Quarta dose, Ema e virologi: ecco perché i richiami non saranno troppo frequenti

L'esperto dell'agenzia europea: «Non possiamo continuare a dare booster ogni tre o quattro mesi»

Quarta dose, Ema e virologi: ecco perché i richiami non saranno troppo frequenti
Quarta dose, Ema e virologi: ​ecco perché i richiami non saranno troppo frequenti
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 11:13 - Ultimo aggiornamento: 17:04

«Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi». Lo sottolinea Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell'Ema, durante un briefing video con la stampa in collegamento dalla sede di Amsterdam. Cavaleri ha precisato che all'agenzia «siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve». Una strategia, che secondo il responsabile vaccini, non sarebbe sostenibile a lungo termine. 

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Le perplessità sulla quarta dose

«Se scegliamo una strategia per la quale diamo dosi ogni quattro mesi, finiremo potenzialmente per avere problemi con la risposta immunitaria» che «potrebbe non essere così buona come vorremmo che fosse, quindi dovremmo fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario con ripetute immunizzazioni». Secondo l'Ema ci sarebbe anche il rischio di «affaticare la popolazione con continue somministrazioni di booster» che quindi se «dovesse essere l’unica soluzione, allora si potrà fare una volta o forse due, ma non è una cosa che possiamo ripetere costantemente». Secondo Cavaleri, il ricorso ai richiami «potrebbe essere considerato parte di un piano di emergenza».

 

Un messaggio simile arriva dall'Oms: secondo gli esperti dell'Organizzazione mondiale della Sanità la soluzione sarebbero vaccini contro il Covid-19 (leggi, specifico contro la variante Omicron) anziché «una strategia di vaccinazione basata su richiami ripetuti» dei vaccini attuali, la quale «ha poche possibilità di essere appropriata o sostenibile». 

La frenata degli esperti 

E la strategia del "forever boosting" sarebbe poco praticabile anche secondo gli scienziati americani. Il 73% per cento degli americani adulti, riporta il New York Times, hanno completato il ciclo vaccinale, ma solo un terzo hanno deciso di fare anche il booster. «Anche se esistono vaccini che vengono somministrati periodicamente - spiega al Nyt l'immunologo dell'università di Yale Akiko Iwasaki - credo ci siano modalità migliori dei booster ogni sei mesi». Una strategia «insostebille a lungo termine» anche secondo Deepta Bhattacharya, immunologo all'Università dell'Arizona.

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