Covid o raffreddore? I medici: «Decisivi febbre e certezza di essere stati vicini a un positivo»

Domenica 15 Novembre 2020 di Graziella Melina
Covid o raffreddore? I medici: «Decisivi febbre e certezza di essere stati vicini a un positivo»

Svegliarsi col mal di gola, starnutire con una certa enfasi e magari sentire qualche doloretto ai muscoli, di sicuro non farà iniziare la giornata col verso giusto. Ma non è nemmeno il segnale di chissà quali guai in arrivo. Se fino all’inverno scorso, infatti, si pensava di essersi raffreddati o peggio influenzati, il pensiero oggi corre subito al Covid. Non c’è però alcun motivo per essere così precipitosi. E’ vero infatti che i sintomi sono sovrapponibili, ma esistono anche dei segnali che possono tranquillizzare.

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I sintomi

«Il sintomo guida che aiuta a capire se può essere Covid - spiega Claudio Mastroianni, direttore della clinica malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma vice presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) - è la febbre e poi ovviamente la consapevolezza di essere stati in una situazione a rischio di contagio, e quindi a contatto con una persona certamente positiva». Il primo passo da fare è dunque quello di misurare la temperatura corporea. E attendere il verdetto del termometro, ma senza farsi scoraggiare. Perché anche se c’è qualche lieve alterazione, non vuol dire che il colpevole sia per forza il Sars Cov 2. «E’ raro che il Covid dia una sintomatologia febbrile a 37 oppure a 37 e mezzo - rimarca Mastroianni - In genere, i pazienti affetti da Covid hanno la febbre superiore ai 37 e mezzo e ai 38 gradi. Altri sintomi riconducibili al Covid sono poi intensi dolori muscolari e una astenia marcata che sembra molto più evidente rispetto all’influenza. In genere compaiono da subito”. Ci sono poi casi in cui la comparsa della febbre è legata ad altre cause, che portano a escludere con sicurezza la presenza del virus. «Se si hanno tonsille con placche alla gola - chiarisce Mastroianni - è chiaro che la febbre è dovuta alla tonsillite batterica. Se si ha diarrea e vomito è meno probabile che si tratti di Covid, non è una delle manifestazioni più frequenti. Poi, se uno ha la febbre e disturbi urinari è ovvio che si tratta di un’infezione delle vie urinarie». Stesso discorso va fatto per il mal di testa. «La cefalea accompagna la febbre ma può anche precederla».

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Febbre e mal di testa

Ma avere la cefalea senza la febbre non è un parametro di valutazione utile per il Covid. «Non è che se ho mal di testa significa che potrei essere contagiato. A maggior ragione, per chi soffre di questa patologia, non c’è legame con l’infezione se appunto non viene la febbre sopra i 38 gradi». Esistono due sintomi, però, che potrebbero essere decisivi per la diagnosi: i disturbi legati al gusto e all’olfatto, ossia l’anosmia e la ageusia. Ma anche stavolta occorre fare attenzione, perché potrebbero essere dovuti ad altre ragioni. «Con l’influenza si può avere la perdita degli odori, però la perdita del gusto causata dal Covid è particolare: più che altro si tratta di una sensazione sgradevole. Questi sintomi possono venire anche precocemente, anche prima della comparsa della febbre. Anosmia e ageusia sono molto sospetti e indicativi della presenza del Sars Cov 2 soprattutto se durano tre-quattro giorni. Se compare invece solo il disturbo dell’olfatto, potremmo avere il classico raffreddore o la classica rinite - aggiunge Mastroianni - In effetti il Sars Cov 2, da un punto di vista clinico, non si manifesta con il tipico raffreddore forte, con starnuti violenti, o con una banale rinite».

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Influenza

Ovvio, poi, che se si soffre già di rinite o di sinusite, se si sta male non bisognerà prendersela con Sars Cov 2. Un semplice mal di gola, oppure un lieve rialzo della temperatura non devono spaventare. Se però si ha la consapevolezza di non avere adottato le misure di precauzione indicate e ci si è tolti la mascherina mentre si chiacchierava al bar dopo aver preso il caffè, non bisogna sottovalutare i primi campanelli di allarme. «In questo periodo - prosegue Mastroianni - il virus influenzale ancora non sta girando, quindi se compaiono sintomi influenzali o parainfluenzali con la febbre alta dobbiamo pensare al Covid. E’ probabile che succeda da noi quello che è avvenuto in Australia, dove l’influenza quest’anno circola molto di meno perché sono state utilizzate le mascherine e si è adottato il distanziamento sociale». Ricordiamo che i momenti più pericolosi per contagiarsi sono quando ci rilassiamo. «Nei bar e nei ristoranti togliamo la mascherina solo mentre si consuma il pasto o si sorseggia il caffè - avverte Mastroianni - ma poi rimettiamola subito per parlare. Bisogna stare attenti. E in caso di sintomi che non ci convincono bisogna chiamare subito il medico di famiglia e seguire le sue indicazioni».

 

 

Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 07:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA