Vaccino, si può bere alcolici prima e dopo la dose? Effetti collaterali (e perché è meglio evitare). Pregliasco: «Le canne? Nessun problema»

Domenica 6 Giugno 2021 di Simone Pierini
Vaccino, si può bere alcolici prima e dopo la dose? Effetti collaterali (e perché è meglio evitare)

Vaccino e alcol, si può bere prima e dopo la dose? È una delle tante domande a cui sono chiamati a rispondere in questi giorni medici e operatori sanitari alle prese con le vaccinazioni dei giovani. La risposta è che sarebbe meglio meglio evitare. A raccomandarlo è la Società Italiana di Alcologia (Sia) anche in seguito a quanto è recentemente accaduto nel centro vaccinale di Messina, dove si è tentato di avvicinare i giovani alla vaccinazione attraverso l'offerta di birra artigianale. Gli alcolici vanno quindi evitati nei giorni vicini alla vaccinazione anti Covid-19. 

 

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Astenersi 15 giorni prima e 15 giorni dopo

«La Società Italiana di Alcologia e l'Osservatorio Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) da diversi mesi raccomandano di non consumare alcolici nei giorni precedenti e successivi la vaccinazione», rileva la società scientifica in una nota. «La raccomandazione - osserva il presidente nazionale della Sia, Gianni Testino - è di astenersi dal consumo alcolico almeno 15 giorni prima e 15 giorni dopo ogni vaccinazione, o per lo meno di non superare i dosaggi che rientrano nel 'basso rischiò», pari a «una unità alcolica al giorno».

 

 

 

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Gli effetti collaterali

È una misura di precauzione necessaria, considerando che il consumo di alcol, anche a bassi dosaggi, «riduce l'attività del sistema immunitario acquisito e innato», al punto che per alcune funzioni, come quelle delle cellule T, «si ripristina un'ottimale azione dopo circa 30 giorni di astensione» e delle cellule dendritiche che hanno il compito di catturare l'antigene dando il via al processo di generazione degli anticorpi. Il consumo di alcol ha riflessi anche sulle piastrine, componenti del sangue che contribuiscono alla coagulazione, e la situazione normale viene ripristinata nell'arco di una settimana. Queste osservazioni, pubblicate nel sito Epicentro dell'Iss, si sommano al fatto che «il consumo di alcolici attraverso la costituzione di 'un organismo infiammatò» possa aggravare un'eventuale infezione Covid-19.

 

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Lo studio sul New York Times

Un consumo importante di alcol in particolare a lungo termine, può sopprimere il sistema immunitario e potenzialmente interferire con la risposta del vaccino, secondo gli esperti. A evidenziarlo è il New York Times in un approfondimento. Secondo gli studiosi poiché possono essere necessarie settimane dopo il vaccino affinché il corpo generi livelli protettivi di anticorpi contro il coronavirus, tutto ciò che interferisce con la risposta immunitaria sarebbe motivo di preoccupazione. «Se si è veramente bevitori moderati - evidenzia Ilhem Messaoudi, direttrice del Center for Virus Research presso l'Università della California Irvine, che ha condotto una ricerca sugli effetti dell'alcol sulla risposta immunitaria - allora non c'è un rischio particolare. Ma occorre essere molto consapevoli di cosa significhi veramente bere moderatamente. È pericoloso assumere grandi quantità di alcol perché gli effetti sui sistemi biologici, compreso quello immunitario, sono piuttosto gravi e si verificano abbastanza rapidamente dopo essere usciti dalla zona moderata».

 

Alcune delle prime preoccupazioni sull'alcol e sulla vaccinazione Covid hanno iniziato a circolare dopo che un funzionario sanitario russo ha avvertito a dicembre che le persone dovrebbero evitare l'alcol nelle due settimane prima di essere vaccinate e poi astenersi per altri 42 giorni. Il suo avvertimento ha avuto un contraccolpo importante in Russia, Paese che ha uno dei più alti tassi di consumo di alcol al mondo. Anche negli Stati Uniti, alcuni esperti affermano di aver ricevuto domande frequenti relative al fatto che sia sicuro bere durante il periodo della vaccinazione. Un altro motivo per moderare l'assunzione di alcol è che il consumo eccessivo, insieme ai postumi di una sbornia che può derivarne, può potenzialmente amplificare gli eventuali effetti collaterali del vaccino Covid, tra cui febbre, malessere o dolori muscolari, e far sentire peggio.

 

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Perché è importante vaccinarsi: il rapporto Iss su efficacia

I dati più recenti, relativi a un periodo compreso fra 105 e 112 giorni dalla prima dose del vaccino anti Covid-19, suggeriscono «una protezione protratta nel tempo». Lo indica il secondo rapporto redatto dal gruppo di lavoro 'Sorveglianza vaccini Covid-19' di Istituto Superiore di Sanità ( Iss) e ministero della Salute, che aggiorna quello del 15 maggio scorso e anche questo frutto dell'analisi congiunta dei dati dell'anagrafe nazionale vaccini e della sorveglianza integrata Covid-19 «A partire dai 105-112 giorni dalla vaccinazione - si legge nel rapporto - si osserva una ulteriore riduzione del rischio di diagnosi, con un effetto simile negli uomini, nelle donne e in persone in diverse fasce di età». I dati confermano quelli rilevati nel primo rapporto, relativi a 13,7 milioni di persone vaccinate, con il rischio di decesso che scende del 95% e la riduzione del rischio di ricevere una diagnosi e di essere ricoverati in terapia intensiva, rispettivamente dell'80% e del 90%. Il nuovo rapporto, riferito a circa 14 milioni di persone vaccinate con almeno una dose, arriva ad una valutazione a oltre 130 giorni dalla somministrazione della prima dose. Rispetto al rapporto precedente, nella popolazione studiata sono aumentati i soggetti vaccinati nella classe di età da 40 anni in su e si riscontra un aumento delle vaccinazioni con Comirnaty (Pfizer/BioNTech) e Vaxzevria (AstraZeneca) e l'inizio delle somministrazioni del vaccino Janssen (Johnson&Johnson).

 

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Pregliasco: «Vaccini e canne? Nessun problema»

«Se uno si fa le canne può vaccinarsi tranquillamente, non c'è nessun problema». Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano, ai microfoni di 'Un giorno da pecorà su Rai Radio1, che ha riferito, divertito, la domanda postagli da due giovani al Centro vaccinale di Novegro, del gruppo San Donato, dove ieri ha prestato il suo servizio.

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 17:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA