Terza dose vaccino: da Moderna dimezzato alle prenotazioni tutte le domande (e le risposte)

Una guida aggiornata su come fare la terza dose del vaccino

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Raffaele Alliegro
Terza dose vaccino: da Moderna dimezzato alle prenotazioni tutte le domande (e le risposte)

Chi può fare la terza dose di vaccino contro il Covid? Come si fa a prenotare? Dove bisogna andare? E perché con Moderna la dose è dimezzata? Per trovare una risposta non è facile orientarsi tra disposizioni, circolari e aggiornamenti. Ma la sintesi è molto semplice: la terza dose di richiamo deve essere fatta 150 giorni dopo la seconda se si hanno più di 18 anni. Così la validità del green pass viene prolungata di 9 mesi. Per quanto riguarda la prenotazione, ogni regione ha sistemi differenti ma di solito è possibile prenotarsi sul web, direttamente negli hub vaccinali, dal medico di base o in farmacia.

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La terza iniezione, infine, si fa con i vaccini a mRna autorizzati in Italia, Comirnaty (Pfizer/BioNTech) oppure Spikevax (Moderna), a prescindere da quello utilizzato per la prima e la seconda. E con Moderna si utilizza soltanto metà dose perché con questo dosaggio è stata autorizzata per la terza fase, anche su richiesta della casa farmaceutica.

«È raccomandata, a partire dal primo dicembre 2021, la somministrazione di una dose di vaccino a mRna, come richiamo (booster) di un ciclo vaccinale primario, anche ai soggetti di età pari o superiore a 18 anni, nei dosaggi allo scopo autorizzati, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso».

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Così la circolare del ministero della Salute “Estensione della platea vaccinale destinataria della dose booster (di richiamo) nell'ambito della campagna di vaccinazione anti Sars-CoV-2”. La raccomandazione per la terza dose anche ai soggetti di età pari o superiore a 18 anni, si sottolinea nel documento, è stata data «tenuto conto dell'attuale evoluzione della situazione epidemiologica che vede un'aumentata circolazione del virus Sars-CoV-2 in tutto il continente europeo con un progressivo incremento dell'incidenza di nuovi casi, ricoveri ospedalieri e decessi anche in Paesi come l'Italia, a elevata percentuale di copertura vaccinale, nell'ottica di un progressivo allargamento dell'offerta del richiamo vaccinale e nel rispetto del principio di massima precauzione». Il richiamo è previsto nei dosaggi «allo scopo autorizzati (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax)».

L'irrompere della variante omicron ha del resto confermato l'importanza della terza dose. Il presidente di Moderna, Stephen Hoge, ha affermato su “Forbes” che il richiamo del vaccino mirato per neutralizzare omicron potrebbe essere pronto per la richiesta di autorizzazione negli Stati Uniti entro marzo. Il virologo americano Anthony Fauci, ricordando che l'amministrazione Biden è in contatto con le aziende farmaceutiche sulla necessità di questi “booster”, ha comunque consigliato di non aspettare per la terza dose: «La nostra esperienza con varianti come la delta è che, anche se il vaccino non è specificamente mirato alla variante, quando si ottiene un livello sufficientemente alto di risposta immunitaria si ha una protezione dalle ricadute». Vediamo allora quali sono le più frequenti domande e risposte sul richiamo, a partire dalle definizioni.

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Che differenza c’è tra dose aggiuntiva e dose " booster"? Quando va somministrata la dose addizionale o la dose " booster"?

Risponde il ministero della Salute sul suo sito: «Per dose addizionale si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni. Per dose “booster” si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose “booster” va somministrata dopo almeno cinque mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario».

Chi deve essere vaccinato con la dose di richiamo “booster”?

Risponde l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco: «Dal 1° dicembre 2021 la somministrazione di una dose di richiamo è prevista per i soggetti a partire dai 18 anni di età. In tutti i casi per la dose di richiamo dovrebbe essere usato uno dei due vaccini a mRna autorizzati in Italia. Questo anche qualora fosse stato eseguito il ciclo primario di vaccinazione con vaccino adenovirale (Vaxzevria o Covid-19 Vaccine Janssen). Inoltre, nel caso in cui non fosse disponibile il medesimo vaccino a mRna utilizzato per le prime due dosi, si potrà ricorrere alla somministrazione di una dose di richiamo con il tipo diverso di vaccino a mRna (“eterologa”). Tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, l’intervallo minimo per la somministrazione della dose di richiamo è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione. Rispetto alla dose usata per il ciclo primario, sulla base degli studi condotti è prevista una dose uguale per Comirnaty (30 microgrammi) e metà dose per Spikevax (50 microgrammi)».

Come prenotare la terza dose?

Ogni Regione ha le sue regole. Nel Lazio, ecco quelle indicate dal sito “Salute Lazio”: «Possono prenotare il richiamo (dose booster) del vaccino anti Covid-19 le persone con età minima di 18 anni. È possibile vaccinarsi presso i medici di famiglia (che potranno contestualmente somministrare anche il vaccino antinfluenzale), le farmacie o i punti di somministrazione attraverso la piattaforma di prenotazione. Per prenotare è sufficiente la tessera sanitaria.

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Quali documenti bisogna portare?

Ricorda il sito “Salute Lazio”: «Occorre presentarsi al punto di somministrazione nel giorno e nell'orario dell'appuntamento, portando il promemoria della prenotazione, la tessera sanitaria e un documento d'identità. Se l'interessato è sottoposto a tutela, dovrà presentarsi accompagnato dai soggetti titolari della responsabilità giuridica. Se non si è scaricato il promemoria al momento della prenotazione, è possibile farlo in un secondo momento dalla homepage del sito (https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it) cliccando su "Gestisci appuntamenti" e inserendo il proprio codice fiscale e il numero di appuntamento».

Ricordiamo però che inizialmente il periodo tra la seconda e la terza dose doveva essere di 180 giorni, poi si è ritenuto giusto anticipare. Cosa può fare, allora, chi ha già prenotato dopo 180 giorni invece di 150?

 

Risponde ancora “Salute Lazio”: «Chi ha già prenotato il richiamo a 180 giorni può anticipare autonomamente il proprio appuntamento. Dovrà accedere alla piattaforma di prenotazione, entrare in "gestione appuntamento", annullare l'appuntamento fissato e procedere a una nuova prenotazione. Il sistema proporrà le date utili a un intervallo di 150 giorni dall'ultima dose ricevuta».

 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA