Parkinson e ictus, sviluppato un nuovo sistema di monitoraggio per i pazienti in riabilitazione

Venerdì 24 Settembre 2021
Parkinson e ictus, sviluppato un nuovo sistema di monitoraggio per i pazienti in riabilitazione

È stato trovato il prototipo di un nuovo dispositivo capace di attivare un nuovo servizio di teleassistenza personalizzata per pazienti colpiti da ictus o da Parkinson. Questo il risultato preliminare di un monitoraggio domiciliare condotto durante il lockdown causa pandemia di marzo-aprile 2020 nell'ambito del progetto Cassia su pazienti colpiti da ischemia.

 

<H2>La ricerca<h2>

Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati sull'International Journal of Medical Informatics di Elsevier. Mentre a renderlo noto oggi è l'Università di Trieste che, con il suo gruppo di ingegneria biomedica del dipartimento di ingegneria e architettura, è stata tra i partner del progetto. L'equipe friuliano è stato guidato da Feature Jam srl, una startup triestina che ha lavorato in stretto rapport anche con Televita spa, l'Asugi e Area Science Park.

 

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Gli obiettivi del progetto Cassia

«Il progetto Cassia - ha spiegato Units - ossia Cloud Assisted per la Salute e la Sicurezza, è nato con l'obiettivo di monitorare, misurare e trasmettere parametri vitali e dati relativi al movimento di persone anziane, soggetti affetti da Parkinson, soggetti a rischio dopo un attacco ischemico transitorio o dopo ictus cerebrale ischemico minore».

Sfruttando un sistema integrato che associa i sensori a un insieme di algoritmi di intelligenza artificiale, il progetto punta a sviluppare «smart alarm» che supportano gli operatori e i sanitari per monitorare a distanza la salute dei pazienti.

 

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Domani la presentazione ufficiale

I risultati preliminari del progetto, ancora in corso , saranno presentati domani in un incontro sul tema della «Smart health» in programma a Trieste Next, il festival della ricerca scientifica. «Cassia rappresenta un contributo a sostenere un invecchiamento più autonomo e il mantenimento di una vita attiva - ha evidenziato Units - riducendo il ricorso ai servizi e in alcuni casi all'istituzionalizzazione e aumentando la sicurezza emotiva e psicologica del cittadino e dei suoi familiari».

 

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