Pillola dei 5 giorni dopo disponibile in farmacia senza ricetta, anche per le minorenni

Giovedì 21 Aprile 2022
Pillola dei pillola giorno dopo 5 giorni sarà disponibile in farmacia senza ricetta anche per le minorenni

La pillola dei 5 giorni dopo sarà disponibile anche per le minorenni e senza la presentazione di una ricetta medica. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, che ha confermato la decisione del Tar del Lazio del maggio 2021 che aveva rigettato il ricorso di alcune associazioni impegnate nella "protezione della vita umana". 

Le associazioni tra cui Medici Cattolici Italiani, Family Day, Associazione Pro Vita e Famiglia, Movimento per la Vita Italiano si erano rivolte al Tribunale Amministrativo del Lazio per contestare la decisione di Aifa di rendere acquistare la pillola di 5 giorni dopo senza ricetta medica anche per le minorenni. Un ricorso respinto dal Tar e ora definitivamente bocciato anche dal Consiglio di Stato. 

Il Consiglio di Stato: «Non è un'interruzione volontaria di gravidanza»

I giudici di Palazzo Spada hanno bocciato il ricorso delle associazioni pro-vita sottolieando che la pillola dei 5 giorni dopo, conosciuta con il nome di EllaOne “non è un farmaco abortivo” ma è un “farmaco da banco” che può essere assunto entro 5 giorni da un rapporto sessuale, funzionando come un contraccettivo d'emergenza.  

"EllaOne" non deve essere confusa con i farmaci usati per l'interruzione volontaria di gravidanza. La pillola funziona infatti come "antiovulatorio" e agisce prima dell'impianto dell'embrione: non si tratta dunque di un'interruzione volontaria di gravidanza. La corte ha specificato che: “Nessuna violazione della normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza è quindi configurabile” perché “non viene in rilievo un atto medico somministrato ad un paziente” bensì la volontaria assunzione di un farmaco.

Pillola contraccettiva maschile “non ormonale”, in un anno al via la sperimentazione: funziona così

Covid, il farmaco Molnupiravir elimina il virus in 3 giorni: il nuovo studio

Il ricorso dei Pro-vita 

Le associazioni Provita avevano contestato la possibile violazione del diritto del minore a una corretta informazione affermando che "Col venir meno della prescrizione sarebbe venuto meno anche il consenso informato, nei confronti delle pazienti, con il pericolo di somministrare una pillola così importante (e con gravi effetti collaterali) come fosse una normale aspirina”. Il Consiglio di Stato ha però risposto che, non essendo necessaria alcuna prescrizione per la pillola dei 5 giorni dopo, questa è parificata agli altri farmaci da banco. Il minore può quindi deciderne la "volontaria assunzione" altrimenti, "tutti i farmaci da banco richiederebbero l'attivazione del meccanismo di tutela del minore  con la contestuale prestazione di consenso da parte dei genitori o di chi ne fa le veci". Un fatto che poi comprimerebbe la libertà sessuale del minore. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA