Vaccino Covid Pfizer, tutti i problemi e i tempi per portarlo in Italia: arrivo dopo metà 2021

Lunedì 9 Novembre 2020 di Mauro Evangelisti
Vaccino Covid Pfizer, tutti i problemi e i tempi per portarlo in Italia: arrivo dopo metà 2021

Accolti con soddisfazione ma anche con prudenza da tutto il mondo scientifico, i risultati molto promettenti del vaccino sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca BioNTech spalancano le porte a due domande: arriverà in Italia? E quando? Prima di tutto, va sempre ricordato che ancora non c’è la validazione delle autorità sanitarie (in America l’Fda). E bisogna avere chiaro un concetto: il vaccino di Pfizer e BioNTech è del tipo che richiede due somministrazioni, dunque due dosi per ogni persona. Arriverà in Italia? Sì, perché arriverà in Europa. La Commissione europea ha siglato «contratti di preacquisto con tre case farmaceutiche che stanno sviluppando un vaccino contro la Covid-19, AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson. Stiamo negoziando contratti con altre tre compagnie, inclusa Biontech-Pfizer».

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L'Europa

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione ha annunciato che sarà siglato un contratto con Pfizer-BioNTech per l’acquisto di 300milioni di dosi di vaccino. Non viene chiarito se si tratta di 300milioni di coppie di dosi (dunque per vaccinare 300milioni di persone) o se invece di singole dosi (dunque per 150milioni). In Unione europea vivono 446 milioni di abitanti: la prima fornitura non sarà sufficiente per tutti, ma comunque, se l’efficacia sarà confermata, una somministrazione di massa taglierebbe drasticamente la circolazione del virus.

L'arrivo in Italia

Quando arriverà in Italia? Difficilmente prima della fine del primo semestre del 2021. Per diversi motivi: il primo è che Pfizer e BioNTech, che stanno già producendo 50 milioni di dosi, hanno un canale preferenziale con gli Stati Uniti, visto che, ricorda il New York Times, «l’amministrazione Trump ha siglato un contratto da 1,9 miliardi di dollari a luglio per la consegna di 100 milioni di dosi entro dicembre e l’opzione per acquisire 500 milioni di dosi in più». Anche il Giappone ha opzionato 120 milioni di dosi. Va detto che Pfizer e BioNTech garantiscono la produzione di 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021.

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I problemi

C’è però un problema organizzativo non di poco conto. Questo tipo di vaccino, basato sull’mRNA, così come quello di Moderna (altro colosso americano) ma diversamente da quello di Oxford-Irbm-AstraZeneca (anche questo in dirittura d’arrivo), deve essere necessariamente conservato a meno di 80 gradi sottozero. Dal punto di vista organizzativo, si tratta di una operazione molto complicata, per la quale andranno studiate strategie e preparate infrastrutture. Nel Regno Unito e in Germania la pianificazione della campagna di vaccinazione anti Covid è già cominciata, in Italia ancora si deve partire. In sintesi: prima della fine del primo semestre 2021 difficilmente nel nostro Paese sarà stata completata una vaccinazione massiccia. Discorso differente va fatto se invece il vaccino sviluppato da Oxford-Irbm-AstraZeneca sarà autorizzato entro la fine dell’anno: su questo non solo l’Italia ha una prelazione su milioni di dosi, ma anche dal punto di vista organizzativo, non dovendo ricorrere alle celle frigorifere per la conservazione, tutto sarebbe relativamente più semplice. Attualmente in totale sono 11 i vaccini arrivati alla fase 3 della sperimentazione, quella finale. Per 6 addirittura è già iniziata la somministrazione su alcune categorie di persone (in Cina all’Esercito e agli operatori sanitari di una zona del Paese, negli Emirati Arabi agli operatori sanitari, in Russia c’è l’approvazione per un primo utilizzo per due vaccini differenti). Va sempre ricordato che più vaccini risulteranno efficaci, più rapidamente sarà possibile superare la fase difficile della pandemia.

 

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Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 15:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA