West Nile, dai sintomi al contagio fino alle cure: cosa è il virus trasmesso dalla zanzara

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario

West Nile, dai sintomi al contagio fino alle cure: cosa è il virus trasmesso dalla zanzara
West Nile, dai sintomi al contagio fino alle cure: cosa è il virus trasmesso dalla zanzara
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Sabato 16 Luglio 2022, 18:30 - Ultimo aggiornamento: 18:38

West Nile, o meglio la febbre West Nile (West Nile Fever), la malattia che ha provacato in Veneto il decesso di un anziano di 83 anni - e che nel 2020 ha fatto ben 5 morti -  è causata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), della famiglia dei Flaviviridae e isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Come spiega il sito dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America e i suoi serbatoi sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo.

Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

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Sintomi 

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

Diagnosi

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

 

Come difendersi?

Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente: usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto; usando delle zanzariere alle finestre;
svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante; cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali; tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

Piani di sorveglianza

La Regione Veneto ha attivato già dalla scorsa primavere tutti i piani di sorveglianza previsti per le malattie trasmesse da vettori quali la West Nile, messi in opera dalle Aziende Ulss in accordo con i Comuni. Il primo bollettino emesso, pubblicato sul sito della Regione - precisa la Direzione Prevenzione - è stato definito nella giornata di ieri, e non contiene il decesso del paziente formalizzato oggi. Indica la presenza di alcuni focolai di zanzare infette, già individuati nelle province di Vicenza, Venezia, Verona, Rovigo e Padova.

Nel bollettino i casi confermati di West Nile con forma neuroinvasiva erano fino a ieri 2; un caso di Wn fever probabile. La Regione segnala che sono stati riscontrati positivi al test anche due donatori attraverso lo screening che viene effettuato in tutto il territorio regionale a partire dal riscontro della prima positività nelle zanzare, avvenuto il 7 giugno scorso. Le strutture sanitarie venete effettuano la verifica tramite esame del sangue in tutte le persone che presentano sintomi riconducibili alla West Nile e sui donatori di sangue su tutto il territorio.

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