Vaccini in vacanza? Solo se il soggiorno dura più di una settimana. Le regole regione per regione

Martedì 8 Giugno 2021 di Mario Landi
Vaccini in vacanza, sì o no? Chi e come può farli: dai richiami alla disponibilità dello stesso farmaco. Le regole delle Regioni

I vaccini in vacanza sono una possibilità sempre più concreta. Perché lo scorso 3 giugno la Commissione Salute delle Regioni, e i rispettivi presidenti, hanno approvato una proposta per la somministrazione della seconda dose ai turisti. Ma non è stato l'unico tema di discussione, anche per il richiamo in un'altra Regione rispetto a quella dove si è ricevuta la prima iniezione potrebbe essere un'opzione anche per molti lavoratori.

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Richiami per i lavoratori

Insegnanti, personale scolastico, poliziotti e militari potranno vaccinarsi anche in una Regione diversa da quella di residenza. E questo per «garantire un accesso quanto più bilanciato alla risorsa vaccinale», come si legge nel testo approvato in Commissione Salute. Ovvero? Vaccinarsi deve essere semplice e senza preclusioni. Ma soprattutto bisogna consentire al lavoratore che rientra nella propria Regione di residenza di poter «programmare la seconda dose» nel territorio dove vive. 

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Seconda dose per i turisti

Flessibilità. È questa la parola chiave per i vaccini in vacanza. Perché i richiami danno la possibilità di effettuare l'iniezione in un'intervallo di tempo che oscilla tra i 21 e i 42 giorni per i farmaci a Rna messaggero (Moderna e Pfizer) mentre tra le 10 e le 12 settimane per AstrazenecaJohnson&Johnson è invece monodose. E proprio perché c'è la possibilità di spostare la data della seconda dose, il vaccino in vacanza «dovrebbe rappresentare una assoluta eccezione». Così hanno indicato il generale Figliuolo e gli assessori delle Regioni in Commissione Salute. E questo vuol dire che per chi ha programmato un weekend al mare la seconda dose nel luogo di villeggiatura è esclusa. Diverso è il caso di permanenza più lunga. Si tratta di vacanze di più di una settimana, almeno tre, ma anche di un mese. In questo caso potrà allora essere possibile effettuare la seconda dose in una Regione diversa dalla propria. Ma si sta lavorando sul come, perché deve essere garantita la disponibilità dello stesso vaccino effettuato per la prima dose e il territorio che effettua la seconda iniezione deve inoltre produrre il certificato di avvenuta somministrazione e comunicarlo alla Regione di residenza del paziente.

L'accordo tra Piemonte e Liguria

C'è già chi, come Piemonte e Liguria, ha previsto per i turisti la possibilità di vaccinarsi in vacanza. «Abbiamo siglato il protocollo per le vaccinazioni reciproche durante le vacanze – ricorda il presidente piemontese Alberto Cirio –, è tutto pronto e i nostri sistemi si sono già interfacciati». Ma non basta. «Serve però l'autorizzazione del generale Figliuolo – prosegue Cirio –. Spero che arrivi, perché credo che il (settore) pubblico debba imparare sempre di più a essere flessibile e andare incontro alle esigenze delle persone». Anche perché, secondo i dati del ministero della Salute e dello stesso Commissariato, gli italiani cheattendono la prima dose o il richiamo tra luglio e agosto sono 20 milioni circa, un terzo della popolazione.

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA