Variante Kraken, primi 4 casi in Veneto. «Maggiore capacità di diffondersi». E in Gran Bretagna preoccupa Orthrus

Non è noto se il materiale biologico riguardi persone di ritorno dall'estero, né se gli interessati siano residenti sul territorio regionale

Variante Kraken, primi 4 casi in Veneto. «Maggiore capacità di diffondersi». E in Gran Bretagna preoccupa Orthrus
Variante Kraken, primi 4 casi in Veneto. «Maggiore capacità di diffondersi». E in Gran Bretagna preoccupa ​Orthrus
di Mario Landi
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Venerdì 20 Gennaio 2023, 09:39 - Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 08:28

La variante Kraken è arrivata in Veneto. La sottovariante XBB.1.5, ormai conosciuta con il nome del leggendario mostro marino, è stata trovata in quattro campioni repertati fra le province di Venezia, Vicenza e Verona. «Sta destando preoccupazione per la sua capacità di diffondersi, che sembra essere superiore a quella delle altre varianti in circolazione, ma fortunatamente non per la sua aggressività», afferma al Gazzettino la biologa Alice Fusaro, del laboratorio di genomica e trascrittomica virale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

A darne notizia è stato ieri lo stesso Izsve. La presenza di Kraken è stata rilevata su due tamponi effettuati nel Vicentino e nel Veronese, i quali vanno così ad aggiungersi ai due analizzati dall'unità Genetica e Citogenetica dell'ospedale dell'Angelo a Mestre. Non è noto se il materiale biologico riguardi persone di ritorno dall'estero, né se gli interessati siano residenti sul territorio regionale.

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Aggiunge la biologa Fusaro: «Non sappiamo se, come negli Stati Uniti, questa variante diventerà dominante in Europa e se potrà avere un impatto nel numero di casi. Tuttavia, allo stato attuale si ritiene che sia improbabile possa causare seri problemi in un Paese come l'Italia, con un'elevata copertura immunitaria data dalla vaccinazione e da precedenti infezioni. Per ora la sua frequenza in Europa è ancora bassa, circa del 4% nelle ultime due settimane, e in Italia il numero dei casi riportati è ancora sporadico. Continueremo a monitorare attentamente la diffusione della XBB.1.5 e l'acquisizione di ulteriori mutazioni che potrebbero aumentare la capacità di evasione dalla risposta immunitaria».

Bisognerà poi vedere cosa accadrà con Orthrus, che sta destando molte attenzioni nel Regno Unito, dove dall'inizio di gennaio è salita al 23%.

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