Una carica di bioenergia nel parco: ecco gli alberi e le essenze che calmano il nostro umore e aumentano le difese immunitarie

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Edoardo Danieli
Una carica di bioenergia nel parco: ecco gli alberi e le essenze che calmano il nostro umore e aumentano le difese immunitarie

La biosfera apporta energie vitali agli organismi, è per questo che abbracciare un albero determina effetti benefici a livello energetico.

Alla persona, ma anche all’albero. Quindi, sì torniamo al chiuso, ma anche non priviamoci di una bella passeggiata. Diversi i parchi bioenergetici in Italia come il bosco del borgo di villa Seghetti Panichi a Castel di Lama, alle porte di Ascoli, un borgo votato all’accoglienza turistica, ora parzialmente in corso di ristrutturazione dopo il terremoto del 2016. A “svelare” il potere degli alberi Marco Nieri, autore del libro “La terapia segreta degli alberi”, ha iniziato più di 20 anni fa a studiare la materia ed è ora bioricercatore ed esperto in ecodesign. Premette che, pur muovendosi in un ambito simile, c’è una differenza tra la bionergetica di Alexander Lowen, disciplina tra biologia, psicologia e medicina, e la sua “Bioenergetic Landscapes” che «è da un lato lo studio della energia emessa dagli alberi e dall’altro lo studio della misurazione degli effetti biologici con il nostro organismo e i nostri organi». Perché non è una suggestione: «il contatto con la natura non solo dà calma e serenità, ma alza le difese immunitarie e contrasta l’insorgere di malattie». Dagli studi con Walter Kunnen, che ad Anversa ha fondato un centro di ricerca sugli effetti della biosfera sugli esseri viventi, è giunto alla messa a punto «di una metodica, semplice e precisa che consente di misurare come l’interazione tra alberi e campi magnetici che si trovano nell’ambiente crei amplificazioni che possono determinare effetti in generale molto benefici a livello energetico sulle persone». Lo studio diventa applicazione, dapprima con un parco pubblico a Bolzano, poi con giardini terapeutici per malati di Alzheimer e con strutture ricettive, come appunto Borgo Seghetti Panichi.

IL MICROCOSMO

 Il microcosmo del borgo è un luogo di grande possibilità energetica per il bosco. Quello di Castel di Lama risale al 1875 quando Vincenzo Carfratelli Seghetti ne commissionò la messa in opera a Ludwig Winter, autore di importanti giardini lungo la Riviera Ligure e la Costa Azzurra. Un laghetto centrale, sentieri ondulati, attorno cedri, magnolie, sophora yaponica, olivi, faggi sono alcune delle specie; su tutto tre straordinarie palme di cui Winter era un grande esperto. Custodi della storia del Borgo e artefici della sua valorizzazione, sono Giulia Panichi Pignatelli e la figlia Stefania Pignatelli Gladstone che hanno risistemato l’area verde con la collaborazione di Teodora Sammartini, scrittrice veneziana e restauratrice di giardini. Il prossimo step: all’interno del casino da caccia una residenza per professionisti creativi.

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Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA