Xantelasma sull'occhio: anche Monna Lisa soffriva di colesterolo alto

Giovedì 12 Novembre 2020 di Maria Rita Montebelli

Pare che a soffrire di colesterolo alto fosse anche Monna Lisa, la Gioconda di Leonardo. L’osservazione si deve ad un anatomo-patologo palermitano, il professor Vito Franco, che ha notato come la parte inferiore dell’occhio sinistro di Monna Lisa presenti un accumulo di grasso (uno xantelasma), mentre sulla mano in primo piano sarebbe presente un lipoma, anche in questo caso un nodulo di grasso. Gli xantelasmi sono un accumulo di colesterolo localizzato sulle palpebre e sono piuttosto comuni dopo i 40 anni. L’aspetto è quello di una piccola placca molle e giallastra, del tutto indolore. Gli xantomi sono anch’essi degli accumuli giallastri di materiale lipidico che possono presentarsi in diverse parti del corpo (ad esempio sul tendine d’Achille, sulle ginocchia, sui gomiti, sulle nocche delle mani). Queste formazioni possono comparire in presenza di una dislipidemia, ma anche di malattie del fegato (cirrosi), del pancreas e di ipotiroidismo. Possono essere rimossi chirurgicamente, con il laser o la crioterapia ma tendono a riformarsi. Un’altra spia dell’accumulo di colesterolo in eccesso è il cosiddetto arco corneale, un anello biancastro di grasso, che si disegna intorno all’iride. Ma il modo migliore per accorgersi se abbiamo un problema con il colesterolo è attraverso le analisi del sangue. Questo importante fattore di rischio per la salute di cuore e vasi è infatti un killer silenzioso, proprio come la pressione alta. E l’attenzione deve essere ancora maggiore in quelle famiglie dove ricorre la cosiddetta ipercolesterolemia familiare, una malattia rara nella quale l’alterazione di alcuni geni, che codificano per i recettori delle Ldl o per proteine implicate nel metabolismo del colesterolo, determina livelli altissimi di colesterolo Ldl. La malattia si può presentare in forma omozigote (rara, colpisce una persona ogni 300 mila-1 milione) o in quella eterozigote, molto più frequente, che in Italia colpisce 250-300 mila persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA