Il decalogo della gestione non farmacologica del dolore nelle pazienti con endometriosi

Dall'alimentazione allo sport, passando per lo stile di vita e il supporto psicologico, le dieci strategie del dottor Luigi Fasolino

Il decalogo della gestione non farmacologica del dolore nelle pazienti con endometriosi
Il decalogo della gestione non farmacologica del dolore nelle pazienti con endometriosi
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Venerdì 24 Novembre 2023, 12:30

L'endometriosi è una patologia cronica, sistemica, per la quale attualmente non esiste una cura definitiva. Le terapie farmacologiche ad oggi in uso prevedono utilizzo di pillole (estroprogestinici, progestinici) o farmaci che portano in menopausa farmacologica, ma tutte le terapie messe in atto puntano ad un controllo dei sintomi, cioè a fare in modo che la patologia sia silenziosa, e non al riassorbimento della patologia. In casi selezionati, o per il fallimento delle terapie mediche sul controllo dei sintomi, è indicata la chirurgia. Ma è ormai una realtà riconoscere tante metodiche di gestione non farmacologica e non chirurgica della patologia, che non porteranno a risoluzione, ma sicuramente aiutano nella gestione dei sintomi e consentono un miglioramento della qualità di vita. 

Il decalogo

Il dr. Luigi Fasolino, ginecologo di fama internazionale specializzato in chirurgia mininvasiva ginecologica ha stilato un decalogo sulla gestione non farmacologica del dolore nelle pazienti con endometriosi.

Tra queste strategie riconosciamo:

1. INTEGRAZIONI: alcuni supplementi, assunti con la dieta o integrati sotto forma di compresse o bustine, giocano un ruolo fondamentale nell'endometriosi; in base alle localizzazioni, all'estensione della patologia e alla sintomatologia lamentata da una donna esistono strategie integrative studiate su ogni singolo caso;

2. ALIMENTAZIONE: per quanto non esista una "dieta anti endometriosi” univoca e valida per tutte le donne affette dalla patologia - e non esistano quindi in assoluto cibi da evitare o da preferire - esistono sicuramente delle indicazioni alimentari ben studiate sulla base delle specifiche caratteristiche e della storia clinica di una singola paziente per migliorare la sintomatologia e cercare di gestire l’infiammazione cronica tipica dell'endometriosi;

3. ESERCIZIO FISICO: l'esercizio fisico correttamente supervisionato da chi conosce la patologia e pratiche come come pilates, yoga, camminate veloci, allenamento a corpo libero, rappresentano un validissimo aiuto nella gestione della patologia e nel controllo del sintomo dolore;

4. EDUCAZIONE E RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO: spesso la patologia endometriosica porta con sé disfunzioni del pavimento pelvico, per la cui cura è fondamentale un corretto iter di educazione e riabilitazione supervisionato da fisioterapisti esperti e l'ausilio di dispositivi anche ad uso domestico. Questo porta a migliore gestione del dolore pelvico e delle implicazioni tipiche della patologia, tra cui dolori ai rapporti sessuali, deficit urinari o defecatori;

5. AGOPUNTURA: rivolgersi ad un medico specializzato in agopuntura può essere un ausilio utile nella gestione del dolore cronico. Ad oggi questa tecnica è universalmente riconosciuta come supporto e alle volte risoluzione di stati dolorifici o infiammatori cronici, nonché sulla possibilità di migliorare l’assetto di fertilità di un individuo;

6. SUPPORTO PSICOLOGICO: 7-10 anni di ritardo diagnostico e lo scetticismo nel dolore che prova un paziente affetto da un dolore costante e invisibile come quello dell'endometriosi, porta con sé strascichi inenarrabili nella psiche di una persona; ecco che risulta fondamentale affiancare un supporto psicologico, da personale esperto, per meglio affrontare tutti i risvolti emotivi che la patologia porta con sé;

7. STILE DI VITA: sembra una banalità ma dormire correttamente e il giusto numero di ore, bere a sufficienza durante la giornata, praticare meditazione, imparare a respirare correttamente e a gestire lo stress, sono solo alcune delle azioni che possono essere messe in campo per alleviare la sintomatologia dolorosa e migliorare così la propria quotidianità;

8. TERAPIE TERMALI E FANGOTERAPIA: esiste un’evidenza scientifica crescente sull’utilità di terapie idrotermali e fangoterapia nella gestione dell’infiammazione cronica e dello stress, due dei cardini tipici della patologia, da controllare anche con l’ausilio di queste metodiche;

9. CONOSCERE I PROPRI DIRITTI: impatto psicologico e conseguenze sul lavoro, assenteismo, improduttività, presa in giro, demansionamento e mancato avanzamento di carriera, discriminazione, rappresentano fonte di grande stress che rende ancora più difficile la quotidianità di una persona costretta spesso a convivere con dolori cronici e invalidanti: ecco che conoscere i propri diritti diventa fondamentale al fine di creare un ambiente di lavoro sano ove la paziente può sentirsi al sicuro;

10. CIRCONDARSI DI PERSONE CHE CI SUPPORTANO: convivere con una patologia cronica, invisibile e “invisibilizzata” porta con sé, come abbiamo visto, tantissimi risvolti negativi. Uno studio scientifico ha dimostrato di quanto la presenza di un partner o di familiari che supportano e comprendono la paziente, modifichi radicalmente la quotidianità e la gestione della malattia in positivo, rendendo più gestibile l'impatto sociale, lavorativo e relazionale di quell'individuo.

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