Vaccini, sotto i 65 anni cambia piano: dosi anche ai trentenni, si apre a tutte le classi di età

Lunedì 26 Aprile 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccini, sotto i 65 anni cambia piano: dosi anche ai trentenni, si apre a tutte le classi di età

Protetti gli over 65, ci sarà maggiore flessibilità nella campagna vaccinale, con l’avvio delle immunizzazioni, a prescindere dall’età, anche nelle aziende. Il generale Francesco Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid, ieri ha fatto questa sintesi: voglio sottoporre al vaglio del Comitato scientifico un piano che preveda, una volta vaccinati gli over 65 e i fragili, l’apertura - in maniera parallela con punti di somministrazione multipli - a tutte le categorie dai 31 ai 64 anni. Che cosa significa? In serata Figliuolo ha aggiunto: «Dopo la massa critica degli over 65 in sicurezza, ci saranno vaccini per tutti in maniera parallela».

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Detta così, sembra che un 31enne potrà vaccinarsi contemporaneamente a un 63enne, scelta discutibile visto che tra i sessantenni il tasso di letalità è del 2,3 per cento, tra i trentenni dello 0,04. Più probabile che il piano punti a un modello simile a quello che sta seguendo il Lazio: aprire le prenotazioni per classi di età in forma graduale a scendere, senza però attendere di avere terminato quelle precedenti, in modo da mantenere costante il flusso delle persone che si vaccinano. Non solo: la nuova strategia potrà anche fare partire l’operazione di immunizzazione all’interno delle grandi aziende, perché a quel punto, senza dovere rispettare le classi di età, tutto sarà più semplice.

CONDIZIONI
Per farlo, comunque, è necessario avere a disposizione molte dosi, molte più di quelle che ci sono oggi, in modo da non penalizzare coloro che rischiano di più se si contagiano. I mesi dell’abbondanza dei vaccini, salvo brutte sorprese, dovrebbero essere quelli di luglio e agosto. I numeri ribaditi ieri da Figliuolo prevedono 62 milioni di dosi nel trimestre in corso, 94 in quello successivo. Anche in caso di incidenti di percorso, comunque vi sarebbero margini per immunizzare un numero elevatissimo di italiani, di fatto non si dovrebbe più centellinare le dosi scegliendo di proteggere chi rischia di più, ma si potrebbe realizzare la vera campagna di vaccinazione di massa. Un esempio per tutti: Johnson&Johnson tra luglio e settembre promette la fornitura di 15.943.184 dosi. Visto che è sufficiente una sola iniezione con questo vaccino, quel numero indica quanti italiani potranno essere protetti con solo quel tipo di farmaco. Il piano di Figliuolo però ha un ostacolo: su AstraZeneca e Johnson&Johnson c’è la raccomandazione dell’utilizzo solo per gli over 60. Al di là della cadenza irregolare delle forniture, le due case farmaceutiche in totale promettono 41 milioni di dosi nel terzo trimestre.

LIMITI
Ma per quella data probabilmente quasi tutti gli ultra sessantenni saranno stati vaccinati. Allora che cosa ci faremo con quelle fiale se sarà mantenuto il limite? Ecco che sta prendendo sempre più forza l’ipotesi, mai contrastata da Aifa (agenzia italiana del farmaco), di consentire la somministrazione su base volontaria anche di AstraZeneca e J&J agli under 60. Ieri il Lazio, che per venerdì aprirà le vaccinazioni alle classi 1962 e 1963, ha fatto sapere: a questa platea (58 e 59 anni) saranno dedicati tutti i vaccini, compresi AstraZeneca e Johnson & Johnson che possono essere scelti su base volontaria. Secondo Figliuolo, la richiesta alle Regioni di accelerare sugli anziani ha comunque dato buoni frutti: «Dopo l’ordinanza che ho firmato la notte del 9 di aprile, c’è stato a livello nazionale un incremento di oltre un punto percentuale al giorno sul target della vaccinazione degli over 80, almeno sulla prima somministrazione».

 

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 09:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA