Vaccino in vacanza, l'ok di Figliuolo: «Forniremo le dosi, ma solo in via eccezionale»

Giovedì 10 Giugno 2021 di Francesco Malfetano
Vaccino in vacanza, l'ok di Figliuolo: «Forniremo le dosi, ma solo in via eccezionale»

Alla fine hanno vinto le Regioni. Il commissario Figliuolo infatti, dopo settimane di braccio di ferro, almeno sulla carta, ha ceduto sulla possibilità di vaccinarsi in vacanza e ha fatto sapere che si occuperà di compensare ai governatori le dosi in più somministrate ai turisti. Ad annunciarlo lo stesso militare che, anticipando una lettera inviata proprio ai presidenti di Regione, ha fatto sapere come quella che fino ad oggi per la struttura commissariale era rimasta un'ipotesi remota, ora è una possibilità concreta.

«Se qualcuno dovesse pensare di non poter rientrare per effettuare il richiamo - ha detto in conferenza stampa - le regioni si stanno impegnando a fare in modo che si possa fare la seconda dose in un'altra regione nella quale si trascorre la propria vacanza». I sistemi informativi «saranno allineati in modo che tutto il flusso dei dati avvenga correttamente e ci sia la corretta registrazione» ha aggiunto prima di cedere ulteriormente il passo: «a tutto questo seguirà un'attività della struttura commissariale di bilanciamento di dosi dal punto di vista logistico».

Attenzione però. Nelle intenzioni di Figliuolo non si tratta di un addio né alla linea della «flessibilità» né tanto meno a quella delle «ferie organizzate in base al richiamo» propugnate fino a qualche giorno fa. Tant'è che il Commissario non solo ha precisato come la possibilità di ricevere la seconda dose fuori dalla propria regione dovrà essere un'eccezione, quanto - proprio poco prima dell'annuncio a favore dei governatori - intervenendo a Radio24 ha definito la misura «più uno spot che una necessità». In altre parole la macchina delle vaccinazioni ora è talmente rodata a livello nazionale da poter permettersi qualche strada alternativa. E pazienza se questo possa apparire come una parziale retromarcia (da aggiungere a quelle sulle fasce di età e le isole Covid free) o comunque una decisione presa con un po' di ritardo.

LA ROTTA

A tracciare la rotta già diverse settimane fa erano state Piemonte e Liguria (in seconda battuta si era mosso anche il Veneto) che avevano siglato un'intesa bilaterale per la somministrazione dei vaccini ai turisti residenti nell'altra regione. Proprio su questo accordo si basa la decisione di Figliuolo che, ovviamente, riguarda tutte le Regioni.

In verità però, le modalità con cui ciò possa avvenire non è ancora del tutto chiaro. Il dubbio più consistente, come fanno sapere alcuni dei tecnici delle Regioni al lavoro sul dossier, riguarda i tempi. Per il commissario infatti, la seconda dose fuori regione va destinata solo «a lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori della Regione di residenza per un periodo di permanenza congruo». Ecco, il criterio di questa congruità semplicemente non esiste. Alcuni governatori spingono per due settimane, altri - e qui risiede la richiesta di Figliuolo di rendere la pratica eccezionale - preferirebbero invece parlare di almeno 21 giorni. «In questo modo i candidati si sfoltiscono di molto e ci sono meno difficoltà logistiche». Non solo. Da chiarire c'è anche chi si occuperà di comunicare alla regione di appartenenza del turista vaccinato che questo ha già ricevuto la seconda dose. Anche qui le strade percorribili sono diverse e portano, da un lato, ad un onere per lo stesso cittadino e, dall'altro, alla necessità di istituire un nuovo archivio condiviso tra le Regioni.

 

 

Nessuna delle soluzioni è impraticabile ma richiede sforzi e tempi lunghi. Non in Puglia però. Nel tacco dello stivale infatti l'operazione richiamo in vacanza è già scattata e ci sono già stati i primi turisti immunizzati. Come? In maniera non proprio automatica. Qualche giorno fa infatti, mentre la Regione aveva comunque quasi completato i lavori per aprire il proprio sito di prenotazione anche ai non residenti, i primi vacanzieri si sono presentati agli hub spiegando la propria necessità di ricevere il richiamo e sono stati accontentati. «Un tentativo estremo» ha raccontato a Mattino 5 l'intera famiglia torinese, che non potrà essere la regola.

ASTRAZENECA

Intanto però c'è da registrare come la campagna vaccinale potrebbe subire un altro scossone. Oggi infatti il Comitato tecnico scientifico dovrebbe fornire nuove indicazioni su AstraZeneca, rimodulando le proprie raccomandazioni e limitandone l'uso agli over 40 o agli over 50. Un intervento che rischia di affossare il ricorso agli open day da parte delle Regioni (la Campania ha già riconvertito quello previsto da domani al 13 giugno con dosi Pfizer e Moderna) resosi necessario dopo che alcuni studiosi, citando dei report britannici, hanno fatto notare come la circolazione del virus in calo modifichi per i più giovani il rapporto tra rischi e benefici del vaccino anglo-svedese. Un'evidenza rimarcata soprattutto dal tragico episodio di Genova, dove martedì una 34enne - ora in terapia intensiva - è stata colpita da una trombosi sospetta a circa 10 giorni di distanza dal giorno in cui ha ricevuto il vaccino.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA