Vaccino, il richiamo in vacanza: appello per somministrare le seconde dosi anche lontano da casa

Sabato 8 Maggio 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccino, il richiamo in vacanza: appello per somministrare le seconde dosi anche lontano da casa

«Avremo un confronto come Regioni con il commissario Figliuolo per verificare la possibilità che a una persona vaccinata con la prima dose possa essere somministrata la seconda in vacanza. Stiamo vedendo se è possibile organizzare tutto questo» dice Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia e nuovo presidente della Conferenza delle Regioni.

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Questa proposta che sembra correre in parallelo con le frasi pronunciate, l’altro giorno, dal commissario Francesco Figliuolo che aveva spiegato di volere organizzare nelle località balneari o montana, molto frequentate nel periodo estivo, dei centri per immunizzare i più giovani. L’obiettivo è non fermare la campagna vaccinale anti Covid durante le ferie, quando i più anziani, dunque i più sensibili alla necessità di proteggersi, avranno già avuto la doppia inoculazione. Fino ad oggi c’è sempre stata carenza di dosi. A luglio e agosto, anche a causa di una possibile rimozione collettiva del problema di fronte a una probabile riduzione dei contagi, a mancare sarà un numero sufficiente di persone disposte a vaccinarsi.

 

Ecco perché, è il ragionamento di fondo, bisogna organizzarsi anche nelle località turistiche. L’estate scorsa ci fu l’ubriacatura di un Paese che pensò che l’epidemia fosse finita: l’imprudenza delle vacanze pose le basi per un terribile autunno; l’estate 2021 potrebbe avere un altro effetto collaterale: la campagna vaccinale chiude per ferie, allontanando pericolosamente l’obiettivo del 70 per cento degli italiani protetti entro fine settembre. Ma davvero è fattibile una operazione che consenta a una persona di vaccinarsi con la prima dose nella sua città e con la seconda in un’altra regione, dove si troverà in vacanza, in Sardegna, in Sicilia, sulle Dolomiti o nella riviera romagnola (per fare degli esempi)?

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Fedriga frena: «Noi pensiamo soprattutto a casi particolari di persone che hanno il domicilio dove lavorano, ad esempio a Roma, e la residenza in un’altra regione, dove è nata e dove torna in estate. Perché non consentirle di ricevere la seconda dose dove si trova in vacanza e magari ha ancora la residenza? Risulta, però, più complicato pensare a vaccinazioni di massa nelle località turistiche, indiscriminatamente per tutti». Sarebbe difficile prevedere un meccanismo di compensazione tra Regioni? «Non è tanto quello - replica Fedriga - le fiale in fondo si possono spostare. Ïl problema è il personale. Organizzare centri vaccinali, aperti a tutti, nelle mete turistiche rischia di mandare in crisi il sistema sanitario delle regioni con molti visitatori». Discorso differente è prevedere degli hub vaccinali ad esempio sulla costa, vicino alle spiagge, ma destinati comunque solo agli abitanti di quella regione. Ad esempio, nel Lazio lunedì scorso è stato inaugurato un grande punto vaccinale ad Ostia, nel Centro federale nuoto del Polo acquatico Frecciarossa, che effettua fino a 800 inoculazioni al giorno. Altre regioni, come l’Emilia-Romagna, stanno pensando sì alle vaccinazioni in spiaggia, ma per proteggere gli operatori balneari e garantire dunque località “Covid free”. Racconta il governatore Stefano Bonaccini: «Noi non abbiamo nessuna isola, però, visto che stiamo mettendo al riparo la popolazione anziana e la popolazione fragile, stiamo valutando sulle spiagge romagnole e nei luoghi di maggiore affollamento turistico se vaccinare gli operatori, quelli degli stabilimenti balneari, una volta che abbiamo raggiunto i target per le età, con una via anche prioritaria».

In parallelo stanno partendo le vaccinazioni nelle isole minori, meta dei turisti, ad esempio in Sicilia il governatore Musumeci ha appena lanciato la campagna vaccinale a Lampedusa (hanno aderito in 1.300 su 3.000 cittadini). Il generale Figliuolo ha iniziato le immunizzazioni agli over 18 senza prenotazione alle Eolie, in Sicilia, e a Capraia, in Toscana. Non si parla dei visitatori, ma dei residenti. Nella struttura commissariale c’è perplessità rispetto all’idea di organizzare una vaccinazione spezzata in due, con la prima dose nella regione di residenza, la seconda in quella in cui si stanno trascorrendo le vacanze. Ad oggi - è la tesi di chi frena - rischia di complicare l’operazione “vaccinazione di massa”, semmai è un discorso che si potrà cominciare quando (e se) ci sarà una tale abbondanza di dosi da rendere inutile ogni filtro. Resta però la necessità di alimentare la campagna vaccinale anche durante le ferie e su questo il professor Gianni Rezza, direttore Prevenzione del Ministero della Salute, non ha dubbi: «Più si vaccina in ogni luogo, più persone si vaccinano, meglio è. Anche in vacanza, se serve».
 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 10:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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