Vitamina D, dall'assorbimento del fosforo alla compattezza delle osse. Ma non è una panacea. Vero o falso?

Giovedì 8 Aprile 2021 di Giampiero Valenza
Getty Images

Se abbiamo ossa forti e se fosforo e calcio si assorbono per bene nell’intestino lo dobbiamo a lei: la vitamina D. Il suo forziere, nell’organismo, è il fegato: lì viene accumulata e rilasciata a piccole dosi, a mano a mano che serve. Due sono le sue forme principali: la vitamina D2 (assunta con il cibo) e la vitamina D3 (che nasce per sintesi nell’organismo). E sono i raggi di luce a regalarci la possibilità di sintetizzarla (il 90% del fabbisogno della vitamina D è soddisfatto proprio grazie a quest’azione). Ecco perché fa bene esporsi (senza strafare) al sole. Nei primi del Novecento si notò come i bambini rachitici guarivano se esposti alla luce naturale. La forma attivata della vitamina D ha una funzione ormonale e riesce ad agire anche nei riguardi del sistema immunitario. Quando manca, sono guai per l’organismo: la carenza è legata a patologie come diabete, Alzheimer, sclerosi multipla. E arriva a rendere i denti più deboli, prestando il fianco alla carie. Poca vitamina D inciderebbe anche sull’evoluzione delle infezioni di Sars-Cov-2. Secondo uno studio condotto, tra gli altri, dall’Istituto superiore di Sanità e dall’ospedale Sant’Andrea di Roma e pubblicato sulla rivista scientifica Respiratory Research, la sua carenza sarebbe legata a stadi clinici più compromessi di Covid-19. In pratica, peggiorerebbe le condizioni, con risposte alterate alle infiammazioni e maggiori danni ai polmoni. Ma di quanta vitamina D c’è bisogno nella vita di tutti i giorni? Varia a seconda dell’età e di molti fattori. Può arrivare fino a 1000 unità giornaliere, ma talvolta può servire prenderne di più. In questi casi, sempre dietro consiglio del medico che può valutare le condizioni di salute e indicarne il corretto dosaggio. Fare da soli può far male.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

VERO O FALSO?

La vitamina D è in tutti gli alimenti

FALSO  Gran parte degli alimenti contiene scarse quantità di vitamina D. I più ricchi sono l’olio di fegato di merluzzo, alcuni pesci come il dentice, il merluzzo, l’orata, il palombo, la sogliola, la trota, il salmone, le aringhe, ma è anche nelle ostriche, nei gamberi, nel fegato, nel tuorlo d'uovo, nel burro, nei formaggi grassi. L'unica fonte vegetale di vitamina D sono i funghi. In commercio si trovano anche alimenti fortificati di vitamina D come i cereali per la colazione o il latte.

La vitamina D protegge dal Covid

FALSO  Una carenza di vitamina D è legata a stati più compromessi di Covid-19, ma ad oggi, come precisa il ministero della Salute, “non esistono evidenze solide e incontrovertibili” sull’efficacia degli integratori alimentari nella lotta a Sars-Cov-2. L’indicazione della vitamina D in un piano terapeutico per trattare un paziente colpito da nuovo coronavirus, “non è quindi raccomandato”. Assumere un corretto quantitativo di vitamine è sempre importante per la salute, ma prenderne una dose eccessiva può far male.

Integrare sempre molta vitamina D fa bene alla salute

FALSO  La vitamina D è liposolubile e si accumula nell’organismo. Prenderla ad alte dosi, per un periodo particolarmente lungo, può provocare l’ipercalcemia, cioè alti livelli di calcio nel sangue, o la nefrolitiasi, un deposito di calcoli nei reni. Inoltre, secondo alcuni studi, può aumentare il rischio di fratture. Una dose eccessiva di vitamina D assunta nei primi 6 mesi di gravidanza può avere effetti tossici per il feto.

Bisogna stare più tempo al sole se si ha la pelle scura 

VERO Ci sono diversi fattori che incidono sulla produzione della vitamina D con l’esposizione al sole. Chi ha la carnagione più scura potrebbe aver bisogno di un po’ più di tempo rispetto a chi ha la carnagione più chiara. Ma ad incidere ci sono anche l’ora del giorno in cui si rimane sotto la luce, la stagione, la quantità della pelle esposta. In sostanza, non esiste una regola valida per tutti che può essere seguita.

La vitamina D fa bene agli anziani

VERO  La vitamina D migliora la densità minerale delle ossa e questo incide anche per prevenire le fratture degli anziani e delle donne che si trovano nella fase della post-menopausa. La carenza di vitamina D in Italia interessa circa un giovane su due e la quasi totalità degli anziani durante l’inverno (l’86% delle donne che hanno più di 70 anni). In Europa la situazione è più critica rispetto ad altri continenti come Asia ed Australia.

La vitamina D ha un ruolo nello sviluppo dei tumori

VERO  La ricerca conviene su un fatto: la vitamina D è legata ad alcune fasi dello sviluppo di forme tumorali, come la crescita delle cellule, la risposta del sistema immunitario e il metabolismo del glucosio. Alcuni studi hanno confermato come una sua carenza sia legata a una maggiore incidenza di cancro, tra cui le forme che coinvolgono il colon-retto. Ma sul ruolo della vitamina D nei tumori diverse ricerche sono ancora aperte.

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 14:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA