L'acne non ha età e da adulti colpisce di più le donne. Ecco perché e cosa fare

Giovedì 8 Aprile 2021 di Barbara Di Chiara
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Nelle sue manifestazioni più o meno gravi, l’acne non ha età. Ma, certamente, fattori scatenanti diversi. La più diffusa rimane la forma giovanile: colpisce l’80-85% degli adolescenti e la sua comparsa, in genere, coincide con la pubertà (13-15 anni). Questa malattia della pelle, tuttavia, può persistere fino ad accompagnare chi ne soffre oltre i 30-40 anni. O presentarsi in un determinato periodo della vita, per poi scomparire, manifestandosi attraverso eruzioni cutanee, gli odiatissimi brufoli, nelle zone tipiche: attorno alla bocca, sul mento, sulle guance, sulla fronte e persino sul torace e sul dorso. Nonostante numerose influencer e attrici, straniere e italiane (capofila Aurora Ramazzotti e Matilda De Angelis) abbiano negli ultimi tempi sdoganato con orgoglio gli inestetismi provocati dalla patologia, pubblicando foto senza filtri all’insegna della “acne positivity”, è innegabile che nella quotidianità di molti italiani e italiane quei segni rappresentino un problema estetico e di conseguenza anche psicologico. «L’acne giovanile - spiega Mauro Picardo, direttore della struttura complessa di fisiopatologia cutanea e centro di metabolomica dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma - colpisce maschi e femmine in egual modo e il 30-40% dei nostri adolescenti soffre di una forma moderata-severa della malattia, che dà loro non poco filo da torcere nei rapporti con gli altri. Ma vediamo sempre più spesso anche pazienti con un’età che supera i 35-40 anni».

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LE CAUSE

Naturalmente le cause sono diverse a seconda dell’età: a 15-18 anni prevalgono le alterazioni ormonali come terreno fertile per l’insorgenza dei segni. Mentre quando si va più avanti con l’età, sono i fattori ambientali e le abitudini di vita (smog, fumo di sigaretta, alimentazione sbagliata e uso scorretto o eccessivo di cosmetici) a influire sull’aspetto della propria pelle e quindi anche sull’acne. «Per quanto riguarda le donne - aggiunge Picardo - però, se la malattia continua a manifestarsi anche in età adulta bisognerà prendere in considerazione la possibilità che ci possano essere problematiche ginecologiche non risolte, dall’ovaio policistico, a problemi di attività delle ghiandole surrenaliche. Nell’uomo, è più difficile la persistenza in età adulta (il 30% dei pazienti con acne adulti è maschio, contro il 70% delle pazienti donne) perché può essere legata solamente a fattori ambientali e a stili di vita scorretti, oltre naturalmente alla familiarità: avere uno o entrambi i genitori che hanno sofferto di acne aumenta di molto le possibilità di doverci fare i conti».

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I CONSIGLI

Stop a lunghe terapie di antibiotici, meglio i retinoidi

Addio lunghe terapie con farmaci antibiotici. Curare l’acne oggi è possibile sfruttando nuovi farmaci sia sistemici che topici, ad esempio i retinoidi, con un’efficace attività anti-infiammatoria, in grado di trattare tutte le forme della patologia, riducendo l’uso di antibiotici solo ad alcuni casi e non per diversi mesi, come avveniva in passato. Dopo 30 anni in cui le novità contro l’acne sono state poche, si sta risvegliando l’interesse nei confronti di questa patologia ed è stato studiato con successo l’impiego di diverse molecole, a volte usate contro altre patologie infiammatorie cutanee, di medicinali anti-androgeni topici, e ancora di prodotti che migliorano la qualità del sebo prodotto dalla pelle. 

Prima regola: uno stile di vita anti-brufoli

Ecco i consigli che il dermatologo, spesso il primo dottore di riferimento dei giovani dopo il pediatra, darà ai pazienti con acne: calibrare l’alimentazione, limitando l’assunzione di zuccheri semplici, regolare il ritmo sonno/veglia, evitare il fumo. Questo in età puberale. Negli adulti, i comportamenti individuali sono fondamentali per arginare il problema e bisogna allora limitare l’uso di cosmetici, oltre a scegliere quelli appropriati per la propria pelle, non esagerare nella stimolazione meccanica della cute e valutare la possibilità di problemi ginecologici o endocrinologici che possano essere alla base della persistenza dell’acne.

Con la gravidanza spariscono i segni sul viso

Molto spesso si sente affermare che l’unica via per cancellare l’acne è la gravidanza. Questo è fondamentalmente vero, perché aspettare un bambino modifica la produzione ormonale aumentando gli estrogeni, che durante i 9 mesi sono quelli che migliorano la qualità della pelle delle gestanti. Ma dopo la dolce attesa, permane un effetto efficace e duraturo di normalizzazione dell’assetto ormonale, che migliora a lungo l’aspetto della pelle sotto il punto di vista dell’acne. La possibilità che l’acne torni a manifestarsi, mentre lei e in attesa, è remota. Questo è un bene, i trattamenti farmaceutici in grado di contrastarla, come i retinoidi e le tetracicline sono tutti controindicati quando si aspetta un bambino. 

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 14:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA