Alcune innovazioni terapeutiche hanno migliorato il decorso di queste malattie» spiega Francesco Passamonti, ordinario di Ematologia all’Università dell’Insubria di Varese. L’obiettivo dell’edizione 2022 di “MIELO-Spieghi”, la campagna di informazione di cui è testimonial Francesca Masi, è di invitare i malati a darsi dei nuovi obiettivi di vita. Il 6 settembre, alcune decine di nuotatori si tufferanno a Capo Peloro per traversare lo Stretto di Messina, 3,5 chilometri di acque profonde e con correnti violente.

Tra i partecipanti all’edizione 2022 di “Swim for Parkinson” saranno malati come Emanuela Olivieri, romana, che ha già due edizioni alle spalle, e neurologi specializzati. «Insieme a Cecilia Ferrari, la prima malata a traversare a nuoto lo Stretto, ho creato la Fondazione LIMPE per il Parkinson – spiega la neurologa Francesca Morgante – L’obiettivo è di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia, e spingere i malati a mettersi alla prova. I limiti spesso sono solo mentali».

Ci riporta in terraferma Giorgio Circosta, un giovane lombardo appassionato di camminate e di bici colpito da spondilite anchilosante, una malattia reumatologica cronica che coinvolge la colonna vertebrale e le articolazioni di gambe e braccia. Qualche anno fa Giorgio ha pedalato sul Cammino di Santiago. A maggio ha camminato zaino in spalla per 120 chilometri, da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei. Passi di Salute, la campagna di cui è testimonial, ricorda l’importanza di una diagnosi tempestiva. «Troppe volte la diagnosi arriva quando la malattia ha già causato danni irreparabili, vogliamo sottolineare l’importanza della corretta interpretazione dei sintomi» spiega Carlo Selmi, responsabile dell’Unità operativa di Reumatologia e Immunologia della clinica dell’Università Humanitas di Milano. Giorgio, a settembre, tornerà a Santiago per un cammino diverso. I sentieri offrono belle esperienze anche a chi ha problemi alla vista e all’udito.

Dario Sorgato, ipovedente e ipoudente di Padova, ha fondato l’associazione Noisy Vision (“Visione rumorosa”), che organizza trekking e altre esperienze. In primavera, con le guide della Compagnia dei Cammini, ha percorso il Cammino dei Briganti, tra Lazio e Abruzzo. Tra camminatori “normali” e ipovedenti si è creato un rapporto fatto di vicinanza fisica, sensazioni e parole. «A fine giugno, con due guide alpine della Valsesia, ho provato a salire fino ai 4.554 metri della Capanna Margherita, sul Monte Rosa, insieme a Pompea Fiorini, una non vedente di Roma – racconta Sorgato – Siamo stati fermati da una tormenta». In autunno Noisy Vision proporrà altri cammini in Italia e un trek sulle dune del Marocco. Ad agosto Dario e i suoi amici navigheranno tra l’Elba e la Corsica su Adriatica, con lo sloop del programma “Velisti per caso”.

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