Rimettersi in forma, 5 passi (falsi) da non fare. E che non riducono la pancetta

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di Stefano Ardito
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 08:39

Quasi tutti, dopo gli eccessi di Natale e Capodanno, cerchiamo di tornare al peso-forma con la ginnastica.

Sul pavimento di casa, in pantaloni della tuta e maglietta, si imitano i marines di “Full Metal Jacket” spronati dal sergente maggiore Hartman, e ci si sottopone a lunghi esercizi per gli addominali. Non si vogliono sterminare i Vietcong, ma far fuori la pancia. Ebbene, è un errore.

1. Rafforzare solo i muscoli non assottiglia il girovita

«Rafforzare solo i muscoli – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – non comporta la perdita del grasso che ricopre i muscoli coinvolti». Per ridurre il grasso corporeo, anche se accumulato da poco, si deve associare alla ginnastica un’attività aerobica come marcia, jogging, nuoto o bici. «La pancetta – prosegue l’ISS – dipende da fattori genetici, ormonali, scorretta alimentazione e sedentarietà. Serve adottare uno stile di vita attivo e seguire un’alimentazione mediterranea, con frutta, verdura, cereali, pesce, legumi, poca carne e pochi grassi».

2. Se si sente dolore stiamo commettendo errori. E sudare troppo non va bene

Il sito dell’Istituto Superiore di Sanità comprende una sezione (www.issalute.it/index.php/falsi-miti) ricca di preziosi consigli per tutti, valida tutto l’anno. Sfogliandola si scopre subito una seconda “bufala” da sfatare. Quella per cui sudare molto, o addirittura provare dolore, dimostri che si sta perdendo del peso. Il dolore, spiega l’ISS, non è un segnale positivo, ma «è il mezzo con cui il corpo ci indica che si sta lavorando male, o che si sta facendo uno sforzo troppo intenso». Bollino rosso anche per chi esagera con la sauna, o per allenarsi si veste con indumenti non traspiranti, se non in materiale plastico. Attraverso il sudore perdiamo liquidi e sali minerali ma non grasso, perché il sudore non lo contiene. Dimagrire significa smaltire il grasso corporeo, mantenendo la massa muscolare e una corretta idratazione.

3. La mancanza di tempo: una scusa senza senso

Il terzo errore da evitare non dipende da cattiva informazione. Il 40% degli italiani afferma di non fare attività fisica per mancanza di tempo, e un altro 15% per mancanza di soldi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di svolgere almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana. Un quarto degli italiani, invece, cammina per meno di 10 minuti al giorno. Ma la sedentarietà, spiega l’OMS, è un serio fattore di rischio per la salute. Per risolvere il problema, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, serve capire che l’attività fisica è «qualsiasi movimento corporeo che comporta un dispendio energetico». Per farla non serve frequentare una palestra, ma bastano gesti quotidiani come camminare, ballare, fare giardinaggio.

4. Bimbi, non basta muoversi giocando: è necessario fare sport

Il quarto errore da evitare riguarda i bambini. Secondo molti genitori, fargli fare sport non serve, perché i nostri figli e nipoti fanno già attività fisica giocando. «Una percentuale considerevole di bambini non ha una vita attiva – spiegano gli esperti dell’ISS – invece è fondamentale impostare, dall’infanzia, uno stile di vita con dieta equilibrata e attività fisica regolare. Gli stili di vita sani acquisiti durante l’infanzia e l’adolescenza sono più facili da mantenere da adulti». L’OMS raccomanda a bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni di praticare attività fisica moderata o vigorosa per almeno un’ora al giorno. E di praticare esercizi per la forza, come giochi di movimento o sport, almeno tre volte a settimana. L’Italia è ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile. L’attività fisica, oltre ad avere effetti positivi sul piano fisico, aiuta a migliorare la gestione degli impegni quotidiani, la fiducia in sé stessi, la socializzazione e lo spirito di squadra.

5. Gli anni non contano. A ogni età un'attività specifica

Oggi si discute sull’età oltre a quale è giusto definirsi “anziano”. A qualunque cifra si stabilisca il confine, milioni di italiani in età da pensione credono che l’attività fisica vada praticata da giovani, e che alla loro età non se ne possa trarre beneficio. Alcuni pensano che possa rappresentare un pericolo. Anche questi sono errori. «Una costante attività fisica aiuta a rallentare il processo di invecchiamento e migliora la qualità di vita perché riduce i sintomi e le conseguenze di eventuali patologie presenti, migliora le funzioni cognitive, aumenta la forza e la massa muscolare, evita situazioni di isolamento e solitudine» ricordano gli esperti dell’ISS. Non è necessario andare in palestra o correre, basta camminare, occuparsi del giardino, giocare con i nipoti. Un “invecchiamento attivo” serve a mantenere la propria autonomia. Il 60% degli italiani oltre 65 anni è in sovrappeso. Gli anziani che praticano un’attività fisica regolare sono meno esposti a patologie cardiovascolari e osteoarticolari, diabete, depressione e limitazioni funzionali rispetto a quelli che fanno vita sedentaria. I giorni che seguono i pranzi e le cene di Natale, dell’Epifania e di Capodanno sono un ottimo momento per ricordarlo.

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