Vino rende il cervello più piccolo? Bassetti contro Viola: «Non estremizzare i messaggi»

Altra obiezione del medico è che il vino «è molto diverso rispetto alle sigarette, perché le sigarette o altre sostanze anche in bassa quantità possono avere un effetto cancerogenetico. Il vino, evidentemente, con quantità minori, credo che non ce l'abbia»

Vino rende il cervello più piccolo? Bassetti contro Viola: «Non estremizzare i messaggi»
Vino rende il cervello più piccolo? Bassetti contro Viola: «Non estremizzare i messaggi»
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Domenica 22 Gennaio 2023, 17:23 - Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 08:57

Una foto con in primo piano il calice con un fondo di vino rosso. L'infettivologo Matteo Bassetti, risponde così, via Facebook, a una riflessione sugli effetti legati al consumo di alcol affrontata in un'intervista dall'immunologa Antonella Viola. La docente dell'Università di Padova, che appoggia la scelta dell'Irlanda di indicare sulle bottiglie di vino e alcolici i rischi per la salute, in un'intervista al Corriere del Veneto, per motivare la sua posizione cita alcuni studi che indicano un rischio aumentato per alcune forme di tumore e possibili effetti sul cervello, concludendo che «insomma, chi beve ha il cervello più piccolo». Ma per il direttore di Malattie infettive all'Ospedale San Martino di Genova, il suo «è un messaggio corretto dato nella maniera sbagliata», spiega all'Adnkronos Salute.

Bassetti e la comunicazione sul vino

«Credo che sia giusto dire alle persone che non bisogna esagerare, che il vino può far male quando si usano delle grandi quantità. Però», osserva Bassetti, non lo è altrettanto dire, «in un Paese come il nostro dove siamo cresciuti in qualche modo con la cultura del vino, che rimpicciolisce il cervello o che è come l'amianto o chissà quale altro tipo di sostanza cancerogena». Bassetti ne fa una questione di comunicazione, anche. «Nel senso che dire che bere con moderazione non dovrebbe causare problemi è una cosa secondo me molto importante. Anche perché ci sono numerosi studi scientifici che dimostrano che in alcuni setting piccole quantità di vino non solo non fanno male, ma possono addirittura far bene. È chiaro che è il problema dell'etanolo e di quelli che possono essere i danni che il vino può provocare, ma è sempre un discorso tra la moderazione e il consumo saltuario». Altra obiezione del medico è che il vino «è molto diverso rispetto alle sigarette, perché le sigarette o altre sostanze anche in bassa quantità possono avere un effetto cancerogenetico. Il vino, evidentemente, con quantità minori, credo che non ce l'abbia».

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La posizione di Pregliasco

«Il vino sicuramente rappresenta un rischio per la salute nel momento in cui lo si consuma in modo non congruo. Ritengo che una demonizzazione totale come sempre non abbia senso. E che, come sempre, sia necessario praticare il buonsenso», perché «il resveratrolo presente nel vino rosso, ad esempio, ha un'azione positiva e immunostimolante e quindi serve ragionevolezza». La invoca il virologo dell'Università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, commentando all'Adnkronos Salute la riflessione dell'immunologa Antonella Viola sugli effetti legati al consumo di alcol. «Di sicuro, però - sottolinea - è giusto lanciare un messaggio sui superalcolici e su altri prodotti magari destinati ai giovani», fra i quali non prevale un'attenzione all'«elemento qualità, ma che a volte puntano solo allo 'sballò» e in questo senso «è necessario evidenziare i rischi per la salute, il pericolo di incidenti e quant'altro». Ma alla demonizzazione assoluta il medico dice no.

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