Variante Omicron, Garattini: «Ora i governi si alleino per immunizzare i Paesi poveri del mondo»

Il farmacologo, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: è l'era della globalizzazione, solo così saremo in grado di proteggere tutti

Variante Omicron, Garattini: «Ora i governi si alleino per immunizzare i Paesi poveri del mondo»
Variante Omicron, Garattini: «Ora i governi si alleino per immunizzare i Paesi poveri del mondo»
di Valentina Arcovio
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Sabato 27 Novembre 2021, 06:01 - Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 11:19

«La nuova variante che arriva dal Sudafrica ci ricorda che per uscire da questa pandemia dobbiamo vaccinare tutto il mondo, specialmente i paesi più poveri. A cominciare dall'Africa». Ne è convinto il farmacologo Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, secondo il quale è urgente una strategia di immunizzazione globale.


Professore, non è più giusto che ogni paese dia priorità alla vaccinazione della propria popolazione?
«No. E non lo dico solo perché ritengo che il sostegno alla vaccinazione dei paesi più poveri sia un atto di solidarietà. Anzi, vaccinare il mondo e sostenere i paesi che da soli non ce la fanno è un atto egoistico. Significa pensare prima di tutto al proprio benessere. Non possiamo più ragionare localmente. Questo virus ci sta dimostrando che nell'era della globalizzazione siamo tutti cittadini del mondo. Ora un paese può proteggersi dal virus con i vaccini attualmente disponibili, ma cosa succede se nei paesi in cui i vaccini non ci sono emerge una variante più aggressiva e più contagiosa o addirittura una variante insensibile ai vaccini? Bisognerà ricominciare tutto da capo».


Con la variante del Sudafrica siamo già a questo punto?
«Ancora non sappiamo con accuratezza quanto sia più pericolosa. Sappiamo che ha subito dei cambiamenti nella proteina Spike che potrebbero renderla più contagiosa. Dunque è corretto quello' che ha fatto il ministero della Salute chiudendo ai voli dal Sudafrica e dai Paesi limitrofi. Ora ci saranno studi per valutare se in qualche modo i vaccini essere o meno aggiornati per rispondere meglio a questa variante. Ma dobbiamo fare di più».

 


Qual è la strategia giusta?
«Una grande alleanza internazionale che si faccia carico della vaccinazione dei paesi che da soli non ce la possono fare. Pensiamo all'Africa, dove solo il 2 per cento circa della popolazione è vaccinata. Servono vaccini, tanti, e servono soldi. Ma è necessario per proteggere tutti noi dalla minaccia delle varianti di Sars-CoV-2. Tutti i paesi del mondo devono fare sistema e passare dalle promesse ai fatti».


Crede che non si stia facendo abbastanza a livello globale?
«Tutti i governi dei paesi più ricchi hanno preso l'impegno di vaccinare i paesi poveri, ma alla fine è stato fatto poco. Ci stiamo concentrando tanto sul convincere chi non si vuole vaccinare che abbiamo dimenticato che là fuori ci sono paesi che vogliono i vaccini ma che non possono averli».



Suggerisce di lasciare i No Vax al loro destino?
«No. Anzi secondo me ora abbiamo bisogno di prendere decisione coraggiose. E dare il Green Pass anche con il tampone, che è solo una mera fotografia del momento, non lo è. Quello che suggerisco è di avere un approccio al problema diverso, globale. Ci si sta sforzando così tanto di agire localmente, anche all'interno degli stessi paesi, che ci si dimentica che il virus non è così selettivo».

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